Dalla mia finestra

Immagine presa da qui

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Dalla finestra della mia casa di bambina vedevo gli alberi. Tanti alberi alti che non sapevo cosa fossero, ma erano il mio orologio del tempo. Dalle sfumature dei colori delle foglie capivo se un anno era passato o ancora c’era spazio per i giochi all’aperto.           


Sotto le fronde c’era un vialetto e alla fine del vialetto c’era un cancello di ferro. Di là del cancello c’era il posto che ingoiava mio padre ogni giorno, dal lunedì al venerdì, e a volte anche il sabato mattina. Lo vedevo passare, assieme ad altri come lui, con le loro divise grigio verde, e mi domandavo chissà quali cose misteriose facessero lì dentro. Davanti al cancello c’era una garitta rossa con un uomo di guardia, armato. Nella mia fantasia di bambina al di là del cancello si decidevano le sorti del mondo, e l’uomo armato, come Caronte, decideva chi far passare e chi no.


Mi rendevo conto che il tempo passava anche dalle crepe che si formavano sulla cupola rossa della garitta. Ogni tanto passavano una nuova mano di colore, ma quelle, le crepe, tornavano come le rughe dei vecchi in estate.
Un giorno mi resi conto che di tempo doveva esserne passato proprio tanto. L’uomo Caronte era scomparso e nessuno più passava da quel cancello misterioso. Le foglie autunnali si stesero sul vialetto come un tappeto e, nei giorni di pioggia, saliva fino alla mia finestra un odore di marcescenza umida che pareva di morte. La garitta da rossa divenne rosa e poi una tavolozza striata di colori indefiniti. Stava morendo anche lei.

Una sera, era inverno ormai, avvertii del movimento tra le foglie deposte e le frasche. Sbirciai dai vetri appannati e li vidi. Lui e lei, li conoscevo bene, camminavano mano nella mano, strusciando i piedi, quasi per timidezza. Si fermarono davanti al cadavere della garitta multicolor, appena illuminata dal chiarore giallognolo di un lampione lontano. Entrò lui e poi lei, e lì si amarono, forse per la prima volta. Non so se fu solo suggestione, ma mi parve che la garitta di colpo riprendesse vita e colore. Rosso.

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