da “Innocenza, che mi insegnò la vita”

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Immagine presa da qui

Un piccolo dono per voi, per cominciare l’anno nuovo con “qualcosa di nuovo”, un frammento del romanzo che sto scrivendo.

da “Innocenza, che mi insegnò la vita”

Gli uomini sono creature strane. A volte girano intorno agli eventi senza mai prenderne coscienza. Se c’è qualcuno di loro che va in profondità non lo dà a vedere, quasi che fosse disdicevole mostrare qualcosa di più di una semplice linea retta nel percorso sublime che il pensiero fa dalla testa al cuore. Eppure sono così tante le deviazioni possibili. E così interessanti. Bisognerebbe intercettare le loro elucubrazioni mentali in un qualunque momento della loro vita e provare a decifrarle, sarebbe un esercizio illuminante. “Gli uomini, quelli giovani, quelli che hanno visto comparire il primo solitario pelo sul mento, quelli che hanno superato l’esame pratico per la patente, quelli che dell’acne hanno ormai solo le cicatrici ma ancora portano l’apparecchio per i denti. Gli uomini, quelli adulti, quelli che riescono a distinguere una femmina umana da una animale di altra specie, quelli che hanno deciso che il dopobarba di Kenzo ha l’aroma giusto per l’acchiappo, quelli che hanno sostituito gli slip con i boxer e hanno pure ricambiato idea, quelli che “un weekend ad Amsterdam fa fico e non può mancare nel CV”. Gli uomini, quelli maturi, quelli che hanno trovato un lavoro e sognano di partire ogni fine settimana perché c’è “bisognodirelax” contro lo stress, quelli che scrivono cia’ anziché ciao perché fa giovane, quelli che invitano una donna a prendere il tè perché è elegante e c’è tempo fino a sera per studiare la situazione, quelli che la palestra se la sono comprata perché andarci soltanto non è sufficiente.” 

Lucia si appisolò con queste riflessioni che pian piano sfumavano nell’oblìo della siesta pomeridiana, perdendo consistenza. L’ultimo pensiero cosciente fu “Devo leggere YouPorn di Sgambati. Forse alla fine avrò qualche risposta.”

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