Edgar e me #Cap. 1

Non esistono relazioni perfette. Le migliori sono sempre frutto di un compromesso, e il nostro rapporto non è neppure da considerare una scelta. Un’imposizione, di questo si è trattato, e ora dobbiamo farci i conti, tu ed io. Il fatto che tu ti consideri il padrone metterebbe me, per contrapposizione logica, nel ruolo di serva. No, non funziona così, patti chiari da subito. E non m’incanti con quello sguardo languido del mattino, appena sveglio, che mi fissi come se volessi imporre la tua volontà telepaticamente. Lo so cosa vuoi da me, ma ci sono delle regole da rispettare, almeno adesso che dobbiamo forzatamente convivere. Noi non ci amiamo, diciamo la verità. Però stiamo imparando a rispettarci. Tu hai il compito di farmi compagnia, io quello di prendermi cura di te. E lo faccio. E ci parlo anche con te, che per tutta risposta mi volti le spalle e ti addormenti. Quando non ti prendi la briga di andartene a zonzo, di sparire, senza neanche lasciare, che so, un avviso, un’impronta di te che mi faccia capire che stai bene. Però torni, sempre, e questo dovrebbe farmi capire qualcosa, ma ancora non so cosa. Ti servo, ti sono in qualche modo utile. Va bene, è pur sempre un inizio. Il bisogno a volte unisce più del desiderio. Arriverai ad amarmi, ne sono certa.

Edgar

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