Un regalo gratuito, come un sorriso

Lo dico da sempre, e forse non sono stata abbastanza chiara, per cui lo ripeto: incontrare i lettori, per uno scrittore, è sempre un’esperienza entusiasmante. Per questo, assieme ad altri scrittori (non tanti, ma sufficienti), ci siamo ritrovati oggi, 22 dicembre, alle ore 16, in Piazza del Popolo a Roma. Per incontrare i lettori. Ma non quelli invitati a una presentazione o in libreria, no. I lettori inconsapevoli, gli sconosciuti, quelli che non sanno neppure che esisti ma che da domani, magari, si ricorderanno di te. Perché gli sei andata incontro, gli hai sorriso e gli hai regalato un libro, il tuo.

Bolle giganti a Piazza del Popolo - Immagine presa da qui

Bolle giganti a Piazza del Popolo – Immagine presa da qui

Ora, non so se avete una minima idea di cosa sia Piazza del Popolo nel periodo di Natale. C’è il mondo e anche di più. Saltimbanchi, musicisti di strada, turisti, ragazzi, bambini, palloncini, luminarie, gente che gira col naso per aria, specie se Roma ti regala una di quelle sue giornate speciali, luminose. Eppure…eppure non li volevano mica i nostri libri all’inizio! La prima reazione quando ci avvicinavamo era di PAURA. Mio Dio, che situazione triste stiamo vivendo. Aver paura che, chi ti fa un dono, lo faccia per avere qualcosa in cambio. Non siamo più abituati ai regali GRATIS e, magari, accompagnati da un sorriso. Siamo diffidenti. Mi son sentita dire: “No, grazie, non ho nulla.” oppure “No, vado di fretta, ho un appuntamento.” Ma, sul serio ci siamo ridotti così? Accerchiati da mani che richiedono oboli, sommersi da chi vuole una firma, una sovvenzione, strattonati da questuanti, da politicanti, da urlatori proprio non riusciamo a concepire l’idea che qualcuno, con gentilezza, voglia DAVVERO farci un regalo.

Poi però qualcosa è accaduto. Significa che la comunicazione non è ancora morta, o forse che la parola “scrittori” ha ancora un profumo di buono. Quando la prima persona si è fermata e ha ascoltato che sì, sul serio, volevo regalargli il mio libro, scritto da me, senza chiedere nulla in cambio e che non si trattava di “roba politica”, ma di un romanzo, e che se voleva poteva regalarlo a sua volta, beh…non credo potrò mai dimenticare l’espressione sul viso di quella donna. E dopo il suo, quello di altri, e poi le domande, e poi voler capire perché lo stavamo facendo, e le strette di mano. Non ha prezzo tutto questo. Abbiamo gettato un seme e vedremo germogliare sorrisi. Questo è stato un grande Natale, in anticipo, la vera nascita di qualcosa. Io non dimenticherò nessuno di quei volti e so, ne sono certa, che nessuno di loro dimenticherà quei tipi, quegli scrittori, che in un pomeriggio di dicembre han regalato libri e un pezzetto di sé.

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