Siamo tutti #bollicine… [La mia vita in Germania]

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Prima ho pensato a un geco. Poi mi sono detta no, non è possibile a queste latitudini. Eppure il bagno ha cigolato, pigolato, ha emesso un suono insomma. Come quello dei gechi che si arrampicano sui muri nei paesi caldi. L’ho sentito chiaramente stanotte. E stamattina. Nel silenzio bianco e assordante che mi circonda è sembrato un flebile grido d’aiuto. Che pare un ossimoro, ma così è stato.

La donna coi capelli rosa fucsia mi sorride dietro il bancone della bakerie. Mi guarda con una muta domanda che, inequivocabilmente, significa “Che vuoi?”. Voglio un caffè, le dico in inglese, ma lei non capisce. “Espresso?”. Ora capisce, ma fa segno di no con la testa, indica l’orologio, mi fa capire che è tardi. Sono le 11.30, perché è tardi? Perché non vuoi darmi il mio stramaledetto caffè? Ho bisogno di caffeina, ho fatto 2 chilometri a piedi per la mia dose quotidiana, non puoi negarmela. Niente. Inamovibile. Tu, donna dai capelli rosa fucsia, hai una nemica adesso.

L’uomo alla reception ansima. Io non lo vedo, non so bene dove sia nascosto, ma di certo sta ansimando. Devo uscire da qui, non è sicuro. Meglio perdermi fuori, nel bianco totale che mi circonda, nell’aria frizzante di questo mattino carnascialesco. C’è un sentiero tra le case, un sentiero innevato. Mi invita a percorrerlo. Il bosco, appena accennato, lo ingloba nel suo intreccio di rami. Si vede il cielo, e finché c’è azzurro c’è speranza, e luce. Il bosco si infittisce e il sentiero continua a percorrere il suo cammino verso il nulla bianco. Eccolo di nuovo. Il cigolìo. Mi guardo intorno, tra i muri di neve e i rami bassi, cerco l’origine del suono. Mi accorgo che sto girando intorno al mio hotel, e forse (forse) la mia camera comunica con quel mondo sommerso dalla neve, dove il silenzio amplifica tutto. Quindi anche una nidiata di uccellini può arrivare a me nella notte col suo flebile grido di aiuto. Non posso sfamarvi io, uccellini. C’è una regola in natura: ogni madre pensa al proprio cucciolo. Sono certa che la vostra tornerà.

Ma poi dove ve ne andate tutti dopo le sette di sera? Pare ci sia una sorta di coprifuoco. Solo gli sciatori villeggianti si trastullano fino alle dieci, ingurgitando ettolitri di birra e calorie. Li capisco, in fondo fa freddo… E quando anche l’ultimo avatar di essere umano torna a casa, quando le luci si spengono, anche quelle dei lampioni (che poi mi domando perché, visto che l’unica funzione dei lampioni è di fare luce di notte…), quando il silenzio torna a farsi assordante, io accendo le mie sinapsi, impugno il pc, e mi collego col mondo. Bello ritrovare tutti lì, immutati, frizzanti come un buon Prosecco. Bollicine, siamo tutti bollicine evanescenti, che prendono consistenza quando circolano nel sangue e fanno il solletico al cuore.