#Amazon sì o Amazon no?

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Ci ho pensato a lungo, più di un anno. Alla fine ho deciso: Quella volta che sono morta deve spiccare il volo. DuDag lo ha pubblicato per prima, e io ringrazio Lorenzo Baravalle per aver creduto in questo romanzo breve, concepito e scritto in treno, nato per esistere solo in digitale (no, non ci sarà mai la versione cartacea, fatevene una ragione).

copertina_41Questa la prima cover, minimal, pulita, che lascia ampio spazio all’immaginazione del lettore (il titolo, quello è importante…). Il prezzo nazional-popolare a prova di crisi: 1 euro.

 

 

Adesso è possibile acquistare l’eBook anche su Amazon. Stesso prezzo, cover diversa. Perché Amazon, si sa, ha bisogno di immagini francobollo che catturino l’attenzione. E questa (su, in cima al post) mi sembra abbastanza inquietante, adatta al tema del racconto. Quindi lunga vita a “Quella volta che sono morta”, e che l’ossimoro sia con voi.

A che servono i libri? (scusate, ma ultimamente sono folgorata da queste domande esistenziali…)

I libri devono essere utili, altrimenti sono carta stampata buona per fare le barchette (senza considerare il disboscamento). I libri devono essere letti, è questa la loro utilità (altrimenti alleniamoci alla telepatia e restiamo ignoranti). I libri devono essere belli, così all’utile si unisce il dilettevole e abbiamo finito i luoghi comuni.

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In ogni caso voglio informarvi che, in occasione dell’uscita in versione digitale di Anna (vi ho già detto in un post precedente dove trovarlo su Amazon e Ultimabooks. Qui vi dico che su LaFeltrinelli e su IBS trovate l’ebook e la brossura), i suoi fratelli maggiori (rispettiamo le gerarchie) sono in offerta gratuita su Amazon. Sì, mi dispiace, solo per lettura su kindle. Ma non disperate! Amazon è così lungimirante che dà l’opportunità di leggere un libro in formato “mobi” a chiunque, basta scaricare gratuitamente il software di lettura.

Vi metto qui il link a una sorta di Vetrina di Cetta (per praticità, non per megalomania), dove potete trovare Colui che ritorna, Nata in una casa di donne, El camino de regreso (e imparatelo ‘sto spagnolo, dai!) e, da domani, anche Cetteide GRATIS. Solo fino al 20 marzo però, che con l’eclissi di sole anche le promozioni si oscurano.

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Quando è meglio pubblicare un libro anche in versione eBook?

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E che ne so? Il mio, Anna, è uscito adesso, a 2 mesi di distanza dalla versione brossura. Lo trovate su Amazon e su UltimaBooks. E ovunque. Buona lettura!

#Crisi dell’editoria? Basta un pallottoliere, magari digitale.

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In campo editoriale io sono una neofita, nel senso che mi occupo di questo da troppo poco tempo per essere considerata e considerarmi un’esperta. E poi non sono un editore, non nel senso imprenditoriale del termine almeno. Perché a ben vedere, quando auto-pubblico qualcosa o divulgo altro sul web affronto esattamente tutti gli stessi processi imprenditoriali, cercando oltretutto di fare meglio e di imparare dai miei sbagli. Ma questa è un’altra storia.

Da molto (troppo) tempo si parla di #crisi dell’editoria, e la recente Buchmesse di Francoforte è stata ulteriore occasione per parlarne, evidenziando numeri catastrofici (parliamo dell’Italia ovviamente) e un futuro preoccupante. Ne ho letto oggi anche nel blog Sul Romanzo (qui) e questo mi ha portato a una riflessione.
Non voglio parlare di dati. Che l’editoria sia in crisi NON perché mancano i lettori ma per il fatto che questi comprino meno libri è un dato di fatto. E la colpa non è dei lettori (ne ha parlato anche FlaminiaMancinelli qui). Gli editori non riescono, così come molti politici, a fare un’analisi obbiettiva dei dati. Qui c’è un problema di qualità dell’offerta e di costi del prodotto/libro. Come dire che la legge di mercato per cui una persona acquista dove c’è il miglior rapporto qualità/prezzo per loro non significa nulla. Anzi, è da sovvertire. Libri di scarsa qualità a prezzi elevati. Mi fa pensare a un’usanza molto meridionale (ma probabilmente diffusissima), quella del “cumparire e sparagnare”, per cui, nelle occasioni di festa (nei matrimoni soprattutto) si regalavano oggetti enormi e inutili e poco costosi, ma abbastanza appariscenti da farsi notare. L’editoria non può ridursi a questo.

