Messico tra colori, musica e storia

Per la terza volta ho deciso di trascorrere le mie vacanze in Messico. Bhè, per i “puristi” lo Yucatan non è il “vero” Messico, ma io non credo sia proprio così. L’odore, i colori, i suoni anche qui riportano a sensazioni lontane e mai perdute, a racconti dal sapore mitologico che aiutano la fantasia a volare leggera. Playa del Carmen ti accoglie come un’isola felice. Certo dall’ultima volta che ci sono stata è praticamente raddoppiata, ma è solo come se ci fosse più spazio per fare esattamente le stesse cose: lo “struscio” sulla Quinta Avenida, lo slalom tra i ristoranti e i ristoratori/imbonitori, i balli per strada, la caccia alle “casse di cambio” più convenienti, i tour tra i negozi di improbabili souvenir.

La comunità di italiani trapiantati qui è davvero vasta, quasi un paese dentro un paese. C’è chi dice 13.000, c’è chi dice 16.000, tanti comunque, italiani che 16 o 13 anni fa, oppure anche solo lo scorso anno, hanno deciso di cambiare vita, mollare tutto, e cominciare una nuova avventura in Messico mettendo a frutto lo spirito pionieristico e imprenditoriale proprio del nostro Belpaese in un luogo in cui la professionalità viene ancora premiata, perché ce n’è tanto bisogno. E allora si va a pranzo dalla signora Laura, tra la 10 Av. e la 26 Calle, che fa le lasagne più buone che abbia mai mangiato (a parte quelle di mammà…), la pasta fatta in casa tutti i giorni, scuola di cucina italiana e con pochi pesos ti rifocilla a dovere in un baracchino cui non daresti due soldi. E la colazione si fa all’Isola Dolce, un localino sulla 26 Calle aperto un anno fa da una paio di ragazzi fiorentini che offre ottimi caffè e cappuccini e un assortimento di croissant e pasticceria freschissimi e da fare invidia ai migliori bar del centro di Roma, o di qualunque centro in Italia.
Qui ci si incontra ogni giorno (a proposito, a Playa non esiste giorno di chiusura…), si va su internet (free wifi), si chiacchiera, ci si racconta, italiani residenti e di passaggio, messicani, canadesi, gruppetti eterogenei di persone che hanno solo voglia di scambiare sensazioni ed emozioni. La sera si va Da Bruno, forse il miglior ristorante italiano sulla 5 Av. (non me ne vogliano gli altri, ma ci ho lasciato un pezzetto di cuore lì…), aperto dalla signora Innocenza, una riminese DOC, 16 anni fa e che porta il nome del suo adorato figlio (Bruno sta aprendo un altro ristorante a Merida, in bocca al lupo!). Innocenza è un vulcano e un’ispirazione. Sa tutto, consiglia, suggerisce, con leggerezza e consapevolezza, riportando in Messico quel suo spirito romagnolo che ti fa pensare che tutto è possibile. Dirige il ristorante Felipe, un brasiliano trapiantato in Italia ormai tanto tempo fa e che ha deciso di ricominciare a girare il mondo con tutta la sua famiglia. Lo conoscevo già Felipe qui in Italia, e col suo garbo e la sua professionalità sono sicura che ha apportato al ristorante Da Bruno una marcia in più, semmai ce ne fosse stato bisogno. Ringrazio lui, Innocenza e tutto lo staff per avermi accolta come una naufraga su un’isola felice (provate i gamberoni in tempura con scaglie di mandorle e miele al limone!)
Poi capita di andare al mare…che dire. Noi in Italia abbiamo luoghi meravigliosi: la Sardegna, il Salento, la Sicilia, la Calabria, le isole della Toscana e tanti altri che sarebbe impossibile citarli tutti (vi assicuro che li ho visti quasi tutti). Tutti questi magnifici luoghi hanno un solo grave difetto: non puoi fruirli in inverno. In Messico ci puoi andare sempre, e lasciarti catturare dai colori immergendoti nell’acqua già calda alle 7:30 del mattino quando si è in gennaio e in Italia nevica, vi assicuro non ha prezzo.
Playa Mamita

Poi c’è la storia, l’archeologia, il mito dei Maya. Quest’anno sono andata solo a Tulum, sito Maya sul mare, davvero unico proprio per la sua ubicazione. Non era una giornata particolarmente bella, pioveva e il mare era agitato. Mi sono fermata davanti al Tempio del Vento e ho immaginato di essere lì, secoli prima, a scrutare il mare che da lontano portava tra le sue onde vele di invasori che avrebbero soggiogato la civiltà Maya, e ho sentito lo stupore e la paura, l’allarme e i tamburi…si può percepire, ve l’assicuro…

Tulum
Questa è stata la mia vacanza (in pillole…c’è molto, molto di più!). Ho raccolto informazioni sul cosa fare se ci si vuole trasferire lì (documenti, formalità, opportunità, etc.), sul come si vive e perché andare. Chissà, magari un giorno deciderò di volere il sole tutto l’anno…Hasta luego!
Sed

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One thought on “Messico tra colori, musica e storia

  1. Poi sei tornata qui e… improvvisamente neve. Neve e ghiaccio fino a non poterne più, bianco dappertutto, avvolgente fino a diventare soffocante. E hai rimpanto il calore dei colori lasciati in quella terra lontana e i sorrisi e i suoni e la gioia di vivere di quella gente…Bentornata, scrittrice!

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