Informazioni di servizio

locandina_02Informazioni, al plurale, non è un errore.

Caro lettore, amico, seguace, follower (e tutte le declinazioni al femminile) ho bisogno di informarti di un paio di cose (un paio “alla sarda” nel senso che si comincia con due, poi…) e ho pensato che questo luogo, la casa che abusivamente ho occupato, fosse quello giusto.
Sai già che sto per partire, per lasciare l’Italia, quindi non ne parlo, anche perché qui ci incontreremo sempre.
Sai anche che il 19 dicembre 2014 è stato pubblicato il mio nuovo romanzo, “Anna”.
Metti insieme le due cose e l’alchimia è fatta.

Ci saranno due occasioni per vederci, salutarci, parlare di “Anna”.
La prima nel mondo reale, a Roma, domenica 1 febbraio alle 18 da Libri & Bar Pallotta a Ponte Milvio. Guarda che bella vetrina mi ha fatto Carmelo Calì (proprio lui, il Maresciallo…).

vetrina

Poi lunedì sera, sul tardi (alle 22) gli amici di Libriamo Tutti hanno organizzato un evento tutto per me, in riva al mare dell’Isola virtuale Imparafacile su Second Life. Parleremo di Anna e delle altre cose che ho scritto, ma anche di TwLetteratura. Insomma, se non puoi venire a Roma puoi sempre collegarti via web. Qui trovi l’evento e il link, 

Se non hai FB (quanto ti invidio…) puoi trovare le informazioni qui.

locandinaSLBeh, non hai scuse. Ti aspetto…

Anna è in ogni #Sud del mondo

cover_alta-571x800Che strano giorno è oggi. Un giorno in cui il Sud è presente ovunque il mio sguardo decida di posarsi, con la sua poesia, i suoi colori, la sua musica, con la sua gioia e i suoi dolori.

Anna è una donna del sud Italia, ma da nessuna parte, in nessuna frase del romanzo, ho mai scritto dove si svolga la sua storia. Perché chi è nato o ha vissuto abbastanza a lungo nel Sud per capirlo, può decidere di ritrovarsi, di riconoscersi e di fare suoi quei luoghi di cui narro.
Lo scrissi, tempo fa, in un racconto “cos’è” per me un paese del Sud (qui), e ho provato a riproporre quell’emozione in questo romanzo. Non è dunque strano che la prima recensione di “Anna” la collochi in Sicilia. Va bene, se così l’ha interpretata il recensore. Anna è Sicilia, è Calabria, è Puglia, è Campania, è tutto ciò che c’è da Roma in giù. Anna è appassionata e calda, e forse da oggi avrà questo “imprinting” siciliano che non le sta affatto male, anzi… Le storie, i personaggi che le animano, sono di chi li legge.

Barbante, De Luca, Kundera

Da molti mesi ormai leggo solo saggi – questioni di aggiornamento professionale, che volete farci – e non di argomento letterario. Il tempo se ne va così, e mi tocca ringraziare chi aspetta pazientemente che io legga le sue cose, o gli amici che mi suggeriscono titoli che io riesco a farmi regalare (nuovi) a mesi di distanza. Prometto che ricomincerò a scavare meglio nella mia libreria. Tanto, son promesse da critico letterario. (continua a leggere…)

Anno che va, Anna che viene.

Che titolo questo post! Da avanspettacolo, direi… Però era servito su un piatto d’argento, come non approfittare?

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La realtà è questa: c’è il mio nuovo romanzo, “Anna”, e con l’inizio del 2015 sarà disponibile in tante librerie e anche nella versione digitale. Quindi, per salutare il 2014, col bello e il brutto che c’è stato, vi regalo una frase chiave tratta da questo libro.

L’amore non è una cosa che viene, ma una cosa che si coltiva, come le piante in giardino.

Potete essere d’accordo oppure no, ma così la pensava Gerardo Lojacono e non era facile contraddirlo. Spero possiate amare tutti i personaggi che animano la storia di Anna, chi più chi meno eroi di un tempo neanche troppo lontano.

