Oggi che sono figlia

Ancora mi strizza il cuore il ricordo di te, e certi giorni è così forte che ti chiamo, ti chiamo e ti supplico di rispondermi. Vorrei raccontarti tante cose Mariù, vorrei telefonarti domattina, che è domenica e chissà cosa prepareresti di buono per pranzo.

Vorrei dirti che questo anno è migliore per me, vorrei sentirti ringraziare il cielo per questa nuova terapia, vorrei sentirti dire “dai che ce la fai”. Non sei andata via, non finché sarai viva dentro di me, nelle mie orecchie che ancora sentono la tua voce.

A volte mi sento ancora quella adolescente che tornava da scuola e si chiudeva in camera ad ascoltare Baglioni. Poi entravi tu, ti sedevi sul letto accanto a me e mi chiedevi di dirti tutto, che lo potevo fare, che tu eri “moderna”. E io lo facevo e fingevo di non vedere il tuo sguardo imbarazzato, fingevo di non sentire la tua voce arrochita: tu volevi sapere di me e io solo a te potevo raccontare dei primi baci, le prime sensazioni, i primi amori.

Vorrei dirti oggi che non ho paura, oggi che gli anni miei superano i tuoi di quando ero ragazza, oggi che mi guardo allo specchio e un po’ ti somiglio, oggi che sono forte perché tu mi hai resa così, oggi che sono ancora figlia e tu mi manchi, mamma.

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