Vogliamo parlare del sacro terrore che alcune CE hanno del digitale? Ebook che costano quasi quanto il cartaceo, protetti da DRM per paura che qualcuno (temerario!) possa divulgare cotanta paccottiglia! Ma suvvia, siamo seri! Stiamo sdoganando la SIAE, cercando alternative alla tutela del diritto d’autore (poi si potrebbe aprire un capitolo sulla corresponsione), e parliamo di proteggere l’oggetto libro? E pensare che l’avvento del digitale dovrebbe essere considerata un’opportunità. Perché?

Pensate a questo scenario cari editori (e ve lo dico io che non sono nessuno, ma che testardamente penso che il vostro ruolo vada salvaguardato): c’è una situazione di guerra intorno a noi, libri invenduti, librerie al collasso e tanti, troppi, piccoli e coraggiosi vostri colleghi che sono costretti a chiudere. E a chiudere sono spesso realtà giovani, che fanno del libro la loro passione, che magari pubblicano digitale per abbattere costi di stampa e di distribuzione. Di certo non chiudono le EAP. Perché? Perché loro sono pagate alla fonte, da quegli autori imbecilli che si fanno infinocchiare dalla “magia di tenere il proprio libro tra le mani” a qualunque costo, anche rimettendoci di tasca propria. Ci sta provando il selfpublishing a combattere questa situazione, ma c’è ancora troppa confusione e pressapochismo, anche se le cose stanno cambiando (la selezione naturale) e si punta a far emergere la qualità.

E voi? Volete restare arroccati sulle vostre posizioni meramente commerciali? Non avete alcuna intenzione di rivendicare il vostro ruolo di filtro, di propositori? Io una proposta ce l’avrei per provare a trascinarvi fuori dalla crisi: togliete i DRM dagli ebook e abbattete i prezzi e investite ciò che risparmierete sullo scouting. Andate a scovare i talenti che, vi assicuro, ci sono, e ricominciate a proporre prodotti di qualità. Vi accorgerete che i lettori ci sono, e sono tanti, e che nonostante la crisi sono disposti anche a fare sacrifici per acquistare un bel libro. Non ci vuole un ministro dell’economia per fare due conti, né un consulente commerciale da pagare con assegni a sei zeri. Basta un pallottoliere.

Un eBook è per sempre #3

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Perché un ebook è per sempre l’ho già detto nei post precedenti, il #1 e il #2.

Ma ci vogliono le prove… Sì, insomma, bisogna dimostrare che questa teoria è vera. Il primo indizio che la teoria sia valida si può avere dall’incremento delle vendite. L’ebook viaggia veloce sugli store online, costa poco rispetto alla brossura e allora anche i più riottosi, quelli che prima di spendere ci pensano bene (e mi sembra giusto), si convincono a comprare. Allora succede che i commenti aumentano, cominciano a girare, qualcuno decide che quel libro merita (se merita, ovviamente…) e parte il circo mediatico del passaparola. Il passaparola sul web per me è un mistero straordinario. Se è vero che “conosci 6 persone e conosci il mondo” sul web questa misura acquista un elemento significativo in più: “conosci 6 persone sul web e conosci il mondo alla velocità della luce”.

Il secondo indizio quindi della teoria suddetta sono le recensioni spontanee, quelle che colgono di sorpresa l’autore come il regalo giusto di Natale. Oggi per me è un po’ Natale perché ho ricevuto una recensione bellissima per Nata in una casa di donne, neonato in versione eBook, e in tutta questa bailamme di nascite l’unica cosa che mi viene in mente, l’unica che davvero mi emoziona, è l’immagine di qualcuno che legge le mie parole e si commuove. Sei TU, lettore, il regalo a me più gradito. Questa è la recensione, e grazie a Elisa Gelsomino per averla scritta.

