Carlotto e de Cataldo, le rockstar del noir e del crime, insieme per presentare Il Turista.

Un mese di assenza dal mio blog non è pensabile, ma la vita reale a volte richiede attenzioni particolari, che non consentono distrazioni di sorta. E poi, come ho già avuto modo di dire, non si può scrivere giusto per fare esercizio sintattico (quello possiamo mantenerlo privato), bisogna avere qualcosa di interessante da dire.

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Ora bando alle ciance e alle giustificazioni, è giunto il momento di raccontare qualcosa, si torna in piena attività. Venerdì scorso ho ripreso la piacevole abitudine di partecipare a un evento letterario e sono andata alla mia libreria del cuore qui a Roma (ne ho tante altre nel cuore, ma Pallotta resta il mio primo amore), dove ho incontrato Massimo Carlotto. E dov’è la novità? direte voi, visto che negli ultimi anni vai sempre ai suoi incontri? (questa frase scritta così è sintatticamente orrenda, ma non la correggo perché rende bene l’idea, i puristi se ne faranno una ragione). La novità è che all’incontro per la presentazione del nuovo romanzo, Il Turista (Rizzoli) c’era anche Giancarlo de Cataldo, l’autore di Romanzo Criminale per intenderci. Occasione troppo ghiotta per mancare! Come ho avuto modo di scrivere in un tweet, era come avere Springsteen e Bono Vox nel soggiorno di casa ad esibirsi in una jam session. Carlotto e de Cataldo sono, per me, le due rockstar italiane (ed europee) del noir e del crime: un godimento.

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Per prima cosa sono molto simpatici. Tanto che, per la prima volta da quando frequento questo tipo di incontri, il pubblico si è lasciato andare a domande e interazioni interessanti che hanno animato la seconda parte della serata. Il Turista è stato presentato come un thriller, che si discosta dal genere solito di Carlotto, quel noir hard boiled del nord est italiano che io amo tanto e che ha dato vita all’Alligatore.

“In realtà in questo romanzo c’è un po’ di thriller, un po’ di noir e un po’ di spy story, quindi un mix che non è facile racchiudere in un unico genere. Ma io scrivo così, come mi viene, lascio agli altri le definizioni e le categorizzazioni.”

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Questo afferma Carlotto, e io gli credo e sottoscrivo perché oggi, con la realtà che spesso supera la fantasia, così complessa e multiforme, scriverne anche se in versione romanzata fa prescindere dai canoni comuni. Certe storie non si “imbrigliano”.

“L’unica cosa che si può raccontare de Il Turista è che si svolge a Venezia e che i protagonisti sono due: un serial killer psicopatico e un investigatore ex poliziotto (bravo) corrotto.”

decataldo

Giancarlo de Cataldo esordisce così, eppure in queste “due righe due” di presentazione c’è già tutto. Altro che sinossi, altro che tecniche di vendita editoriale! Uno spot straordinario che dice ciò che serve al lettore per affascinarlo, incuriosirlo, catturarlo direi. Premetto che non ho ancora letto il libro, ma i miei neuroni da detective sono in fibrillazione…  Carlotto ci dice qualcosa in più sui due protagonisti, ma giusto due piccoli dettagli, per rendere più succosa l’attesa. Il Turista (il serial killer per intenderci) colpisce in luoghi sempre diversi, non firma i suoi delitti e, di mestiere, fa il musicologo anche se di musica non capisce nulla (sembra quasi di sentire in sottofondo qualche nota disperata di blues…). Il detective, Pietro Sambo, ex capo della Omicidi, ha commesso il grave errore di farsi corrompere e di essere stato scoperto, quindi è in cerca di un’occasione per risollevarsi e riabilitarsi. Bene, cari amici, direi che gli ingredienti per invogliarvi a leggere ci siano tutti. Io sono sufficientemente intrigata.

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Il dibattito finale ha toccato, tra le altre, una tematica molto interessante almeno per me: si può scrivere sulla base del gusto dei lettori? Ora, nessuno ha certo voluto chiedere a Carlotto o de Cataldo se sia giusto o meno scrivere seguendo le mode: non credo che un autore di noir potrebbe  cimentarsi in un fantasy o nella narrativa rosa, anche se mai dire mai. È una questione di capacità espressiva, di linguaggio, di trovarsi bene indossando un certo abito piuttosto che un altro, non si può davvero essere scrittori omnicomprensivi. La questione che invece si è affrontata si è rivelata più interessante. Non ricordo chi dei due autori – credo entrambi – abbia affermato che il gusto del lettore cambia, periodicamente, e questo è inevitabile considerando la vasta offerta editoriale che c’è oggi. Ci sono periodi in cui i best sellers sono prevalentemente fantasy, altri in cui si legge solo fantascienza, altri ancora in cui i thriller la fanno da padroni. Poi si ricomincia, e le classifiche – da prendere con le pinze – sono espressione di questi gusti mutevoli. Mai pensare che una classifica possa essere indice di qualità. Ecco, mi è piaciuta molto questa dichiarazione che colloca la posizione di una certa editoria italiana, quella preda delle fascette e dei premi pilotati, esattamente dove deve stare: sull’orlo di un baratro. Perché un fatto è certo, ci saranno sempre autori che scriveranno i diversi generi letterari e che, per un caso, per la situazione contingente, perché hanno pubblicato il loro libro in quel momento lì e non in un altro, riusciranno a vendere migliaia di copie e si griderà al fenomeno. Quanto poi queste storie – e coloro che le hanno scritte – potranno durare nel tempo, beh questa è un’altra faccenda, che attiene a quella qualità in mancanza della quale, fino a prova contraria, il lettore punisce severamente.

Ringrazio queste due rockstar (o blues star, come qualcuno ha sottolineato) per essersi lasciati andare a queste chiacchiere tra amici, perché questo sono state, e concludo con due notizie non ufficiali trapelate a fine serata. Ci sarà un seguito de Il Turista? Carlotto ha chiosato un po’, ma pare che sia quasi inevitabile proprio per il genere letterario che ha affrontato. La seconda notizia, ventilata, sussurrata da de Cataldo, è che potrebbero esserci “aperture” televisive o cinematografiche. E noi facciamo partire il toto-attori.

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