#Retroscena #Vita da scrittrice – E luce fu

La luce, l’energia elettrica intendo, può mancare essenzialmente per tre motivi: perché hai dimenticato di pagare la bolletta (meglio pagarla dunque), perché è inverno e c’è un nubifragio in corso, oppure perché è estate, fa un caldo pazzesco e tutti accendono ventilatori e simili.
Ecco perché una scrittrice deve conoscere tutti i metodi empirici per continuare imperterrita il suo lavoro.
Ora, io sono fortunata (o forse ho fatto una scelta strategica) perché per scrivere utilizzo un portatile che ha una batteria.
Ma…scrivo di notte, generalmente, e questo dettaglio può vanificare tutte le mie strategie quando manca la corrente.

La scorsa notte ero impegnatissima, tutta presa da una trama coinvolgente che aveva travolto i miei personaggi, concentrata e appassionata perché volevo a tutti i costi sapere come si sarebbero evoluti gli eventi (perché loro, gli eventi, si evolvono da soli), quando mi sono ritrovata al buio. Panico. Il pc era acceso (benedetta invenzione della batteria) ma mi dava un’autonomia di poco più di un’ora.  E comunque c’era un buio del cavolo, quindi ho fatto l’unica cosa possibile:
Ho acceso tutte le candele

Candele

Candele

Gran fatica, ma ne valeva la pena. E poi vuoi mettere l’atmosfera?

 

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One thought on “#Retroscena #Vita da scrittrice – E luce fu

  1. Le ombre e i mondi evocati dalla tremula luce che ondeggia in base al nostro respiro e ai movimenti del corpo, come quello della mano che scrive e che fa ballare il tavolo. Più che luce che permette la visione, è luce che rischiara e accompagna la mano che scrive. Ecco allora che le storie prendono forma tra pensiero e voce; tra la danza d’ombra ballata tra penna e carta e crepitìo di fuoco sfocato.

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