Libri nella Nuvola. #PLPL17 si conclude con la testa per aria.

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È vero che i libri fanno sognare, e chi sogna ad occhi aperti si dice abbia la testa tra le nuvole. Quest’anno quei buontemponi di Più Libri Più Liberi edizione 2017 hanno deciso di metterci direttamente i libri tra le nuvole, così non si rischiava di andare a sbattere contro un palo.

Parliamo un secondo di questa Nuvola di Fuksas. Non mi piace, nel senso che quell’idea di etereo e sospeso si perde – a mio avviso – nel momento in cui ti ritrovi questa scultura architettonica ingabbiata dentro vetro e cemento, senza considerare le tonnellate di travi in acciaio e bulloni giganti che si incontrano all’interno, salendo in cima con le chilometriche scale mobili. La cima poi… sei dentro qualcosa di claustrofobico e non vedi l’ora di uscire a respirare aria. Se avessero posato la Nuvola su un edificio basso forse l’idea di etereo l’avrebbe data, ma così… peggio dell’Ara Pacis.

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Comunque questo è il nuovo centro congressi di Roma, che ci piaccia o no, e ci si deve aspettare organizzazione e spazi adeguati, considerando quanto è costato. Come no… file chilometriche, percorsi obbligati per seguire gli eventi che ingabbiavano il pubblico senza distinzione tra chi voleva “salire in cima” e chi voleva ascoltare un dibattito. Gli spazi ci sono, certo, ma tutto è così dispersivo che per andare dall’area esposizioni alle sale del Mezzanino mi sono persa. Fine delle critiche, anche perché amici editori hanno detto di essersi trovati bene. Il pubblico fruitore poco conta…

Com’è andata? Pare come tutti gli altri anni, quindi “ci si rifà delle spese”. A me è sembrato che ci fossero meno espositori, e l’anno prossimo chissà – pare vogliano aumentare il costo dello stand – come riempiranno quegli spazi immensi.

Tanti gli incontri interessanti, soprattutto quelli proposti dai librai che, ormai da qualche anno, fanno tendenza. D’altronde sono loro la cartina al tornasole della crisi editoriale e solo loro possono prendere iniziative che smuovano il mercato. Ovviamente mi riferisco ai librai indipendenti ché le librerie di catena se la stanno giocando – male – con il dumping di Amazon. Vedremo cosa accadrà, i tempi sono maturi per cambiare le cose.

Ho incontrato gli amici di SAbotAge, un appuntamento imprescindibile per me che amo il noir, e mi sono goduta la presentazione del nuovo libro di Zerocalcare, “Macerie Prime”.

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Ho abbracciato amici scrittori, persone che non vedevo da un po’ e che mi hanno fatta sentire parte di una élite. Che non significa tirarsela o avere tanti soldi. Significa vivere con la testa e il cuore in quel mondo magnifico dove i sogni diventano parole scritte e le parole raccontano una storia. Quel posto sì che è una bella nuvola!

Il 21 settembre in tutto il mondo è scoppiata la pace. A Roma l’abbiamo celebrata con #Scattiemigranti

Foto di Franz Giustincich, 1° classificata. Il racconto "Partita senza fine" di William Nessuno, potete leggerlo qui

Foto di Franz Giustincich, 1° classificata. Il racconto “Partita senza fine” di William Nessuno, potete leggerlo qui

Il 21 settembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale per la Pace. Ne avevo già parlato poco più di un mese fa, quando ancora eravamo tutti intenti a goderci le vacanze, l’estate, il sole, quando eravamo ancora tutti un po’ distratti. Eppure c’è così tanto bisogno di pace che una giornata del genere andrebbe celebrata ogni giorno – mi sarebbe piaciuta un’alzata di scudi tipo quelle per la festa della donna – ma forse ci stiamo abituando anche a questo, come al Natale, alla Pasqua, feste che rientrano nella tradizione e delle quali abbiamo perso il significato profondo. Anche io, in fondo, non sapevo nulla o quasi di questo benedetto 21 settembre, se non che rappresenta l’ultimo giorno d’estate e a me prende una malinconia struggente, come se il sole, il calore, la sensazione di libertà fossero tolti solo a me.

Questo è il video della lettura di

Quest’anno sono stata coinvolta nella celebrazione proposta da Roma. Sì, perché in tutto il mondo chiunque può festeggiare come meglio crede, creando eventi o manifestazioni, ma la maggior parte sceglie Poesie per la Pace, cercando di veicolare messaggi importanti, di condivisione, unione, accoglienza, amore, attraverso lo strumento potente che è la parola scritta. Al Teatro di Villa Torlonia si sono quindi avvicendati poeti, scrittori, attori, musicisti, artisti di vario genere che hanno fatto sentire la propria personalissima voce sul tema della pace.

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Ma veniamo al mio coinvolgimento. Isabella Moroni mi chiese, mesi fa, un’idea. Io ero ancora in Germania, emigrata, e ho pensato che l’emigrazione fosse un tema forte, strettamente connesso all’idea di pace e accoglienza che tutti dovremmo avere. Se una persona non è mai emigrata difficilmente potrà capire cosa si prova, per cui ho pensato che nulla fosse più potente di un’immagine per raccontarlo. Ho quindi proposto il contest #Scattiemigranti, proprio così, con l’hashtag, per farlo circolare sul web, sui social, sperando che diventasse virale. Però l’ho detto, le vacanze… e poi siamo sinceri, molti non credono a queste iniziative, pensano sempre che dietro ci sia una fregatura. Invece no. Abbiamo ricevuto fotografie stupende, meno di quante avrebbero potuto essere ma comunque bellissime, e ne abbiamo selezionate sette, sulla base di criteri di valutazione severissimi. Poi c’è stata la parte letteraria, quella delle parole pesanti o leggere, ma comunque incisive. Le sette fotografie sono state affidate a sette autori (scrittori, poeti, giornalisti) che si sono lasciati ispirare, e hanno scritto, e sinceramente non potrò mai ringraziarli abbastanza per questo. Ho scritto anche io, una poesia breve ispirata alla fotografia seconda classificata, di Isidoro Vasta. E ho avuto l’enorme piacere di leggere un piccolissimo racconto inedito di Paolo Zardi, ispirato da una fotografia di Edoardo Montenegro. Queste immagini e queste parole le voglio condividere qui con voi. Tutti gli altri dettagli li trovate su Art a Part of Cult(ure).

HO CAMMINATO (Cetta De Luca)

foto-20Ho camminato la sabbia e i sassi del deserto,

ho solcato i venti e le notti e i giorni,
ho guardato avanti, passo dopo passo,
la strada da percorrere,
io àncora viva per te che,
come vela e timone sulla mia spalla,
guardavi indietro i mondi del passato
e ne tracciavi la mappa a futura memoria.

Ho traversato terre e mari con i tuoi occhi accanto,
occhi di un futuro ancora ignoto, oscuro, minaccioso,
occhi chiusi, occhi aperti,
occhi immensi di storie sconosciute
che tu scriverai, figlio mio,
e narrerai dei mondi che hai solcato
ancorato al mio collo,
guardandomi le spalle per non dimenticare,
usando le mie spalle per poter volare.

Immagine di Edoardo Montenegro che ha ispirato il racconto di Paolo Zardi.

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Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 6.100 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 5 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.