NATA IN UNA CASA DI DONNE di Cetta De Luca

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Agli inizi di giugno è uscita la versione digitale di Nata in una casa di donne, secondo romanzo di Cetta De Luca pubblicato in cartaceo da L’Erudita, e, visto che il primo mi aveva decisamente entusiasmata (la mia recensione a Colui che ritorna la trovate qui), ne ho subito approfittato.

 

Questa volta, Cetta De Luca ci racconta di Lucia e della “casa di donne” in cui è nata: il padre, infatti, tra moglie e quattro figlie, è decisamente in minoranza. (continua a leggere…)

Un eBook è per sempre #2

Un libro di carta a un certo punto può esaurire la sua funzione. La Casa Editrice termina le copie, oppure ci si stanca di fare presentazioni in giro, oppure è trascorso più di una anno e non possiamo continuare a dire in giro “Ehi, lo sai che è uscito il mio libro?”. E certo che lo sanno! Tutti quelli che siamo riusciti a raggiungere in un anno dalla pubblicazione lo sanno che il libro è uscito, quindi quel che è fatto è fatto, basta, smettiamola di tediare.

C’è però la versione digitale e quella per il mercato estero. Perché il mondo è grande, ci sono milioni di persone, anzi MILIARDI, che ancora non sanno che quel libro esiste. E io mi rivolgo adesso a questi miliardi di potenziali lettori: voglio informarvi che il mio primo romanzo “Colui che ritorna” è acquistabile su Amazon nella sua versione in lingua spagnola “El camino de regreso” e che il mio secondo romanzo “Nata in una casa di donne” è acquistabile in eBook sia su Amazon che su tutte le librerie online.

Qui ci sono le cover e i vari link per scaricarli. Poi non dite che non sono tecnologica!

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Un eBook non invecchia mai

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Se ne parla spesso ultimamente, per dare maggior forza alla diffusione degli eBook, del fatto che un libro digitale NON INVECCHIA MAI. Pensateci. Un libro di carta, comunque sia pubblicato, da CE o self, ha una vita di sei/otto mesi, se va bene un anno. Poi diveta obsoleto. Dalle librerie praticamente scompare e diventa impossibile riproporlo nei social o ad una presentazione. In pratica dopo meno di un anno “quel che è fatto è fatto”. Per gli eBook invece non è così, perché i circuiti distributivi sono così tanti e vari che capiterà sempre che qualcuno senta parlare del tuo libro “per la prima volta” magari dopo anni che lo hai scritto. Se poi decidi di proporlo al mercato estero…le opzioni sono infinite.

colui che ritornaHRR-1“Harás un peregrinaje, está decidido. Empezarás con el Camino de Santiago. Luego volverás e irás a Jerusalén. Para terminar te acercarás a Canterbury y desde allí recorrerás la Via Francígena, hasta Roma, y sólo entonces, después de haber recibido el perdón del Papa,   podrás volver.” [cit.]

Ciò che ho deciso di fare io è eattamente questo: Colui che ritorna, il mio primo romanzo, sta per uscire in lingua spagnola. A due anni dal suo esordio ho deciso di metterlo in mano a una traduttrice professionista e cominciare con questa meravigliosa lingua neolatina. Perché lo spagnolo? Prima di tutto perché nella storia si parla di tre grandi pellegrinaggi, e il primo che il protagonista affronta nel ‘500 è Santiago de Compostela. Mi è sembrato dunque doveroso omaggiare così il popolo di Spagna e, perché no, scoprire come loro percepiscono una trama che in un certo senso li riguarda. Un’altra ragione è che la lingua spagnola, dopo l’inglese, è la più parlata al mondo (il cinese non lo voglio ancora considerare, troppo lontano da noi…) ma si tratta anche di una cultura più vicina alla nostra di quella anglosassone. E poi tra qualche mese devo andare in Cile a presentare le nostre novità sull’editoria, e un libro in spagnolo dovevo pur portarlo…

Per questa ragione, in attesa di presentare la nuova edizione di Colui che ritorna (potrebbe essere un buon esercizio linguistico anche per voi!) voglio segnalare che su Bookolico (clicca qui )la versione in italiano costa solo € 0,99, a differenza delle altre piattaforme dove il prezzo è più alto. Perché non approfittare adesso? (pssttt…non ditelo a Amazon…)