Gli editori pagano l’affitto

GLI EDITORI PAGANO L’AFFITTO

Questo è quanto mi ha detto la titolare di una “casa editrice” a PiùLibri PiùLiberi 2013. L’ho guardata e le ho risposto: “Pure gli scrittori, e allora?”. Ma partiamo dal principio. Sapete ormai tutti che lo scorso dicembre il gruppo NBA (NoBrandArt) è andato alla fiera suddetta con un messaggio dirompente: “Alla Fiera dell’editoria SENZA il supporto delle case editrici”. Lo stand è stato letteralmente preso d’assalto da aspiranti scrittori, scrittori in erba, giornalisti, lettori, curiosi e…da case editrici. Ma non case editrici qualunque, no. Le EAP. Anzi ne avevamo una (molto nota, tanto, ma proprio tanto…) proprio allo stand confinante. Ma veniamo al dunque. La signoratitolaredicasaeditricenonEAP (secondo lei), prima mi ha chiesto chi eravamo, cosa facevamo, insomma, le domande di prammatica e poi mi ha fatto un discorso surreale che diceva più o meno così (vado a memoria).

” Ma chi l’ha detto che gli autori non devono contribuire per pubblicare un loro libro? Noi facciamo la selezione, leggiamo di tutto, portiamo il libro nelle librerie (mi pare il minimo). Ma ci sono una serie di servizi che hanno un costo notevole. Chi lo paga l’editor? Chi lo paga il grafico? (non deve farlo la CE?) E le tasse? E la luce, il telefono, il riscaldamento? (stavo quasi per piangere) Guarda che noi paghiamo l’affitto! Pensi che pubblicando il libro di un perfetto sconosciuto ci rifacciamo dei costi?”

Il fatto è che la signora era davvero convinta di ciò che diceva. Mi ha raccontato che “prima” era una scrittrice e che, dopo diverse delusioni con EAP, ha deciso di diventare editrice (EAP) anche lei. Che lei investe molto nella promozione degli autori e che quindi è giusto che l’autore investa nella pubblicazione. Ma, attenzione, NON comprando le sue copie del libro (altrimenti sarebbe EAP, si capisce…). Pagando i servizi. Quindi il CUORE dell’attività editoriale l’autore se lo deve pagare e POI deve pure cedere la gran parte dei diritti, come da contratto, per avere il privilegio di vedere il suo libro nella libreria sotto casa.
Ecco, cara signoratitolaredicasaeditricenonEAP, non funziona così. Il rischio d’impresa è tuo, non te l’ha ordinato il medico di fare l’editore, e tutti quei servizi che fai pagare sono scritti nello statuto della tua azienda, sono quelli che ti identificano come casa editrice, sono quelli che dovrebbero differenziarti da una tipografia, sono IL TUO LAVORO. L’autore il lavoro l’ha già fatto, scrivendo il libro.

Spero di avervi aperto un pochino orecchie ed occhi cari scrittori esordienti, perché le EAP si nascondono ovunque, e bisogna stare accorti e avere le risposte giuste, in ogni momento. Se questo articolo vi è piaciuto fatelo girare, distribuitelo, siate generosi, ché di avvertenze non ce n’è mai abbastanza.