A #LibriCome2017 ho attraversato gli anni ’80 in compagnia di Zerocalcare, Tommaso Giagni e Eleonora Caruso

Mi sono presa del tempo prima di presentarvi l’ultimo resoconto di Libri Come 2017, una settimana per l’esattezza.
L’articolo l’ho scritto di getto e già è stato pubblicato su Art a Part of Cult(ure), ma sapete benissimo che sul mio blog c’è sempre una coda, o una presentazione, un preambolo, chiamatelo come volete. Io immagino questi miei “inviti alla lettura” come quelle chiacchiere intime, la sera tardi sul divano, quelle chiacchiere su argomenti che ci sono tanto piaciuti. E a me l’argomento “Generazione anni ‘80” è piaciuto tantissimo, specie con interlocutori – e testimoni diretti – quali Zerocalcare, Tommaso Giagni e Eleonora Caruso, e una conduttrice/padrona di casa sensibile e acuta come Loredana Lipperini.

Di questo si è parlato con i tre giovani e talentuosi autori, del loro mondo iconico e di ciò in cui si riconoscono, dei conflitti dai quali rifuggono e dai modelli che, seppur ancora ben presenti come retaggio delle generazioni precedenti, sono per loro impossibili da perseguire. Si è parlato degli anni ’80 come età di passaggio, di confine tra il mondo prima di internet e il mondo con internet, un periodo storico senza una vera storia in cui identificarsi, unica àncora la nostalgia dell’infanzia, quel periodo fecondo di cose, sensazioni, emozioni nel quale possono ritrovarsi fratelli, solo per un fuggevole attimo.

Negli anni ’80 io ero una giovanissima madre che si metteva a giocare col Nintendo fino a notte fonda e di pomeriggio si guardava I Cavalieri dello Zodiaco assieme ai figli, e che si chiedeva, guardandoli, cosa sarebbero stati da grandi. Erano anni facili quelli, anni in discesa, e non c’era bisogno di molta immaginazione, quella che i trentenni di oggi devono utilizzare ogni istante per inventarsi il presente prima di pensare al futuro. Ho ascoltato con attenzione e rispetto ogni singola parola che Zerocalcare, Tommaso Giagni e Eleonora Caruso hanno detto, ho sorriso e riso con loro e ho ricordato. E ho anche capito.

Questo l’articolo:

Generazione anni ’80. Zerocalcare, Tommaso Giagni e Eleonora Caruso ci raccontano i trentenni di oggi.

Lo confesso, ho molto invidiato Loredana Lipperini quando è salita sul palco della Sala Petrassi all’Auditorium con Zerocalcare, Tommaso Giagni e Eleonora Caruso. Lei ha avuto con loro quel dialogo che quotidianamente ho con i miei figli, anch’essi generazione ’80, senza riuscire a capire fino in fondo cosa li turba, cosa li fa sentire così alieni. A Libri Come, grazie a questa straordinaria conversazione, ho capito di più, e voglio cominciare a raccontare l’incontro dalla fine, da una considerazione fatta da Eleonora Caruso (che ho molto apprezzato in Comunque vada non importa, suo romanzo d’esordio), e ripresa dagli altri suoi colleghi, che è l’estrema sintesi di tutto: “Noi degli anni ’80 evitiamo i conflitti, soprattutto quel genere tipico delle generazioni precedenti. Non ci riconosciamo nei bisogni dei trentenni dei film di Muccino (quelli che avevano trent’anni quando noi siamo nati o poco oltre), quindi non sentiamo la necessità di scontrarci su fronti che riteniamo inutili.” [Continua a leggere…]

La narrazione breve e le sue suggestioni a #PiùLibri14

Lipperini_Rasy_Venezia_Lattanzi              Raimo_Cognetti

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa accomuna tutti questi scrittori nel Caffè Letterario di #PiùLibri14? I racconti. Questa narrazione breve che in Italia pare non abbia il grande seguito che ha all’estero, ha invece una sua suggestione e un suo perché molto profondo. Può essere occasionale, come accade agli autori sotto sequestro durante il Festival di Ventotene “Gita al Faro”, e quindi diventa opportunità di introspezione. Oppure può essere una scelta ben precisa, una necessità, un modo per raccontare in uno spazio ristretto le storie e le vite di persone che vivono spazi ristretti, che siano essi luoghi o le loro anime.

