#Amazon sì o Amazon no?

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Ci ho pensato a lungo, più di un anno. Alla fine ho deciso: Quella volta che sono morta deve spiccare il volo. DuDag lo ha pubblicato per prima, e io ringrazio Lorenzo Baravalle per aver creduto in questo romanzo breve, concepito e scritto in treno, nato per esistere solo in digitale (no, non ci sarà mai la versione cartacea, fatevene una ragione).

copertina_41Questa la prima cover, minimal, pulita, che lascia ampio spazio all’immaginazione del lettore (il titolo, quello è importante…). Il prezzo nazional-popolare a prova di crisi: 1 euro.

 

 

Adesso è possibile acquistare l’eBook anche su Amazon. Stesso prezzo, cover diversa. Perché Amazon, si sa, ha bisogno di immagini francobollo che catturino l’attenzione. E questa (su, in cima al post) mi sembra abbastanza inquietante, adatta al tema del racconto. Quindi lunga vita a “Quella volta che sono morta”, e che l’ossimoro sia con voi.

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Recensione a “tutto tondo”

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D’estate, è risaputo, si legge di più. Le ore di luce aumentano, la voglia di stare svegli anche, e allora bisogna pur riempirlo questo tempo che avanza, no? C’è chi sta fuori fino a tardi, chi si rimbecillisce davanti alla TV e chi, per fortuna, apre un libro e lo legge senza ansie. Leggereonline news è una rivista ormai storica, condotta con maestrìa e competenza da due giornaliste e scrittrici, Flaminia P. Mancinelli e Marinella Zetti.

E questa è la recensione/intervista/articolo che hanno pubblicato su di me e sulle cose che scrivo, con una particolare attenzione all’ultimo romanzo, Quella volta che sono morta, e al mio editore DuDag. Grazie!

Quella volta che sono morta

 

 

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Il romanzo breve di Cetta De Luca è originale e ben scritto. Per conoscere meglio l’autrice le abbiamo rivolto alcune domande sulla sua opera, sul self publishing, sui progetti futuri.

 

 

Ho incontrato Cetta De Luca e le sue scritture sul Web, per caso. È stato all’incirca tre anni fa e io le proposi di leggere il suo Colui che ritorna, il romanzo breve che aveva appena pubblicato. In seguito è stata la volta di Nata in una casa di donne e proprio in questi giorni ho letto il suo ultimo lavoro: Quella volta che sono morta. Questo per dire che con questa autrice ho potuto adottare una metodologia di lettura che mi è particolarmente cara: seguirne l’evoluzione attraverso le scritture. [continua a leggere…]

Maggio dei libri (e degli incontri)

Maggio dei libri, maggio di fiere libresche, maggio di incontri e novità. La prima è che la mia cara casa editrice DuDag continua imperterrita a propinare i miei discutibili consigli di saggezza scrittoria. Direte: “Se continua dov’è la novità?” In effetti… In ogni caso ecco qui il quarto della serie. Sinceramente, dopo averlo riletto, mi è venuto il panico. Quanto io sono stata in grado di seguirlo? Per saperlo dovrete leggervi tutti i miei libri! (Li trovate qui – col 25% di sconto cod. MAGGIO25 – , qui e qui, e qui, e… vabè cercateli)

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Poi c’è stata la mia gita a Firenze il 3 maggio. A voi questo potrà sembrare poco interessante, ma il fatto è che non si è trattata di una gita qualunque: ho incontrato gli amici “cialtroni” di Giramenti, il blog irriverente di Gaia Conventi. Ci siamo riuniti nella splendida città toscana, provenienti da mezza Italia, e abbiamo lasciato il segno. Al ristorante Cafaggi si ricorderanno a lungo di noi, dei libri che abbiamo portato e lasciato (imperdibili! Vere chicche!), di quanto abbiamo mangiato e gradito. Non vi farò l’elenco di chi c’era, ci mancherebbe, ma vi lascio una foto ricordo, che ricordare fa bene.

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E tra poco si parte per il Salone del libro di Torino. Ma questa nuova avventura la racconterò dopo. Qualcuno mi ha detto che faccio bene a coltivare i contatti. Io penso che sia bello coltivare le amicizie, guardarsi negli occhi e ascoltarsi: non c’è ricchezza più grande di un incontro per alimentare le passioni.

Se adotti una casa editrice #3

Continuano le pillole di saggezza scrittoria di me medesima. Il medico ha ordinato di prenderle con una certa continuità, affinché l’effetto benefico non vada perduto. Per fortuna che DuDag conosce bene la posologia… Io, con tutta questa saggezza, comincio a farmi paura da sola.

P.S. L’autorefernzialità in questo post NON è puramente casuale.

