#PiùLibri14 Il mondo oggi ha bisogno di scrittori, non di mercanti.

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Alla fine questo resta: una speranza. Che si ricostituisca una “società letteraria” in cui ci si confronti sulle teorie, le idee, il libero pensiero. Un luogo in cui gli scrittori si possano incontrare per riconoscersi come “simili” e raccontare il loro tempo perché ne resti memoria. Il mio resoconto finale di Più Libri Più Liberi 2014 e il mio augurio per tutti che questa speranza diventi realtà.

Cosa resta di Più libri più liberi? Forse una nuova idea di “società letteraria”.

A Fiera ultimata cosa resta di tante parole, sguardi, incontri, intrecci di storie su carta che si sono mescolati per cinque giorni a Roma? Sarà un caso, ma per quanto mi riguarda ho verificato la presenza di un flebile soffio di pulizia, almeno per quanto concerne l’editoria.
Tra gli stand (molti molti di meno delle passate edizioni) erano ancora presenti le EAP (Editori a Pagamento), immancabili foraggiatori di eventi come questo. Ma in fondo loro possono permetterselo, che i fondi per pagare la loro presenza al Palazzo dei Congressi sono generosamente versati dagli incauti autori che pubblicano. (Leggi tutto…)

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4 thoughts on “#PiùLibri14 Il mondo oggi ha bisogno di scrittori, non di mercanti.

  1. Sì, ma di cosa si dovrebbe parlare in questa società letteraria? (E di cosa parlavano una volta?)
    E non ci sono anche oggi le società letterarie? Ok, sono più nei blog o su facebook che nei bistrot, ma mi sembra ci siano. (v. Giulio Mozzi, molto attivo e perché no, anche qui e Giramenti. Solo quelli che conosco.)

    Noi stiamo provando a formarne una a S. Donato, ma abbiamo tempi così lunghi e siamo così in pochi che non ci riusciremo mai…🙂

    • Da quello che si è detto le società letterarie di oggi sono, in primo luogo, virtuali, e la differenza con quelle “de visu” c’è, eccome. Di fatto quelle virtuali sono molto più autoreferenziali, vuoi per necessità vuoi perché oggi manca proprio l’idea di confronto. Esiste molto più quella dello “scontro”, in cui qualcuno dice qualcosa e gli altri gli danno addosso. Io non ne ho scritto perché altrimenti più che un articolo avrei dovuto scrivere un trattato, ma durante l’incontro si è parlato anche del gruppo 63 che, come saprai, teorizzava la scomparsa del romanzo. Ecco, di quel tipo di società letteraria si parlava, gente che si incontra e che teorizza, pensa, magari discute, comunque si evolve. E crea tracciati che restano. Una società letteraria non è semplicemente un salotto in cui raccontare di questa o quella lettura, fare un reading, dirsi quanto si è belli e bravi.

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