L’attrazione

Un anno fa ho letto un libro che parlava dell’attrazione universale. Non sto qui a dirvi di che libro si tratta perché è una di quelle dottrine new age che fa tanti proseliti negli USA e noi del vecchio continente almeno di questo non abbiamo bisogno. Il fatto rilevante invece, almeno per me, è stato il modo in cui ne sono venuta in possesso. Un ragazzo cubano mi ha vista, ha scambiato due parole con me e, anziché “provarci” come fanno in genere i ragazzi cubani, mi ha detto: “Voglio darti questo libro. Tu sei la persona adatta a leggerlo.”  Chissà perché… E così ho letto le leggi universali  dell’attrazione. E ho capito alcune cose che probabilmente già sapevo, a livello sensoriale però, come elemento che appartiene al tutto inconsapevolmente.

Tutti siamo in grado di attrarre. Come calamite le nostre energie si legano a energie diverse, simili o contrarie poco importa. E se la legge del “nulla accade per caso” è da tutti accettata, allora anche la legge dell’attrazione deve esserlo, perché ne è la genitrice. Accade quello che siamo capaci di attirare a noi. Ed è tanto  più forte l’attrazione quanto più la esercitiamo consapevolmente e con positività. Non basta dire lo voglio. Bisogna agire costantemente in direzione di questo intenso volere. Se questo vale per i desideri quotidiani, quanto vale nei rapporti tra i sessi? Vale all’ennesima potenza. Perché tra un uomo e una donna c’è l’imponderabile, ci sono le barriere della coscienza, i limiti dell’umana decenza, che trattengono, posticipano, rimandano ciò che in natura andrebbe espresso immediatamente. Ma sono proprio questi ostacoli a rendere l’attrazione più potente, ineluttabile, invincibile. A volte, in principio,  l’attrazione verso qualcuno è solo un sentire sottile, un’empatia, il soffio di un compiacimento, un sorriso abbozzato. Ma quanto monta, cresce, si espande questa attrazione quando il destinatario è difficile da raggiungere? Quando  poi è reciproca, non conosce peccato, non conosce vergogna. Si autoalimenta,  si nutre da se stessa senza mai esaurirsi, anzi, si amplifica. Che energia si sprigiona! E ne beneficiano tutti, tutto ciò che per qualche motivo ne è toccato o anche solo sfiorato perché si trova nel raggio d’azione di tanto splendore, accumula energia da esprimere a sua volta, e così via, in un circuito potente che non si esaurisce.

Eccola l’attrazione dell’Universo. Nasce così, da due creature, piccole, infinitesimali nei confronti del tutto, ma senza le quali questo tutto, probabilmente, non sarebbe così eccezionalmente attraente. E dunque a che serve opporsi? In nome di quale strano senso del pudore a volte la neghiamo, l’allontaniamo, come un sentire reietto, inconcepibile, inaccettabile? E’ la paura di non averne il controllo. Quando ci lasciamo andare, quando la lasciamo fluire in noi e da noi, l’attrazione ci prende, ci avvolge, i sensi sono allertati, non esiste la distanza, non esiste il limite temporale. Tutto è ora e qui, tutto è si. E non c’è controllo che tenga, e non c’è stanchezza, non c’è rinvio. Ora e qui. Il resto…sono banalità.

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2 thoughts on “L’attrazione

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