Edgar e me #Cap.3

E smettila di insinuarti a tuo piacimento sulle mie gambe, tra le mie braccia, frugando senza pudore nell’incavo del mio seno. Ho la mia vita da vivere, non posso sempre stare dietro a te, preoccuparmi, scattare ogni volta che fai sentire la tua presenza. Perché tu la fa sentire forte. Non ti accontenti di entrare in casa, no. Tu vuoi la mia attenzione, quando più ti aggrada, quando ne hai voglia. E io, come un’idiota, pronta lì a esaudirti. Ma dove vai quando sono sola e mi viene l’ansia perché non ti trovo da nessuna parte? Hai davvero una bella faccia di bronzo.

Mi è sembrata una conquista, l’affermazione del mio ruolo di capo indiscusso, quando ti ho semplicemente chiamato e tu sei accorso, subito. Prima non mi degnavi di uno sguardo, anzi, ti indispettivi e andavi via. Ora almeno sono io che comando. E non ci provi più a farmi male. Ogni tuo graffio lasciava il segno, a lungo. Ora non più, e non perché hai smesso di affilarti le unghie: perché io sono diventata immune. In fondo, in ogni rapporto, ogni tanto la corazza serve.

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