L’abito che indosso

 

Oggi un amico mi ha portata a una riflessione profonda. A volte capita che una frase detta così, per condivisione o per reale interessamento, contenga significati che vanno oltre la traduzione intrinseca delle parole che la compongono.

“Anche io ho indossato molti abiti, alcuni per necessita, altri per piacere”. L’abito di riferimento era la casa. Noi abitiamo una casa, la indossiamo, la impregniamo del nostro odore, la calziamo finche’ non ce la sentiamo comoda addosso. Proprio come un abito, e non e’ un caso se si utilizza lo stesso termine, la stessa etimologia. Dopo un po’ la nostra casa diviene come quei maglioni un po’ sformati dal tempo e dall’usura ma ai quali non potremmo mai rinunciare. Ce li portiamo dietro, comodi, rassicuranti, uno spazio che ci contiene, fedelmente, il disegno esteriore della nostra essenza. E la nostra casa e’ quel maglione. Ci insinuiamo agili in ogni angolo, ne riconosciamo le asperità a occhi chiusi, al tatto ci appare familiare. La luce del mattino e quella della sera regolano i nostri ritmi, e le ombre, quelle lunghe d’inverno e cortissime d’estate, sono una proiezione di noi, del nostro essere corporei e evanescenti e non fanno paura.

A un certo punto pero’ bisogna cambiare, a volte per scelta, altre per necessita’, ma l’effetto non cambia. E’ devastante. Tutto deve essere ricollocato, trovare spazio, dimensioni, confini e odori. Come bestiole che fanno la muta cambiamo pelle, cambiamo abito, cambiamo l’immagine che diamo di noi, pur restando noi stessi. Ci vuole tempo, ci vuole pazienza, ci vuole coraggio. La casa non e’ un abito qualunque e non basta un sarto a fare i dovuti aggiustamenti.

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2 thoughts on “L’abito che indosso

  1. perché la casa nuova accoglie tutto il tempo vissuto della passata, e tutti i suoi ospiti e tutti gli eventi che hanno scandito i ritmi e i riti che hanno fornito senso al nostro vivere in noi e con gli altri, e quindi ogni mobile, ogni oggetto nella nuova dimora cerca l’equilibrio nei volumi presenti e in tutti quelli evocati che richiedono il loro posto. E allora la traccia di tutto quello che siamo stati in noi, esige di prender forma, affinché la nuova casa abbia l’aria famigliare che possa accogliere il comune spirito del luogo, e tutto quello di cui noi possiamo offrire al nostro futuro

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