Adotta una Casa Editrice: gli autori raccontano gli editori

Immagine presa da qui

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Per una volta voglio fare qualcosa di inconsueto. Voglio inaugurare una nuova rubrica: Adotta una Casa Editrice. Sia ben chiaro, non si tratta di una rubrica satirica né di un luogo dove si professa il buonismo a tutti i costi o la cattiveria gratuita. Intendo proprio dedicare uno spazio a quelle Case Editrici che, a insindacabile giudizio mio e di altri autori, sono meritevoli di attenzione. Perché hanno un catalogo degno di nota, perché si interessano degli esordienti come dei nomi noti, perché curano i libri che pubblicano come una sdora cura l’impasto della sfoglia, perché rispondono all’invio di manoscritti, perché non si fanno pagare, perché distribuiscono i libri, perché, insomma, fanno GLI EDITORI. Non mi interessano le dimensioni dell’azienda che andremo, di volta in volta, a esaminare. Mi interessa il modus operandi, i punti critici e quelli di eccellenza, mi interessa dare un contributo, come autrice e lettrice, avulso da schemi preconcetti. E vorrei in questo modo informare, perché informando si può ambire a migliorare.

Viviamo un periodo difficile per l’economia in genere e per l’editoria in particolare, eppure alcune realtà ancora manifestano passione per ciò che fanno, come artigiani che vedono in anteprima il prodotto finito scaturire dalla materia prima. Molti pensano che io sia una pasionaria del selfpublishing. Non è così, non lo è mai stato. Semmai sono una guerrigliera della buona editoria, da qualunque fronte essa arrivi, e considero il selfpublishing un’opportunità che necessita di buone regole affinché non si trasformi in un ulteriore impoverimento dell’offerta culturale. Quando non ci sono barriere c’è bisogno di filtri. Lo devono gli autori a sé stessi, lo devono gli autori ai lettori, lo devono gli editori ad autori e lettori. Quindi, dopo tanto parlare di “editoria fai da te”, esploriamo il mondo dell’editoria imprenditoriale e vediamo che succede, vediamo chi e cosa emerge, scopriamo chi sono i soggetti meritevoli di attenzione. Dedicherò una settimana a ciascuno di loro, sette giorni per raccontarli da un particolare punto di vista: quello dei non addetti ai lavori.

Comincerò questo sabato, il tempo di scegliere quale Casa Editrice sarà la prima. L’invito a partecipare è aperto a tutti.

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