In questi due resoconti ho provato a spiegare ciò che ho capito dell’arte del racconto breve. Spero che lo capiate anche voi.

A Più libri più liberi le donne si ritrovano, come nelle sere d’estate, e ci raccontano la loro “Gita al Faro”

Il Caffè Letterario di Più Libri Più Liberi è un luogo di incontri spesso piacevoli, altre volte un po’ noiosi, diciamolo, ma sempre e comunque interessanti. Sabato 6 dicembre ho partecipato a un incontro felice, come fare quattro chiacchiere tra donne, magari amiche, magari complici… E le chiacchiere mi hanno condotta in mezzo al mare. (Leggi tutto…)

 

Più libri più liberi. Gli scrittori di racconti amano “rileggere”. La narrativa breve spiegata da Raimo e Cognetti

Domenica mattina al Caffè Letterario di Più Libri Più Liberi c’era proprio tanta gente ad attendere Christian Raimo e Paolo Cognetti. I due scrittori di racconti avrebbero svelato perché si sceglie la narrazione breve anziché quella più confortevole legata al romanzo.
Io, lo confesso, ero curiosa di vedere Cognetti. Raimo lo avevo già incontrato al Salone del Libro di Torino, lo seguo su Minima&Moralia, quindi potevo ritenermi soddisfatta. (Leggi tutto…)

#SalTo14 ovvero il Salone del libro di Torino secondo me

salone

Il Salone del libro di Torino dicono vada commentato a mente fredda. Io preferisco farlo a caldo, finché le impressioni sono ancora vive nella mente, tanto certamente dimenticherò qualcosa. Mi perdonerete per questo… Voglio parlarvi di statistiche. Ma no, lo fanno già in tanti, non posso tediarvi con aridi numeri. La sensazione però è stata di meno affollamento (e io sono andata di sabato e domenica). Che la gente sia satura di fiere dell’editoria in cui accadono sempre le stesse cose? O forse l’idea che tutti quei libri li si possano trovare anche nella libreria sotto casa, la crisi galoppante che non invita a spendere per spostarsi, le belle giornate di sole fatte per stare all’aria aperta sono state un deterrente alla partecipazione in massa al Salone?

Io ci sono andata per incontrare degli amici. Alcuni virtuali che, in pochi minuti, sono diventati reali e corposi, altri che non incontravo da un po’ e coi quali avevo voglia di far festa. E quale migliore occasione? Non avevo libri miei da presentare, ma avevo un editore da incontrare, uno giovane e bello che con DuDag sta facendo faville. Lui ha pubblicato il mio ultimo romanzo (Quella volta che sono morta) e, come minimo, gli dovevo un abbraccio. Quindi vi presento lui, Lorenzo Baravalle in persona, il signor DuDag.

dudag

Poi volevo incontrare le amiche e gli amici di Svolgimento, che spesso ospitano i miei scritti deliranti sul loro blog. Anna Wood, Roberta Lepri, Gianluca Meis non hanno disatteso le mie aspettative: sono proprio come li immaginavo, luminosi.

L’incontro col nutritissimo gruppo di Twitteratura (ora TwLetteratura) è stato un felice ritorno. Ci ho scritto un articolo intero che potrete leggere su Art a part of cult(ure) molto presto. Sapete cosa penso del fatto che in Italia si legge poco e si scrive troppo. Ecco, con TwLetteratura si stimola la lettura in modo social, divertente ma non dissacrante, e i progetti passati, in corso e futuri ne sono la dimostrazione.

