Il Salone del Libro di Torino 2013, un oceano di Cultura

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Hai presente quando acquisti un libro, magari un giallo, e sfogliando le pagine ti accorgi che in realtà non è proprio così, che c’è di più? Questo è stato per me il Salone del Libro di Torino edizione 2013. Forse perché era la mia “prima volta”, forse perché sono stata solo nel week end e non ho avuto modo di annoiarmi, forse perché non ero un espositore e non dovevo stare attenta ai numeri, forse per tutti questi motivi e tanti altri ancora, per me il Salone è stato una scoperta dietro ogni angolo, e non solo una scoperta libresca.

Cominciamo dagli incontri, tanti, belli e sorprendenti. Sorprendenti perché oggi, che tutto è ridotto a un contatto sul web dove anche le facce a volte sono sostituite da sigle, loghi e ammennicoli vari, vedere, conoscere, riconoscere le persone “di persona” (no, non è uno sbaglio), ha un impatto emozionale straordinario, come l’innamoramento. Sì perché quella persona con cui hai conversato, discusso, condiviso parole e pensieri nel mondo virtuale per mesi, anni a volte, è in carne ed ossa ed è lì, e ti appare bellissima.

Ho incontrato l’amica di twitter e bookblogger talentuosa Patrizia La Daga (LeUltime20), finalmente, dopo oltre un anno di conoscenza virtuale. Ho rivisto con piacere l’esordiente scrittrice e bookblogger di riferimento Noemi Cuffia (Tazzinadicaffè). Ho abbracciato con affetto l’amica salottiera Elena Tamborrino (ExLibris2012) con la quale ci scambiamo opinioni libresche nei salotti letterari.

Ecco, non si è parlato di libri nei nostri incontri, perché i libri li abbiamo respirati. E’ stato molto interessante partecipare all’evento nello spazio di Book to the Future sul ruolo dei bookblog, argomento già trattato sempre nel mondo virtuale (serata Second Life di Libriamotutti, presente con Giovanni Dalla Bona che ha filmato tutto), e ampiamente introdotto da eFFe che ha provocatoriamente (neppure tanto, direi piuttosto argutamente) scritto di questo nel suo ultimo libro, I bookblog, editoria e lavoro culturale. Durante la chiacchierata a cinque (presenti eFFe, Marco Giacomello, Christian Raimo di Minima et Moralia, Gianluca Liguori di Scrittori Precari, Francesco Forlani di Nazione Indiana), si è parlato di blog individuali e collettivi, di come siano esponenzialmente più interessanti e validi questi ultimi se non altro per la massa di pubblico e opinioni che riescono a smuovere; di come le case editrici strizzino l’occhio a quei blog molto seguiti arrivando a proporre rapporti “di esclusiva” e addirittura pagando, pur di esserci. Si è detto che le cosiddette “marchette” non sono da condannare, purché il lettore ne sia informato. In fondo i bookblogger fanno da sempre questo mestiere, che è quello di informare il loro pubblico in merito a quanto il mondo cosiddetto culturale ci propina quotidianamente, e quindi si assumono una grossa responsabilità nei confronti di chi li segue e li ascolta. Perché mai allora un giornalista dovrebbe essere pagato per questo e un bookblogger no? Almeno, come ha detto Nazione Indiana, ci si ripaga dei costi per mantenere il server.

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Ne ho incontrati due di Bookblogger, due di quelli che volevo assolutamente conoscere, due di quelli che danno un senso a ciò che sono le recensioni per gli autori: Gli amanti dei libri e Spritz Letterario. E chissà, magari qualcosa accadrà.

Nazione ospite - Il Chile

Nazione ospite – Il Chile

Succede anche di uscire dallo stand dedicato al Chile (lo scrivo così perché loro lo scrivono così, e mi pare più giusto), nazione ospite per questo anno, dove ho seguito l’incontro Dal Porto delle idee di Valparaiso al Festival della mente di Sarzana (Chantal Signorio e Giulia Cogoli), e di sentire una voce che canta. L’incontro con Francesco De Gregori, davvero inatteso, che ha cantato dal vivo e ci ha raccontato dell’uscita di un suo audiolibro, ha qualcosa di magicamente evocativo, specie subito dopo aver incontrato il Chile. Un caso? Chi lo sa…

Francesco De Gregori e Luca Barbarossa

Francesco De Gregori e Luca Barbarossa

Fra un incontro e l’altro, tra un abbraccio e un’esclamazione, ho gironzolato tra gli stand per respirare quell’inconfondibile profumo che, si tratti di carta o di bit, sa tanto di parole. E di cultura. Cultura declinata in ogni modo. Dalla cucina (splendido lo spazio di “Casa CookBook con le tante performance in diretta, e profumi, e sapori…), agli spazi creativi, dove le arti si sono mescolate, come è giusto che sia, per dare spazio a tutte quelle forme di espressione creativa che fanno della Cultura un bacino contenitivo enorme. Come se, dove prima c’era una diga, improvvisamente, senza più ostacoli, si sia formato non un lago, un oceano.

