Lo sguardo vigile di Dio – #6 episodio

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Carmelo Calì era una persona che badava al sodo e, soprattutto, non amava perdersi in inutili convenevoli. Sospinse Don Giulio nel suo ufficio senza troppe cerimonie e chiuse la porta alle loro spalle. – Bene, adesso mi racconti tutto dal principio, e veda di non omettere nulla. – Aprì l’applicazione Notes del suo immancabile iPhone e cominciò a scrivere. Lui non amava i pezzi di carta, perché la sua calligrafia era indecifrabile e perché, sistematicamente, li perdeva. Don Giulio cominciò a raccontare e ben presto Carmelo Calì si fece un’immagine precisa della situazione. C’era un autotreno giunto in piena notte e subito ripartito, c’era Maddalena Vincisguerra, anzi non c’era visto che di lei non si avevano notizie, c’era un cugino lontano della scomparsa, forse rientrato e forse scomparso anch’egli e c’era una busta misteriosa. – Dunque le sue sono solo ipotesi, Don Giulio.
– Ipotesi corroborate dai fatti però. Io, per esempio, di Leonardo non sapevo nulla, ma è un fatto che sia scomparso.
– Ma qualcuno l’ha visto?
– Questo non lo so, ma poco importa visto che di lui non c’è più traccia, giusto?
– Macché giusto, Don Giulio! Io vorrei sapere se qualcuno l’ha visto prima della presunta sparizione. – La faccenda cominciava a ingarbugliarsi.
– Lele ascolta, io so solo ciò che ti ho detto. So che c’è una questione di eredità in mezzo e so che i due non andavano proprio d’amore e d’accordo. D’altronde basta chiedere al Notaio Santini che di certo potrà confermarti tutto. Poi c’è la faccenda della busta. Non pare strano anche a te che un messaggio sia recapitato in questo modo, un po’ come i “pizzini” dei boss? Un camion che si ferma in piena notte per pochi minuti, una donna che scompare e una busta anonima. Credo che dovresti andare a vedere, tu ne hai l’autorità. – Di questa filippica l’appuntato Salemi, appostato nei pressi, aveva colto con chiarezza solo qualche parola, tra cui “pizzini” e “anonima”. Si affrettò quindi a richiamare la sua fidanzata. – Sto arrivando, non muoverti. Ci sono grosse novità ma non posso parlarne al telefono, non è sicuro. –
Mentre Salemi inforcava la moto e si precipitava a rotta di collo verso il lago, Carmelo Calì rifletteva sulle notizie ricevute tamburellando le dita sullo schermo dell’iPhone. Doveva decidere se ci fosse o meno un caso su cui indagare. Era giustamente dubbioso. Scomodare un magistrato di domenica, in estate per giunta, era una responsabilità che ancora non si sentiva di prendersi.
– E va bene. Andiamo a vedere questa busta, tanto ormai la mia gita al lago è definitivamente naufragata.
Chiuse a chiave l’ufficio e uscì, preceduto dal parroco che già sbuffava per il caldo. Per scrupolo il Maresciallo schiacciò il pulsante del telecomando dell’auto e, con suo grande disappunto, l’auto si aprì. “Ma allora tu vuoi giocare! E vedremo chi la vince…” Guardò la Mini decappottabile con sguardo di sfida e si avviò verso la piazza.
(Continua…)

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Lo sguardo vigile di Dio – #5 episodio

snoopysherlockIl Maresciallo Carmelo Calì stava armeggiando con la portiera della sua Mini decappottabile davanti all’ingresso della caserma. L’aveva acquistata da poco, unico sfizio che si era concesso dopo anni di duro lavoro nell’Arma, e ancora non riusciva a raccapezzarsi col telecomando. Continuava a utilizzare le chiavi e, per un ignoto e perverso meccanismo, ogni volta che provava a rientrare in auto questa si bloccava con le sicure per bambini. “Ma porca miseria, avessi figli!” Certo l’occasione c’era stata. Ripensava ancora con struggente desiderio alle curve sinuose e agli occhi di brace di Caterina, la bella figlia del notaio che gli aveva rubato il cuore quando ancora viveva a Caltagirone. Ma allora era un giovanotto spiantato e non poteva offrire nulla alla bella ereditiera. Per questo un giorno decise di arruolarsi. Partì con ancora negli occhi l’immagine del volto di lei devastato dalle lacrime.
– Tornerò presto e ti sposerò, non temere. – Un anno dopo seppe da amici comuni che Caterina era convolata a nozze col figlio del farmacista, e così naufragò il suo sogno d’amore. E ancora non si era ripreso dal trauma.

Don Giulio lo trovò quindi intento a fantasticare sulle sue disavventure amorose mentre, con estrema cura, assestava un calcio poderoso al paraurti anteriore della malcapitata vettura.
– Lele, fortuna che è di gomma, altrimenti avresti fatto un bel danno!
– Buongiorno Don Giulio. Eh, queste scatole moderne. Non ne vuole sapere di aprirsi, porcaccio di un demonio. Con rispetto parlando, ovviamente!
Il parroco si avvicinò al maresciallo per vedere se potesse essere di qualche aiuto, ma dovette desistere. Lui non aveva neppure la patente…
– Eppure non capisco. Secondo le istruzioni faccio tutto nel modo giusto, ma continuano a inserirsi queste sicure. Mi toccherà indagare…
Carmelo Calì, detto Lele, scrollò le spalle in segno di resa. Più tardi avrebbe incaricato il giovane appuntato Salemi, che di certo avrebbe risolto la questione.
– Beh, mi tocca rinunciare al lago stamattina. Lei piuttosto, come mai questa visita?
Don Giulio prese il maresciallo per un braccio e lo trascinò verso l’androne ombreggiato della caserma.
– Vieni, togliamoci da qui che fa caldo. A proposito di indagini, ti vorrei parlare di un fatto strano. – La voce del parroco si era ridotta a un bisbiglio, tanto che il maresciallo dovette mettere la mano a coppa intorno all’orecchio per sentire.
– Che succede? – I fatti strani del paese erano certo affar suo, anche se, a dire il vero, non è che accadesse poi molto da quelle parti.
– Pare che Maddalena Vincisguerra e suo cugino Leonardo siano scomparsi. Forse c’entra la m…
– C’entra la cosa?
– Benedetto ragazzo non farmelo dire, e dai! La m… Hai capito no?
– La m… Ohhh! La mafia? – Il maresciallo Calì aveva una voce tonante, abituato com’era a dare ordini, e proprio non gli riuscì di parlare sottovoce. Per questo l’appuntato Salemi lo sentì, nonostante fosse chiuso nel suo alloggio due piani più in alto, intento a una conversazione via Skype con la sua fidanzata che lo attendeva al lago.
– Ssssttt! Ma vuoi che tutti sappiano? Che già questo è un covo di pettegoli. Non si scherza con la mafia!
– Ha ragione Don Giulio. Bisogna agire con discrezione. Venga, andiamo nel mio ufficio così potrà raccontarmi ogni dettaglio.
L’appuntato Salemi fu svelto a ritrarre la testa dalla tromba della scale da cui si era affacciato. Non voleva si sapesse della sua presenza. – Amore, ti devo lasciare. Finalmente pare ci sia un’indagine importante. Due morti per mafia, capisci? Vado, ti racconto tutto stasera. – E chiuse la comunicazione.

(Continua…)

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