twitteratura

Ho incontrato amici scrittori che desideravo conoscere di persona (Piersandro Pallavicini e Loredana Lipperini) e che conoscevo già (Stefano Sgambati) e ci siamo selfiezzati alla grande. Ecco, credo che questo sia stato il Salone dei selfie, per quanto questa pratica sia osteggiata e criticata dai più. Gli autoscatti hanno vinto su tutto.

piersandro

 

loredanalipperini

stefanosgambati

 

Ma è stato anche il Salone della cucina, dei cuochi, dei libri dei cuochi, dei prodotti per i cuochi che cucinano, insomma, un tripudio di cose mangerecce. La cucina italiana si sa, è cultura, ma suvvia… non stiamo esagerando un pochino? E detto da me, che pastrocchio tra i fornelli dalla mattina alla sera, significa che ce n’era davvero troppa di cultura culinaria. Credo che quasi ogni editore presente avesse almeno un libro di ricette in catalogo. Evidentemente il concetto di “essere divoratori di libri” passa prima dallo stomaco.

cuochi

C’era anche “er cuppolone”, un grande monolite di libri, che troneggiava nel bel mezzo del Salone a ricordarci che il tema di quest’anno era il BENE. E quindi era un bene esporre millemila titoli di libri scritti da Papa Francesco, su Papa Francesco, con Papa Francesco, per Papa Francesco. Un trend fortissimo che avrà sicuramente portato BENE alle casse degli editori che esponevano. Ma forse non era quello il concetto di bene che doveva passare. Bene sarebbe se la cultura tornasse davvero a farla da padrona tra le parole scritte e quelle dette, se le scelte editoriali fossero davvero tutte votate alla qualità e non solo al portafogli (che poi non è detto, alla lunga la qualità paga sempre…), se si desse più fiducia ai lettori (quei pochi che restano) e non si cercasse sempre di attirarli con “fascette” roboanti che inneggiano al nulla o con offerte che trasformano il libro in un gadget d’autore. Gli autori. Non erano tanti, o meglio, a parte i soliti noti celebrati da file inimmaginabili fuori dagli auditorium, gli autori veri, quelli che vorremmo leggere più spesso perché meritano, erano un po’ defilati. Alcuni erano quelli incontrati da me, altri…

cuppolone_2

In ogni caso sono stati due giorni fantastici per me. Ho incontrato di nuovo Gaia Conventi (Giramenti) e Mario Borghi (Stranoforte) che racconteranno la loro a modo loro, specie sulle EAP presenti, ne sono certa. Ecco, questa è stata l’ennesima delusione: ancora troppe EAP a una fiera del libro. Mi direte che anche loro vendono libri. Certo, li vendono ai loro incauti autori e agli incauti lettori che alimentano le false speranze dei suddetti autori, e basta. Perché non si aprono un chiosco a Fregene?

Ho incontrato di nuovo Giovanni Dalla Bona (Imparafacile/LibriamoTutti) e gli amici di Miraggi Edizioni (a proposito, loro un chiosco lo aprono davvero, ma non sono EAP, solo pastrocchiano in cucina, come me). Ho vissuto per una notte la Torino da bere (mica c’è solo Milano…) e ho fatto il pieno di emozioni. Tante per contenerle tutte. Forse ci scriverò un libro.

torinodabere

Diario dalla Fiera – Day three – #NoBrandArt a #Piulibri13

Oggi la giornata è cominciata così.

Intervista di Elisabetta Ambrosi - Il Fatto Quotidiano - 7 dicembre 2013

Intervista di Elisabetta Ambrosi – Il Fatto Quotidiano – 7 dicembre 2013

Barbara D’Urso mi dirà peste e corna e Guido Catalano (un amico) mi scuserà, perché non so da dove sia uscito il suo nome (non da me…), ma l’articolo è davvero straordinario. Lo è così tanto che l’ho trovato pure appiccicato in sala stampa.

sala_stampaInsomma, se ne parla di #NoBrandArt, eccome. Quindi ci è sembrato giusto offrire agli astanti un bell’aperitivo creativo. La colomba tonda fatta personalmente dal poeta Lino Milita era una vera “poesia”.

aperitivoQuando un argomento interessa, quando un movimento spontaneo di idee si crea, quando un gruppo di persone creative fa “rete”, gli effetti ci sono, e si vedono. Abbiamo parlato con tanta gente, abbiamo dato risposte, consigli, suggerimenti. No alle EAP è stato il nostro mormorìo. Mormorìo…insomma. I signori di Albatros, lì accanto a noi, si sono un poco risentiti. Però il nostro aperitivo lo hanno gradito comunque!

