Biglietto di sola andata

indexHo viaggiato molto nella mia vita, e sono stata fortunata. Ricordo ancora il periodo in cui, come agente di viaggio, partivo due o tre volte l’anno a scoprire mete che poi avrei raccontato ad altri sognatori. Ricordo che a quei tempi (non c’era ancora stato l’11 settembre), ogni viaggio prevedeva un biglietto andata e ritorno. Anche i miei. Non è che non si potessero acquistare biglietti “one way”, ma costavano, e tanto… Come se ci fosse una sorta di complotto che accomunava tutte le compagnie aeree: “E che non vogliamo farli tornare? Cerchiamo di dissuaderli in partenza!” Eppure qualcuno lo faceva il biglietto di sola andata. Certo dopo averci pensato bene, magari per mesi, risparmiando, sudandosi quelle lire una per una. Chi comprava un biglietto “one way” aveva le dita che tremavano, e pure la voce, quando tirava fuori il portafogli.

Oggi i biglietti di sola andata costano poco. Forse le compagnie aeree hanno capito che è meglio lasciarle circolare le persone che tenerle chiuse, costrette. Il desiderio di libertà, la globalizzazione… difficile tenere a freno i flussi degli esploratori. Eppure… per la prima volta ho acquistato un biglietto di sola andata, e le mani hanno tremato lo stesso. E non per il denaro.

Credo che dipenda dal significato. “One way”, una direzione, nessun ritorno. Che non significa non tornare più. Significa posticiparlo a data indefinita. Significa non voltarsi subito per aggrapparsi a ciò che abbiamo di certo, e che spesso rende più sereno il viaggio. Un biglietto di sola andata è un tuffo nel vuoto, e fa paura, non facciamo gli ipocriti. Penso a tutti quei giovani, magari ventenni, che partono perché “c’è la crisi”, “non ci sono opportunità”. Sì, è vero. Ma a vent’anni quale sforzo hai fatto nella vita per poter affermare che “fuori è meglio”? Ma sì, vai, viaggia, esplora il mondo, impara, fai esperienza. Poi torna però, almeno per un po’, a raccontarcela questa vita che hai vissuto, a farci vedere le tue rughe e a tramandare ai figli che verranno il tuo valore aggiunto.

Io l’esperienza l’ho fatta qui, ne ho trasmessa tanta, senza mai allontanarmi se non per godermi il viaggio. E adesso, nel mezzo del cammin della mia vita, posso anche lagnarmi della crisi e della mancanza di opportunità, e cercarle altrove. Comprare un biglietto aereo one way, tremare un po’, strappare le mie radici profonde, e guardare avanti con sguardo sereno. Non giù, nel vuoto.

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.

[Cesare Pavese – La Luna e i Falò]

4 thoughts on “Biglietto di sola andata

  1. La “sola andata”, in fin dei conti, non esiste…si può tentare di fuggire, di non tornare più, ma non sarà mai una direzione univoca. Qualcosa che ci lega al ritorno, anche la più piccola delle cose, ci sarà sempre. Magari non torneremo fisicamente, ma una notte qualsiasi, in qualche terra straniera, un vago ricordo ci può assalire. Ed ecco che allora, nonostante tutto, saremo tornati a casa.

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