La dignità è un “vaffa”…

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Fuori dalla metropolitana, ogni giorno, incontro tante persone, umanità densa, con un vissuto che magari non conoscerò mai, e che pure mi renderebbe più ricca. Di una ricchezza che non ha prezzo. Ma davvero da un po’ di tempo mi si spezza il cuore a vedere certe situazioni. E questa cosa voglio dirla così, come mi viene, senza stare tanto a girarci intorno, perché comunque fa male.

Fa male vedere un uomo, più o meno della mia età, vestito a modo, dignitoso, fermo davanti a un SUV parcheggiato in bella mostra, che d’un tratto tende un berretto rovesciato e sussurra, piano: “Aiutami, ho fame”. E sta davanti a un SUV non perché è suo. Forse perché pensa che il proprietario, rientrando, possa permettersi di mettere qualcosa in quel berretto rovesciato. E non sto parlando di un uomo di un altro paese, che tanti se ne vedono in giro e non sai mai se stanno male o se sfruttano un vago senso di pietismo [ma poi che importa? È sempre gente che sta male.] Sto parlando di un uomo della mia città, uno che si vergogna a chiedere aiuto, ma che non può fare altro.

E mi fa male il gesto di disprezzo del tizio del cazzo del SUV che gli gira intorno e gli dice:” Scansati che devo andare, e vai a lavorare!” perché quell’uomo ci vorrebbe anche andare a lavorare, mica ha piacere a star lì a beccarsi i suoi insulti e il suo rifiuto, ma è gente come lui, come il tizio del SUV, che ha fatto sì che si creasse questa situazione mondiale. E allora gliela do io una moneta, io che non ce l’ho il SUV, ma che se potessi li sfamerei tutti questi uomini e queste donne che tendono il berretto. E il mio vaffa gli arriva forte e chiaro al tizio del SUV, quando mi dice: “Se fai così non te li scolli più di dosso.” Perché non c’è dignità in queste sue parole, quella che invece io gli concedo col mio vaffa.

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6 thoughts on “La dignità è un “vaffa”…

  1. Se una persona arriva a chiedere la carità per strada, direi che al 99% è disperata. Forse sì, ci sarà pure l’1% di individui che finge di aver bisogno (e anche quelli mica stan bene, come dici tu), ma la maggior parte che lo fa, è perché non sa più dove andare a sbattere.

    A Londra si vedono molti mendicanti, e parlo di homeless, gente che non ha un tetto sulla propria testa, e vivono in baracche di cartone, dentro le stazioni quando chiudono, o alle entrate dei shopping centre. Ma come può un Paese che fa parte del G8 avere gente che vive per strada e non ha da mangiare? È una vergogna, per lo Stato e per le istituzioni, e anche nostra, che in qualche modo non siamo riusciti come cittadini ad evitare che questo accadesse. E passandoci davanti a queste persone, facendo finta di niente, le stiamo annullando, le stiamo uccidendo pian piano. E il minimo che possiamo fare, se proprio non possiamo permetterci di dare un Euro a tutti, è almeno riconoscere che ci sono e salutarli con rispetto. La cosa peggiore per un mendicante non è quando non ti danno dei soldi, ma quando vieni ignorato.

    • Sai Martina cosa è davvero doloroso? Pensare che qui in Italia ormai le persone che si trovano in queste condizioni sono padri di famiglia, gente che un lavoro ce l’aveva e che d’un tratto ha perso tutto, e sono davvero tante, tantissime. E l’arroganza di certi mi fa davvero venire la nausea.

  2. Hai ragione Cetta, non c’e’ cosa peggiore del quando ti viene tolto tutto quello che avevi. Se poi arrivi a chiedere l’elemosina per strada, ti sembra pure che ti hanno rubato la dignità

  3. Aggiungo anche che il tizio del SUV o i soldi li ha avuti in eredità o ha dimenticato come hai inziato a farseli. IN ogni caso un ‘” N’culo” (così completiamo il vaffa) se lo meritava comunque, magari anche con gli interessi, dato che sicuramente di finanzi ci capisce qualcosa.

    QUanta quotidiana tristezza, quanta poca memoria di quando anche noi italiani in giro per il mondo tendevamo la mano per chiedere una moneta.

    • Sai Roberto, da quando ho cominciato a usare i mezzi pubblici per andare al lavoro, ogni giorno mi trovo davanti talmente tanta umanità in difficoltà che, credimi, sul serio se potessi me li abbraccerei tutti. Quando viaggiavo in auto tutto questo mi scorreva davanti veloce, appena accennato se inquadrato nel vetro del finestrino. Oggi è tutto più vicino, e tutti noi troppo spesso non ci rendiamo conto di ciò che questa crisi produce. Il signore del SUV è solo uno stronzo arrogante (chissà se i puristi mi faranno chiudere il blog?), e come lui ce ne sono tanti. Ma mi consola il fatto che c’è ancora tanta brava gente che ha un collegamento diretto dalla testa al cuore.

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