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La regione ospite era la “mia” regione, la Calabria. Perché ne esprime tanta di cultura questa terra del Sud, ed è bene che si sappia.

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Tanto spazio è stato dato alla piccola e media editoria indipendente, e questo è bello, perché se la presenza delle grandi case editrici (c’erano tutte) è fondamentale in un momento storico così difficile per il settore, quando le aziende stanno cambiando pelle, devono farlo per sopravvivere, devono aprirsi al nuovo, al digitale, al futuro che verrà, l’esistenza di nuove realtà slegate dalle regole di mercato rigide e ormai obsolete è come una ventata di aria fresca e di speranza. Il fatto che editori come Giulio Perrone Editore e il neonato marchio L’Erudita, o Miraggi, Tunuè, Intermezzi, Nutrimenti, o Minimumfax, Voland, Et al., giusto per citarne alcune e mi perdonino le altre (erano davvero tante…) fossero presi d’assalto dal pubblico curioso dimostra che il domani è già ora, adesso. Buona fortuna a tutti loro, se la meritano.

Un week end da solo non basta per scoprire tutto di un Salone del Libro come quello di Torino, e soprattutto non basto io da sola. Avrei dovuto sdoppiarmi in cento me stessa. E allora mi sono goduta ciò che potevo, seguendo l’istinto e il cuore. E il cuore mi ha portata, alla fine, al Parco Culturale Piemonte Paesaggio Umano, dove l’umanità era splendidamente rappresentata dagli amici e compagni di viaggio della Fondazione Cesare Pavese e dell’esperienza di “twitteratura” sui Dialoghi con Leucò, di Cesare Pavese. Da un esperimento su twitter, durato tre mesi è nato un evento mediatico senza precedenti. Per mesi abbiamo “riscritto e destrutturato” quest’opera di Pavese, 140 caratteri alla volta più volte al giorno, con la formula 3 giorni=1 dialogo, guidati da un Olimpo di Titani e supervisionati dal gruppo organizzatore dell’iniziativa, cuore e anima di quest’onda creativa. Pierluigi Vaccaneo, Paolo Costa, Hassan Bogdan Pautàs e, a distanza, Antonio Prenna, ci hanno radunati tutti, leucocite e leucociti malati di nostalgia per i tweet quotidiani lanciati nel web come biglie impazzite e raccolti in libricini arrotolati, come i messaggi in bottiglia.

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Comemusica, Sonoladebby, Iuri Moscardi, Luisanna Ardu, Fanny Stravato, Marco Stancati, Soloviolaepunto, questi sono solo alcuni dei ragazzi e ragazze che ho incontrato e abbracciato (ragazzi sì, perché non c’è un’età per giocare). E con loro sarà bello provare a riscrivere, da giugno in poi, gli “Scritti Corsari” di Pierpaolo Pasolini. Un’altra twitteratura tra poco avrà inizio.

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Da #Leucò a #ScrittiCorsari - La "Twitteratura"

Da #Leucò a #ScrittiCorsari – La “Twitteratura”

Il mio viaggio al Salone del Libro di Torino edizione 2013 volge al termine. Devo ringraziare due persone speciali, perché in qualche modo mi sono accanto nei miei vagheggi letterari e perché c’erano, anche loro, e mi hanno fatto compagnia: Saverio Simonelli e Daniele Bergesio. Ci raccogliamo periodicamente su Inoltre, uno splendido blog collettivo, una palestra espressiva che in pochi mesi ne ha fatta di strada.

Mentre il treno si avvicina a Roma ripenso al sole che mi ha salutata stamattina, il sole di Torino, che ritrovo anche qui, a casa e ripenso al motivo per cui quest’anno ho voluto partecipare a questa manifestazione: c’era il mio libro lì, dovevo accompagnarlo. E il modo migliore per terminare questo viaggio nella magia del libro è stato ricevere, come ultimo messaggio entrando in stazione, quello di una lettrice che mi ha scritto: “Passata allo stand per comprare Nata in una casa di donne.Esaurito”. Grazie.

Nata in una casa di donne al Salone del Libro di Torino 2013

Nata in una casa di donne al Salone del Libro di Torino 2013

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