Durante l’ora del ristoro (chiamarlo pranzo mi pare eccessivo ) Loredana Lipperini a Farenheit (programma di RaiRadio 3 in diretta dalla Fiera) ha deciso di parlare di noi, di #NoBrandArt, di questo gruppo di scrittori e professionisti dell’editoria che è arrivato in Fiera da solo. E ci siamo ritrovati lo stand A24 pieno di gente, ancora gente, che voleva sapere, sapere, sapere. Questa cosa mi fa riflettere. Possibile che i lettori e, sopratutto, gli aspiranti scrittori, non conoscano davvero i meccanismi che stanno dietro la pubblicazione di un libro? E la sua promozione? Forse siamo davvero arrivati al momento giusto.

Comunque c’era gente attenta alla conferenza stampa. Mi ha colpita molto una signora emozionata che mi ha detto: “Era ora che si facesse una cosa del genere. Dio vi benedica!” Caspita…La scrittura suscita emozioni forti, e questo è davvero bellissimo.

conferenza_02La conferenza è stato un confronto, con chi ascoltava e chi faceva obiezioni. Straordinario quanto sia coinvolgente il tema dei libri. Forse, anzi, togliamo il forse, abbiamo parlato di libri più noi che tutti gli editori presenti. Perché il coinvolgimento di un autore viene percepito dal lettore con tutta la passione che c’è dietro, come un’onda che spinge e, magari, travolge. Ma è bellissimo lasciarsi travolgere dall’entusiasmo, specie quando assieme a quello c’è competenza, professionalità, verità, trasparenza. Un amico ha detto “Qui si sente una bella energia”. E questo ci piace.

E domani ci sarà il gran finale. Finale solo della Fiera, perché l’onda lunga di #NoBrandArt continuerà. Il primo appuntamento è allo stand A24 alle 11.00 per fare tutti insieme, nel mondo reale, #twitteratura. Amici di twitter, lettori, appassionati, non potete mancare. Si farà twitteratura riscrivendo i nostri libri in 140 caratteri. Bella sfida! E il premio in palio saranno i nostri libri. Cosa volevate vincere a una Fiera dell’editoria? Poi la sera alle 21.00, tutti insieme scrittori e lettori, al Caffè Letterario di via Ostiense 95, per degustare qualcosa di buono, stringerci la mano, ascoltare qualche brano dei nostri libri e, magari, comprarli. Perché i libri, si sà, vanno acquistati. Un bel regalo di Natale!

Vi saluto con una piccola fotogallery di “Facce da Fiera”. A domani!

stand

Sabrina Grementieri intrattiene il pubblico

Indottrinamento di Cetta De Luca, con Serena Zonca e Rossana Vesnaver

Indottrinamento di Cetta De Luca, con Serena Zonca e Rossana Vesnaver

 

Maggie Van der Toorn, Mauro Sandrini, Cetta De Luca

Maggie Van der Toorn, Mauro Sandrini, Cetta De Luca

Maggie Van der Toorn e Cristiana Verrazzo

Maggie Van der Toorn e Cristiana Verrazzo

Lino Milita, il poeta pasticcere

Lino Milita, il poeta pasticcere

Cetta De Luca e Roberta Lepri, dal web al reale due scrittrici e Tutta colpa della maestra

Cetta De Luca e Roberta Lepri, dal web al reale due scrittrici e Tutta colpa della maestra

Le scrittrici sono bellissime, hanno il sole nel sorriso. Sabrina Grementieri

Le scrittrici sono bellissime, hanno il sole nel sorriso. Sabrina Grementieri