#Librinnovando. Un viaggio nell’editoria e il web. Chi sopravvive?

In questa splendida giornata di sabato, 28 aprile 2012, ho scelto consapevolmente di chiudermi in un’aula dell’Università di Torvergata a Roma anziché spalmarmi sotto il sole su una spiaggia. Ma il sacrificio è valso la pena. Librinnovando edizione romana è stato per me un’esperienza nuova e, a tratti, surreale. Comunque interessante. Parlare di ciò che si è detto mi pare ripetitivo; numerosi i partecipanti sui social, in streaming, aggiornati costantemente su twitter con l’hashtag #Librinnovando e grazie al lavoro indefesso di @CLetteraria, delizioso gruppetto di giovani che ha lavorato a 8 mani fino alla fine. Ho fatto incontri bellissimi con @Leggendolibri (Simona) e @IlMenocchio (Roberto) con i quali ho avuto uno scambio di opinioni e idee che mi ha senza dubbio arricchita. La prima parte del dibattito in aula verteva sulle biblioteche e l’editoria scolastica e il loro approccio al digitale. Esempi interessanti, tutto piuttosto tecnico. La platea ha preso “vita” nel dopo pranzo. Gli argomenti relativi all’editoria digitale, gli ebook, il self-publishing sono stati trattati ad ampio raggio. Si è parlato di costi di pubblicazione, del rischio del monopolio di Amazon e conseguente morte dell’editoria tradizionale, piccola e grande, della diminuzione dei lettori che a loro volta diventano scrittori alimentando il business degli ebook selfmade o delle piattaforme collegate. Applauditissimo l’intervento di Barabba, la casa editrice che non c’è e che pubblica tutto gratuitamente, anche i libri che non ci sono. Qualcuno brillava per l’assenza: gli scrittori. Unico invitato e con diritto di parola, Sergio Covelli, che ci ha divertito con la sua lezione filmata su come si pilotano le classifiche e relative vendite sul web. Quante cose ho imparato. La più importante? Quando l’argomento fondamentale di un dibattito sui libri e l’editoria riguarda la distribuzione e non la divulgazione non ci si può stupire poi se il self-publishing trionfa. Uno scrittore ha un unico obbiettivo: essere letto. E con molta umiltà si presenta al giudizio di chi reputa competente, l’editore. Quando viene sistematicamente ignorato ha un’unica risorsa: autopubblicarsi (ma si, diciamolo in italiano!). Forse dopo un’attenta strategia di marketing, acquisendo un pò di visibilità, arriverà sulla scrivania di un competente addetto ai lavori che potrà anche dirgli: “Non vali nulla” o magari no. Certo qualcosa cambierà. O avremo regalato ai lettori un talento o avremo restituito al mondo un potenziale ingegnere. 
Sed
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