Domani pubblicherò un nuovo episodio di “Lo sguardo vigile di Dio”, il penultimo. Le avventure del Maresciallo Carmelo Calì stanno per giungere al termine – per l’Epifania conosceremo la risoluzione del giallo – e un po’ mi mancherà. Ma chissà… magari tornerà a farci visita.

 by Luca Lunati

by Luca Lunati

 

“Anna” come un pizzo intrecciato al “chiacchierino”

Immagine presa da qui

Immagine presa da qui

Voi lo sapete cos’è il “chiacchierino“? Forse chi ha qualche anno in più ne avrà sentito parlare… Si tratta di un’arte antica simile al tombolo o all’uncinetto, una trama ricca di forme e arabeschi intrecciati fittamente con l’ausilio di un oggetto strano, a forma di piccolo scafo chiamato “navetta”. Le donne del sud Italia (ma forse anche del nord) si riunivano davanti alla porta di casa, in estate, o davanti al camino d’inverno, e facevano danzare la navetta tra i fili di cotone e le dita, creando preziosissimi pizzi. E chiacchieravano. Per ore. Forse il nome di questa arte ormai quasi perduta deriva proprio da questo, e da quegli arzigogoli di nodi che formavano storie straordinarie, proprio come facevano le parole.

Anna” somiglia a un pizzo creato a “chiacchierino”, e a questa pratica è strettamente legato. Ecco perché voglio raccontarvi la genesi di questo mio nuovo romanzo.

Ogni storia scritta ne contiene in genere molte altre, che siano esse finali possibili o incipit per altri racconti. “Anna” prende spunto da una persona realmente esistita, anzi, sia Anna che Angelico sono realmente esistiti, motivo per il quale il finale da me scelto non poteva che essere quello che avrete modo di leggere.
Avevo una zia, zia di mia madre per l’esattezza, che adoravo. Forse perché mia nonna, sua sorella, era morta giovane e lei l’aveva in un certo senso sostituita. E forse perché aveva avuto solo figli maschi, ed erano tutti alti, belli, interessanti e lo trovavo singolare per una famiglia del sud Italia. Ogni estate, quando andavo in vacanza in Calabria, trascorrevo ore a casa di zia Franceschina, perché lì si respirava un’aria diversa, che non capivo ma di cui subivo il fascino.
Un giorno mia madre, sollecitata da me, mi raccontò la storia dell’amore della zia e di Michele, suo marito. Mi raccontò di come quel rapporto fu messo a dura prova dopo soli quaranta giorni di matrimonio, perché lui, zio Michele, si era arruolato come volontario per andare in Africa e lei, la zia, era in attesa del primo figlio. Mi raccontò di una separazione durata dieci anni e, mentre io ascoltavo a bocca spalancata, nella mia mente di adolescente romantica prendeva forma l’embrione di una storia fantastica. Immaginavo la rabbia e il dolore di Franceschina, la sua rassegnazione, lo sconforto di Michele e il suo senso del dovere. Come Penelope e Ulisse.
Anni dopo mia madre aggiunse altri dettagli al racconto. Mi parlò delle lettere che i due si scambiavano, di come quelle di lei fossero dure e laconiche – e io me le ero immaginate proprio così, conoscendo la zia – e di quel bambino che cresceva senza padre.
Qualche frammento di quelle emozioni riuscii a carpirlo anche alla protagonista della storia, con delicatezza però, perché lei non era avvezza alle confidenze. Ricordo certi pomeriggi d’estate, all’ombra della veranda della sua casa vicino alla stazione, quando lei mi insegnava il “chiacchierino” e rispondeva alle mie domande curiose, con la sua risata roca e gli occhi azzurri lucenti di emozione.
Ecco, la storia di Anna era lì, e va da sé che io l’ho imbrigliata in un romanzo, perché tanti dei personaggi che l’accompagnano sono frutto della mia fantasia. Ma quell’intreccio amoroso, quella passione e quei sentimenti, quel pezzo di vita che racchiude guerra, morte e rinascita meritavano di essere raccontati. Secondo me.

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I luoghi dove nascono i libri

Anna

Anna è acquistabile da Libri& Bar Pallotta – Roma -Ponte Milvio, in tutte le librerie su ordinazione, dal sito di Watson Edizioni.

