Quest’anno sono andata a #TempodiLibri e ho incontrato gente bellissima

Quest’anno ho deciso di andare a Tempo di Libri a Milano per vedere come sarebbe stata questa seconda edizione. Beh, dopo anni a Roma per Più Libri Più Liberi con la piccola e media editoria, dopo anni al Salone di Torino, che resterà sempre per me “Il Tempio” dell’editoria, ho voluto dare una chance al capoluogo lombardo.

Tutto sommato se la sono cavata, nel senso che lo spostamento dell’evento alla Fiera Milano City ha di certo giovato all’affluenza di gente sia per i collegamenti con il centro cittadino, sia perché, diciamolo, dopo il weekend elettorale le persone avevano voglia di distrarsi un po’.

Pochi gli espositori, almeno se li paragono alle altre fiere che ho visitato, ma alcune cose buone: tantissimi punti ristoro, ma tanti davvero; tantissimi spazi per sedersi e riposarsi; un’area dedicata ai professionisti per gli incontri, cioè proprio uno spazio in cui gli autori potevano incontrare gli agenti letterari, e questa mi sembra una bella novità.

C’erano i grandi gruppi editoriali, fianco a fianco, con un enorme spiegamento di libri, roba da apoteosi dei sensi, ma c’erano anche piccoli editori, e questo significa che forse i costi non erano eccessivi, chi lo sa, non ho chiesto. O forse significa che le case editrici abbiano scelto il canale fieristico per fare un po’ di cash flow che non fa mai male. Eh, ce ne sarebbero di osservazioni da fare sulla distribuzione, ma la filiera sta diventando un serpente contorto e sempre più spesso i ruoli si confondono.

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Le tematiche di Tempo di Libri erano diverse: la ribellione, la cucina, il ricordo.
Io ho partecipato a due incontri davvero speciali che, a distanza di qualche giorno, hanno lasciato un segno che ancora scava dentro. Incontri difficili ma esaltanti, e non mi capitava da tempo di restare così imbambolata a sentir parlare di letteratura.

Il primo incontro è stato con Nicola Lagioia e Goffredo Fofi che hanno ricordato Alessandro Leogrande. Questo il mio resoconto per Art a Part of Cult(ure).

Alessandro Leogrande tra ricordi e rimpianti nel racconto di Fofi e Lagioia

Come un padre e un fratello, Goffredo Fofi e Nicola Lagioia hanno raccontato a Tempo di Libri la loro “versione” di Alessandro Leogrande, una versione accorata e nostalgica e ricca di sfaccettature, con un elemento in comune: Alessandro Leogrande mancherà. [Continua a leggere…]