Musica Indie e Scrittura Indie – I paralleli divergenti

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Io non so voi di che parlate coi vostri figli adulti. Io coi miei parlo di economia o di arte. Siamo una famiglia così, variegata. E allora capita che con mia figlia, la musicista del gruppo, io scrittrice mi ritrovi a fare discorsi e riflessioni che analisti di calibro pesante se li sognano.

Proviamo dunque a fare un parallelo e uno “stato dei fatti” tra musica e scrittura, o meglio, tra musicista e scrittore.

  • ·         L’ambiente. L’ambiente è praticamente lo stesso. Ci sono le etichette Mainstream (le grandi case editrici), le Etichette indipendenti (Case editrici indipendenti) e gli autoprodotti (i selfpublisher). La differenza forse sta nel fatto che, lasciando stare per un momento le Mainstream, i circuiti musicali si manifestano in primo luogo territorialmente, sia come autoproduzione che come EI, mentre nel mondo editoriale si parte immediatamente con una territorialità nazionale se non di più. Siamo megalomani noi scrittori? Può darsi, ma è anche vero che la musica ha una velocità di divulgazione enorme rispetto al libro, grazie soprattutto ai tanti eventi in cui si può esprimere. Sappiamo bene che la maggior parte delle presentazioni letterarie vanno deserte…

 

  • ·         La tecnica. Il musicista Indie registra il suo EP, lo inserisce nei canali indipendenti online, lo condivide sui social, lo “muove” negli ambiti in cui si ascolta il suo genere musicale (blog, riviste, etc), viene contattato dai talent scout che organizzano eventi e, se merita, viene richiesto dalle EI che affollano questi eventi per trovare nuovi talenti. Lo scrittore Indie scrive il suo libro, lo autopubblica nei canali di distribuzione online, lo condivide sui social, lo “muove” negli ambiti in cui sa che il suo genere è apprezzato (blog, riviste, etc etc). Ecco, qui mi fermo, perché subito la differenza viene avanti maestosa. Nessun talent scout contatterà il nostro scrittore selfpublisher, e nessuna CEI è lì a sbavare per avere il contratto col talento di turno. Il talent scout dello scrittore dovrebbe essere l’agente letterario, figura ormai mitologica in quanto i pochi rimasti si fanno pagare, e tanto, ogni singola pagina che leggono (fatte salve alcune ancor più rare eccezioni). Per cui gli scrittori non si rivolgono a loro. Generalmente inviano la loro opera direttamente alle CEI, che, seppur manifestando una ferrea volontà a restare Indipendenti, hanno lo stesso atteggiamento delle major editoriali. Tempi lunghissimi per una risposta che forse non arriverà mai. Quindi i ruoli sono invertiti. Lo scrittore si muove, non l’editoria.

·         Parellelismo e differenze. Il parallelismo è evidente, ma le differenze forse un po’ meno. Perché qui il discorso non riguarda il fatto che si tratta di due manifestazioni artistiche diverse (ovvio) o di una cultura evanescente e un’editoria allo sbando. Parlando con mia figlia, che di musica ne capisce e non solo, le due differenze sostanziali che sono emerse sono due: LA FEDE e LA VELOCITA’. La fede, per gli Indie musicali, è tutto. Gli ascoltatori sono affamati di tutto ciò che ha sapore di musica Indie. Gli addetti ai lavori respirano musica nella speranza di crescere nel panorama musicale perché hanno nel loro parterre quell’artista Indie che farà la storia. E allora lo cercano. Ecco quello che fanno, dalla mattina alla sera lo cercano. E in questo cavalcano l’onda lunga dei fruitori di musica che su blog, riviste, social non vedono l’ora di ascoltare e far ascoltare quanto di nuovo c’è in circolazione, perché loro devono essere i più informati, i più aggiornati, i più seguiti, perché le tendenze sono loro a crearle. Gli scrittori Indie, come l’editoria Indie di fede non ne hanno affatto. Sono Indie perché non possono essere altro. E questo è triste e inutile. Pare che le cose stiano cambiando, ma c’è la seconda differenza che, ahimè, potrebbe essere insormontabile. La velocità, beh, qui c’è poco da fare. Un libro necessita, se va bene, di almeno un paio d’ore di lettura, e neppure è detto che non si debba rileggerlo per esprimere un giudizio. Un brano musicale…tre minuti e si capisce con chi si ha a che fare. Per questo sono importanti gli incipit quando si scrive, e pure la sinossi. Perché se uno scrittore è riuscito a superare tutte quelle barriere che lo separano da una CEI, allora deve colpire in modo fulminante. Deve riuscire in poche righe a diventare il talent scout di se stesso, il più formidabile musicista dei libri. Perché il tempo per andare oltre, a volte, non c’è.

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One thought on “Musica Indie e Scrittura Indie – I paralleli divergenti

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