Qualcuno potrebbe dire “Nella testa dello scrittore”. No, nella testa dello scrittore, e nel suo cuore, e tra le sue dita nascono le storie. I libri, quegli oggetti magici che le contengono, nascono presso chi li pubblica, cioè chi li rende fruibili: parlo di case editrici e dintorni. E poi questi libri neonati finiscono in altri luoghi, reali o virtuali, che sono la nursery, il giardino zoologico, il museo in cui vengono esposti: le librerie.

Ieri sono stata spettatrice di questo magico incontro. Editore e libraio che mostravano con orgoglio l’ultimo nato al pubblico, e io ero solo una spettatrice, come gli altri, forse solo con un po’ più di emozione. “Anna” vi racconterà la sua storia con la sua voce, adesso. Io ho fatto la mia parte.

Di cosa parla.

“Quando il profumo si spandeva ovunque, nelle case, per la strada, nell’aria tersa e neutra del mattino, allora se ne aveva la certezza: era giorno di festa, il pane era nato.” Le radici della storia di Anna affondano nei riti antichi, quelli che le donne si tramandano per generazioni, quelli della natura che fa il suo corso, anche nei rapporti umani. E c’è sempre un destino segnato da combattere o assecondare per far sì che il rito sia propiziatorio. Quando però al destino si sommano gli eventi di una guerra, allora la storia spariglia.
Annina Lojacono non è una ragazza qualunque. Caparbia, ribelle, mal si adatta alle convenzioni di una famiglia del Sud, tanto meno quando le viene imposto un fidanzamento e un matrimonio con uno sconosciuto. Ma il cuore percorre strade misteriose per compiere le sue scelte, e Angelico Buonomo, più per fortuna che per merito, riesce a compiere il miracolo e a sposare la donna che ama. Fortuna che durerà ben poco. Il giovane si ritroverà ben presto a doversi separare dalla novella sposa, proprio nel momento in cui la loro vita stava per intraprendere un nuovo corso, e da quel momento ogni evento contribuirà a rendere la separazione più lunga e dolorosa. La guerra, la prigionia, la distanza saranno solo alcuni degli ostacoli che si frapporranno alla riunificazione dei due giovani, dopo dieci anni. E Annina non è certo una Penelope che attende il suo Ulisse tessendo la tela. Trame ben più fitte dovrà districare, segreti da tenere ben custoditi, rivelazioni che rischieranno di distruggere il fragile equilibrio che, nonostante tutto, bisogna mantenere, specie durante un conflitto di portata mondiale. E a legare tutto ci saranno le lettere, memorie epistolari da custodire per mantenere vivo il ricordo e desta l’attenzione.
Dal 1937 al 1947, sullo sfondo dell’Italia fascista e della guerra nelle colonie, un viaggio che sorvola Africa, India e Australia, e una storia d’amore e di guerra il cui finale non è affatto scontato.

C’è tempo…

C’è un tempo per amare, c’è un tempo per soffrire. E poi c’è anche un tempo per perdonare. Forse è proprio questa la storia di “Anna”, che arriva adesso, per Natale.

Anna_coverSuggerisco questo ascolto (qui), così vi fate un’idea.

E tanti auguri, a tutti!

 

#BreakingNews

Breaking_News

Come già precedentemento annunciato su altri canali online, vi informo che l’episodio di oggi de “Lo sguardo vigile di Dio” non andrà in onda per motivi contingenti. In realtà ho cooptato il fumettista Luca Lunati per terminare, a tempo di record, il racconto inedito con vignette a colori (acquarello) “Il Maresciallo innamorato”. Si tratta di uno spin off a puntata unica e, se avete voglia di leggerlo, chiedetemelo via email (basta iscriversi al mio Circolo Letterario, su in cima alla home page del blog a destra, sotto la mia bellissima foto).

Per tutti coloro che si trovano a Roma e dintorni poi, il 19 dicembre, in occasione della presentazione del mio nuovo romanzo “Anna” (Watson Edizioni – Libri & Bar Pallotta/Ponte Milvio – ore 19), regalerò la versione cartacea del racconto. Edizione limitatissima. E ci sarà anche l’autore dei disegni. Ora lo sapete!

 by Luca Lunati

by Luca Lunati

Annapallotta