Anna è tornata

Ci sono storie che meritano di essere raccontate, più e più volte, perché capita che l’attualità, la vita coi suoi contraccolpi, gli eventi che si susseguono giorno dopo giorno, le rendano sempre nuove, come se stessero accadendo ora. O poco prima.

Cosa impariamo noi dalla Storia, quella con la S maiuscola che studiamo sui libri? Non molto se poi non siamo in grado di cogliere segnali e sintomi nel nostro futuro presente, segnali e sintomi del fatto che ciò che abbiamo seminato a un cero punto lo dovremo raccogliere, che certi errori hanno sempre un prezzo, che il mondo è un sassolino piccolo piccolo in cui anche il tempo si contrae e siamo tutti destinati a incontrarci.

Questo per dire che la storia di Anna racconta del periodo della guerra nelle Colonie d’Africa, racconta quello che i nostri soldati, le nostre Camicie Nere, facevano in Somalia e Eritrea, racconta ciò che lì noi abbiamo lasciato, la nostra smania di grandezza, la nostra presunzione, la nostra stupidità, la nostra vergogna. E racconta l’amore di una donna che, come Penelope, aspetta il ritorno del suo uomo, mentre la vita l’attraversa e lascia segni indelebili.

Questa storia è successa davvero, io l’ho solo raccolta e romanzata un po’, ho cambiato qualche nome e aggiunto qualche personaggio, ma il succo è uno solo: Anna, la vera Anna, imparò la guerra e l’amore. E la tolleranza e il perdono. Noi oggi cosa abbiamo imparato?

Insomma… Anna è di nuovo in libreria, o meglio è possibile ordinarla sia nella versione digitale che in brossura, e ha anche un vestito nuovo!

Per ora potete trovarla qui e qui. 

“Il passato è una terra straniera; fanno le cose in modo diverso laggiù” [dall’incipit di Messaggero d’amore – Leslie Poles Hartley]

E anche un po’ di musica bella bella ci vuole, per celebrare…

Guillermo Arriaga e quel bufalo che la notte ci sogna.

Il bufalo della notte” è uno strano titolo da dare a un libro. Fa pensare a rumore di zoccoli, a una mandria imbizzarrita che sta per calpestarci e noi, al buio, non abbiamo modo di trovare riparo. Fa pensare a un pericolo incombente e, insomma, evoca pensieri inquietanti. Questo romanzo, scritto da Guillermo Arriaga, non è fresco di stampa, ma Fazi Editore ha deciso di ripubblicarlo in occasione dell’uscita del nuovo libro dell’autore messicano.

Conoscevo Arriaga più come sceneggiatore e regista che come scrittore, e mi incuriosiva molto leggere qualcosa di suo per la prima volta. Ho scoperto una narrazione forte, potente, veloce, realista, una capacità di raccontare la realtà – la società messicana in questo caso – senza nascondere niente, senza infiocchettarla, con la stessa capacità evocativa che hanno le immagini di un film. E questo libro è già pronto per andare in scena.

Ho scritto la recensione, come sempre, per Art a Part of Cult(ure) e, come sempre, potete leggerla qui. Vi suggerisco anche di leggere il libro, se non l’avete già fatto (la prima pubblicazione è del 1999) perché vi stringerà le viscere e il cuore.

Torna in libreria Il bufalo della notte di Guillermo Arriaga. La storia di Manuel, Gregorio e Tania e della solitudine

Non avrà più paura neppure Tania, la ragazza di Manuel che era anche la ragazza di Gregorio, ma amava il primo e restava col secondo perché ne aveva paura, o forse si sentiva in colpa. Manuel nel frattempo, tra un attacco di gelosia e l’altro, si scopa Margarita, la sorella di Gregorio e pure Rebeca, l’amica dell’università di Tania, e forse le ama tutte, anche se Tania è la donna della sua vita, e forse loro amano lui, anche se sono fidanzate o frequentano altri ragazzi.

Gregorio è morto e Manuel l’ha appena rivisto. Si sono parlati ma di certo non si può dire che si siano perdonati. Gregorio è morto perché si è suicidato nel bagno con un proiettile in testa e, seppure il fatto in sé porti dolore e disperazione, Manuel forse è sollevato: non dovrà più aver paura. Perché Gregorio era un pazzo e faceva paura. [Continua a leggere…]

Il 23 aprile è la #GiornataMondialedelLibro e io la festeggio in hotel

Come ogni anno il 23 aprile si festeggia quella cosa meravigliosa che chiamiamo libro. Dico cosa perché, con l’avvento del digitale, l’oggetto/libro ha acquisito nuove forme così come nuove sono le esperienze di lettura. Resta la magia dei contenuti, i messaggi, la capacità di comunicare di chi, con maestria, quelle parole le ha pensate e scritte. Storie che ci accompagnano nel nostro viaggio della vita, così mi piace pensarle, storie come canzoni che lasciano un segno, che diventano nostre per sempre.

A Barcellona, come ormai saprete, ogni anno in questa occasione si regala un libro e una rosa, e questo gesto rappresenta per me un gesto d’amore e di passione esemplare. Io invece, italica scribacchina, sono stata invitata a partecipare a un evento particolare: l’associazione Golden Book Hotels mi ha chiesto di scrivere un racconto ispirato a un hotel particolare. Un hotel vero, reale, uno di quelli che aderiscono a questa iniziativa e che diventa mentore a sua volta dell’autore che lo racconta.

In pratica cosa si sono inventati questi folli straordinari? Hanno selezionato diciotto autori – si è poi aggiunta anche la scuola di scrittura Omero di Roma, quindi siamo molti di più – hanno abbinato ad ogni autore un hotel italiano molto particolare, hanno chiesto a questi autori di scrivere un racconto ispirato all’hotel o in cui l’hotel fosse comunque menzionato. E fin qui… Poi hanno preso questi racconti e li hanno raccolti in un ebook, e questo ebook si troverà in ogni camera di ogni hotel raccontato e ogni ospite dell’hotel potrà leggere gratuitamente l’intero libro durante il suo soggiorno. Grande invito alla lettura!

Oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Libro, l’ebook è disponibile. L’hotel che ho raccontato io si trova a Ferrara e si chiama Annunziata, e io sono felicissima che un albergo abbia un nome di donna e che presto potrò andare a visitarlo. Ah! Non ve l’avevo detto? Non sono mai stata a Ferrara né all’hotel Annunziata, quindi ho studiato e studiato e studiato per immaginare la storia che ho scritto, e mi è venuta una voglia pazza di andare in quei luoghi suggestivi e magari, chissà, ripetere ciò che mi è stato ispirato.

Un’altra informazione: l’ebook potete leggerlo anche voi. Potete scaricarlo cliccando sulla sua cover. Il mio racconto è a pagina 307, ma leggeteli tutti che sono piccole perle.