Adotta una Casa Editrice: questa settimana DuDag

Lorenzo Baravalle

Lorenzo Baravalle

Questa settimana, per Adotta una casa editrice, voglio parlare di DuDag. Qui le mie motivazioni per l’adozione sono anche personali, visto che ho pubblicato un mio libro con loro. A voi i commenti.

CARTA D’IDENTITÀ
Nome: DuDag                                             Schermata-2014-04-15-alle-1 copia

Nascita: ufficialmente anno 2012

Sede: sede legale Aosta

Pubblicazioni: Narrativa, poesie, libri per bambini, saggi, guide e manuali

Distribuzione: online

La prima volta che ho sentito parlare di DuDag è stato grazie a un articolo dell’amica Patrizia La Daga sul suo blog, LeUltime20 (potete leggerlo qui). In realtà lo lessi e incamerai le informazioni, poi non ci pensai più. Era il periodo in cui la Fornero definì i nostri giovani dei bamboccioni e mi colpì con piacere il fatto che dei ragazzi (Lorenzo Baravalle, ideatore di DuDag, nel 2012 era 22enne) non amassero affatto stare con le mani in mano, anzi. Successivamente, chiacchierando in rete con le amiche e gli amici di Svolgimento, blog superseguito in rete del collettivo Tutta colpa della maestra (io amo definirli collettivo, ma loro potrebbero farsi saltare la mosca al naso…), è di nuovo saltato fuori il nome di questa casa editrice. Stavo decidendo cosa fare del mio ultimo romanzo e, su loro suggerimento, li ho contattati e ho inviato il mio manoscritto.

Cos’ha di particolare DuDag? Sono digitali, e questo è un punto di forza ma anche di debolezza, se si pensa a quei lettori che sono irrimediabilmente legati alla carta. E sono social. Lo sono in maniera esponenziale e lo sanno fare, proprio perché giovani (forse) e proprio perché sfruttano al meglio tutto il potenziale che l’era digitale è in grado di offrire.
Qualcuno potrebbe obbiettare che vendono i libri tutti a € 1 e che quindi somigliano molto a una piattaforma di distribuzione. Beh, direi proprio di no. Per prima cosa loro leggono i manoscritti che ricevono e… fanno una scelta. Poi fanno l’editing (leggero, ma lo fanno). Poi convertono i manoscritti in tre formati. Poi fanno promozione. E cosa dovrebbe fare una casa editrice? Il prezzo dei libri è social, come loro, molto vicino ai lettori e alle loro tasche. Ma la cosa più interessante è che coinvolgono gli autori nelle loro iniziative promozionali. Li coinvolgono, non li lasciano soli.

Nel maggio 2012 avevano pubblicato solo sei titoli, e due di questi sono stati finalisti** al Premio Calvino (però, hanno la vista lunga!). Ora sono di più, ovviamente, ma non c’è ressa, non c’è un “mappazzone” di libri difficile da gestire. Pubblicano esordienti e emergenti, e si sa, c’è bisogno di tempo per farli conoscere e apprezzare dal pubblico.

Insomma, DuDag mi piace. E poi hanno un logo accattivante, hanno inventato il DuDy (leggete qui di cosa si tratta) e hanno pubblicato “Quella volta che sono morta”, il mio terzo romanzo. Ah! E sono veloci nelle risposte, che per un autore è davvero tanto.

**Simona Garbarini – Pier Paolo Fiorini

 

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