MI CHIAMO CETTA DE LUCA


Mi chiamo Cetta De Luca e scrivo libri. Sono nata in un paese del sud Italia, a Cirò Marina, il paese che ha dato i natali a Aloisyus Lilius, astronomo geniale e visionario che ha creato il calendario gregoriano, e ho sempre trovato interessante questa “matrice” comune, il luogo di nascita, come se un particolare disegno astrale possa favorire la nascita di sognatori, e chi scrive, così come chi guarda le stelle, sognatore lo è.

Scrivo da sempre, poesie, brevi racconti, e sono appassionata di storia e di viaggi. Questo sicuramente traspare nelle mie opere ma da circa un anno è accaduto qualcosa di nuovo. Come racconta in uno suo celeberrimo libricino lo scrittore guatemalteco Eduardo Halfon sono stata colpita dall’angelo letterario, e la patologia di cui si comincia a soffrire da quel momento in poi attualmente (e per fortuna) non ha un rimedio.
Qualcuno ha pensato che per curarmi avessi bisogno di essere pubblicata, e così nel Dicembre del 2011 è uscito il mio primo romanzo, Colui che ritorna che mi ha dato e continua a darmi molte soddisfazioni. Ha vinto il Premio Giuria Narrativa del Concorso Europeo Arti Letterarie Via Francigena ed è tra i dieci finalisti del Premio Letterario Sirmione Lugana assieme a Gramellini, Ammirati, Ligabue e altri “scrittori”.

Poi ho scritto ancora, un romanzo e una particolare raccolta di racconti, e presto tutto questo sarà pubblicato. Il romanzo si intitola Nata in una casa di donne e, a pensarci bene, la storia comincia tutta da lì, anche quella mia di scrittrice. Sono storie di donne che parlano alle donne, e agli uomini che decidono di incontrarle, di conoscerle con curiosità e rispetto. Sono storie intime e profonde, libere e sensuali, scaturite dalla necessità di ritrovare il bandolo segreto e misterioso che collega il femminile al mondo naturale, senza retorica né falso perbenismo.

Ho un ricordo non troppo lontano che è stato un sogno, quasi un presagio.
A Key West, davanti al mare che guarda Cuba, una signora un po’ agè stava seduta su una seggiola, il capo coperto da un cappello di paglia enorme, in mano un quaderno e una penna.
Scriveva un libro, sulla spiaggia di Hemingway. L’ho guardata a lungo e ho pensato: un giorno scriverò un libro, e poi un altro ancora, e poi verrò qui a scrivere, su questa spiaggia, davanti a questo mare. La realizzazione del sogno è vicina: è ora di comprare il biglietto aereo.

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COLUI CHE RITORNA – IL BOOKTRAILER

Ecco in anteprima il Booktrailer di Colui che ritorna, ideato, diretto e prodotto da Alessandro Trigona Occhipinti per Liber-Dogma e interpretato da Daniela Ricci

VINCERE UN PREMIO LETTERARIO

Vincere un premio letterario è un’esperienza particolare. Non si tratta certo del premio in sé, non ha un valore intrinseco che cambia la vita ne si può circolare per giorni o mesi con una targa appuntata sul petto a mo’ di gualdrappa. E’ il valore morale che il premio ha che è importante. Significa: “qualcuno che non conosci ha letto il tuo libro e lo ha trovato meritevole”. Quando si scrive si è soli davanti alle pagine bianche, con le emozioni e lo scoramento provocati dall’attività di riportare in prosa fluida ciò che il cuore in subbuglio detta. Poi timidamente si sottopone lo scritto al giudizio degli amici cari, dei parenti i quali, nella migliore delle ipotesi, si azzarderanno a dare qualche consiglio, qualche annotazione, ma non proveranno mai a fare critiche , seppur velate. Poi per uno strano gioco del destino il libro viene pubblicato e letto da lettori veri (non che gli amici e i parenti di cui sopra non lo siano, ma loro sono praticamente obbligati a sottoporsi a questo esercizio…) e spontanei, e arrivano i primi commenti positivi e le prime critiche. Ogni email è aperta con trepidazione, ogni recensione è sottoposta all’analisi dettagliata delle singole parole e capoversi, ogni commento può dar adito alle più ardite supposizioni. Ma è così, il libro non appartiene più all’autore ormai. Il pubblico se n’è appropriato e lo indossa come crede. Poi capita che un gruppo di perfetti sconosciuti, esperti, appassionati di libri decidano che quel libro meriti un premio, perché è bello, perché ne vale la pena, perché è giusto così. E allora tremante e emozionata ti alzi, ti avvicini al podio e ricevi tra le mani il riconoscimento ufficiale che il tuo lavoro ha un valore oltre il tuo cuore. Grazie per aver deciso che, in fondo, posso chiamarmi scrittrice… Sed