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Se adotti una casa editrice #2

Secondo me dovrei imparare a stare zitta. Ma quando si parla di scrittura proprio non ci riesco. E quando poi mi tocca leggere di tutto mi sento autorizzata a esprimermi. Lo faccio anche quando leggo le cose scritte da me… quindi tanta saggezza meglio appuntarla da qualche parte, non si sa mai dovesse tornare utile (posso sempre perdere la memoria). Per fortuna ci ha pensato DuDag che, come una litania, periodicamente mi ricorda ciò che in separata sede ho confessato. E allora beccatevi questa pillola di saggezza scrittoria, e non sperate che sia l’ultima! pillole_2

Se adotti una casa editrice…

Qualche giorno fa, per “Adotta una Casa Editrice” ho parlato di DuDag, a very social CE. Ne ho parlato qui quindi non fatemi ripetere tutto. Ma, miei cari lettori e scrittori, se si adotta una CE si possono correre dei rischi non preventivati.

Quindi loro hanno prontamente risposto con questa cosa qui, dalla quale mi dissocio, perché avevo bevuto, perché non sono affidabile, perché… beh, adesso mica vi devo svelare proprio tutto, no?

pillola Pare che di queste pillole ne abbiano diverse, sicuramente estorte. Le utilizzeranno per ricattarmi, forse. Perché, lo ribadisco, IO NON SONO SAGGIA.

Adotta una Casa Editrice: questa settimana DuDag

Lorenzo Baravalle

Lorenzo Baravalle

Questa settimana, per Adotta una casa editrice, voglio parlare di DuDag. Qui le mie motivazioni per l’adozione sono anche personali, visto che ho pubblicato un mio libro con loro. A voi i commenti.

CARTA D’IDENTITÀ
Nome: DuDag                                             Schermata-2014-04-15-alle-1 copia

Nascita: ufficialmente anno 2012

Sede: sede legale Aosta

Pubblicazioni: Narrativa, poesie, libri per bambini, saggi, guide e manuali

Distribuzione: online

La prima volta che ho sentito parlare di DuDag è stato grazie a un articolo dell’amica Patrizia La Daga sul suo blog, LeUltime20 (potete leggerlo qui). In realtà lo lessi e incamerai le informazioni, poi non ci pensai più. Era il periodo in cui la Fornero definì i nostri giovani dei bamboccioni e mi colpì con piacere il fatto che dei ragazzi (Lorenzo Baravalle, ideatore di DuDag, nel 2012 era 22enne) non amassero affatto stare con le mani in mano, anzi. Successivamente, chiacchierando in rete con le amiche e gli amici di Svolgimento, blog superseguito in rete del collettivo Tutta colpa della maestra (io amo definirli collettivo, ma loro potrebbero farsi saltare la mosca al naso…), è di nuovo saltato fuori il nome di questa casa editrice. Stavo decidendo cosa fare del mio ultimo romanzo e, su loro suggerimento, li ho contattati e ho inviato il mio manoscritto.

Cos’ha di particolare DuDag? Sono digitali, e questo è un punto di forza ma anche di debolezza, se si pensa a quei lettori che sono irrimediabilmente legati alla carta. E sono social. Lo sono in maniera esponenziale e lo sanno fare, proprio perché giovani (forse) e proprio perché sfruttano al meglio tutto il potenziale che l’era digitale è in grado di offrire.
Qualcuno potrebbe obbiettare che vendono i libri tutti a € 1 e che quindi somigliano molto a una piattaforma di distribuzione. Beh, direi proprio di no. Per prima cosa loro leggono i manoscritti che ricevono e… fanno una scelta. Poi fanno l’editing (leggero, ma lo fanno). Poi convertono i manoscritti in tre formati. Poi fanno promozione. E cosa dovrebbe fare una casa editrice? Il prezzo dei libri è social, come loro, molto vicino ai lettori e alle loro tasche. Ma la cosa più interessante è che coinvolgono gli autori nelle loro iniziative promozionali. Li coinvolgono, non li lasciano soli.

Nel maggio 2012 avevano pubblicato solo sei titoli, e due di questi sono stati finalisti** al Premio Calvino (però, hanno la vista lunga!). Ora sono di più, ovviamente, ma non c’è ressa, non c’è un “mappazzone” di libri difficile da gestire. Pubblicano esordienti e emergenti, e si sa, c’è bisogno di tempo per farli conoscere e apprezzare dal pubblico.

Insomma, DuDag mi piace. E poi hanno un logo accattivante, hanno inventato il DuDy (leggete qui di cosa si tratta) e hanno pubblicato “Quella volta che sono morta”, il mio terzo romanzo. Ah! E sono veloci nelle risposte, che per un autore è davvero tanto.

**Simona Garbarini – Pier Paolo Fiorini