Giorgia Lepore, una Sabot-Autrice alla corte di re Massimo Carlotto.

 

Qualche tempo fa ho pensato che scrivere recensioni fosse un bel modo di ringraziare uno scrittore. Come lettrice posso andare su qualche portale di libri e lasciare un commento che, sono certa, sarà comunque letto da qualcuno e apprezzato. Come scrittrice so che a volte non basta, non basta un grazie intendo. Io credo che un libro bello vada proprio celebrato, vada insinuato nel cuore di altri lettori con parole belle e sincere, e non da critici o da esperti, ma proprio da appassionati. Come alcuni di voi già sapranno io non scrivo recensioni sul mio blog, ma ne scrivo per altri (principalmente per un magazine online in realtà) o almeno per chi me lo chiede. Con Giorgia Lepore mi sono trovata nell’imbarazzo di voler parlare di ben due libri senza dire troppo, così è capitato che in un gruppo social molto molto attivo abbia trovato le parole giuste per un doppio consiglio di lettura e che la responsabile di un blog mi abbia chiesto di scrivere qualcosa di più “consistente”. Va bene, sto scrivendo un sacco di frasi complicate, ma è solo perché vorrei portarvi piano piano al momento in cui metto il link all’articolo su Giorgia, vorrei bendarvi e confondervi le idee in modo da non avere neppure un assaggio delle mie sensazioni. Impossibile…

Ecco dunque cosa penso io di “I figli sono pezzi di cuore” e “Angelo che sei il mio custode”. Ospite del blog Babette Brown legge per voi, che per una volta mi ha ceduto lo spazio, vi racconto questi due libri noir che vanno letti nell’ordine in cui li ho proposti, come ho fatto io.

Ho incontrato, virtualmente e personalmente, Giorgia Lepore poco tempo fa. In autunno mi sono ritrovata a commentare il post di un’amica (reale), fine lettrice e scrittrice, che raccontava le proprie sensazioni sull’ultima pubblicazione della collezione Sabot/Age di Edizioni e/o, e io che seguo la suddetta collezione (e il collettivo prima) da diverso tempo grazie all’ideatore Massimo Carlotto, mi sono incuriosita. Perché mi ero “lamentata” spesso con Carlotto del fatto che Sabot/Age non avesse donne al suo interno e perché stavolta, dal post che stavo leggendo, pareva proprio che una donna fosse finalmente entrata in quel magico Olimpo. La mia amica ha invitato me e Giorgia a fare conoscenza e, senza mezzi termini, mi ha detto: “Ora ti leggi I figli sono pezzi di cuore, per cominciare, che tra un po’ esce quello nuovo per Sabot/Age, e non te lo puoi perdere, giusto? Ti piacerà da morire, lo so”. Io seguo sempre i consigli di quella mia amica, a occhi chiusi, e per fortuna… [Continua a leggere…]

 

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Carlotto e de Cataldo, le rockstar del noir e del crime, insieme per presentare Il Turista.

Un mese di assenza dal mio blog non è pensabile, ma la vita reale a volte richiede attenzioni particolari, che non consentono distrazioni di sorta. E poi, come ho già avuto modo di dire, non si può scrivere giusto per fare esercizio sintattico (quello possiamo mantenerlo privato), bisogna avere qualcosa di interessante da dire.

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Ora bando alle ciance e alle giustificazioni, è giunto il momento di raccontare qualcosa, si torna in piena attività. Venerdì scorso ho ripreso la piacevole abitudine di partecipare a un evento letterario e sono andata alla mia libreria del cuore qui a Roma (ne ho tante altre nel cuore, ma Pallotta resta il mio primo amore), dove ho incontrato Massimo Carlotto. E dov’è la novità? direte voi, visto che negli ultimi anni vai sempre ai suoi incontri? (questa frase scritta così è sintatticamente orrenda, ma non la correggo perché rende bene l’idea, i puristi se ne faranno una ragione). La novità è che all’incontro per la presentazione del nuovo romanzo, Il Turista (Rizzoli) c’era anche Giancarlo de Cataldo, l’autore di Romanzo Criminale per intenderci. Occasione troppo ghiotta per mancare! Come ho avuto modo di scrivere in un tweet, era come avere Springsteen e Bono Vox nel soggiorno di casa ad esibirsi in una jam session. Carlotto e de Cataldo sono, per me, le due rockstar italiane (ed europee) del noir e del crime: un godimento.

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Per prima cosa sono molto simpatici. Tanto che, per la prima volta da quando frequento questo tipo di incontri, il pubblico si è lasciato andare a domande e interazioni interessanti che hanno animato la seconda parte della serata. Il Turista è stato presentato come un thriller, che si discosta dal genere solito di Carlotto, quel noir hard boiled del nord est italiano che io amo tanto e che ha dato vita all’Alligatore.

“In realtà in questo romanzo c’è un po’ di thriller, un po’ di noir e un po’ di spy story, quindi un mix che non è facile racchiudere in un unico genere. Ma io scrivo così, come mi viene, lascio agli altri le definizioni e le categorizzazioni.”

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Questo afferma Carlotto, e io gli credo e sottoscrivo perché oggi, con la realtà che spesso supera la fantasia, così complessa e multiforme, scriverne anche se in versione romanzata fa prescindere dai canoni comuni. Certe storie non si “imbrigliano”.

“L’unica cosa che si può raccontare de Il Turista è che si svolge a Venezia e che i protagonisti sono due: un serial killer psicopatico e un investigatore ex poliziotto (bravo) corrotto.”

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Giancarlo de Cataldo esordisce così, eppure in queste “due righe due” di presentazione c’è già tutto. Altro che sinossi, altro che tecniche di vendita editoriale! Uno spot straordinario che dice ciò che serve al lettore per affascinarlo, incuriosirlo, catturarlo direi. Premetto che non ho ancora letto il libro, ma i miei neuroni da detective sono in fibrillazione…  Carlotto ci dice qualcosa in più sui due protagonisti, ma giusto due piccoli dettagli, per rendere più succosa l’attesa. Il Turista (il serial killer per intenderci) colpisce in luoghi sempre diversi, non firma i suoi delitti e, di mestiere, fa il musicologo anche se di musica non capisce nulla (sembra quasi di sentire in sottofondo qualche nota disperata di blues…). Il detective, Pietro Sambo, ex capo della Omicidi, ha commesso il grave errore di farsi corrompere e di essere stato scoperto, quindi è in cerca di un’occasione per risollevarsi e riabilitarsi. Bene, cari amici, direi che gli ingredienti per invogliarvi a leggere ci siano tutti. Io sono sufficientemente intrigata.

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Il dibattito finale ha toccato, tra le altre, una tematica molto interessante almeno per me: si può scrivere sulla base del gusto dei lettori? Ora, nessuno ha certo voluto chiedere a Carlotto o de Cataldo se sia giusto o meno scrivere seguendo le mode: non credo che un autore di noir potrebbe  cimentarsi in un fantasy o nella narrativa rosa, anche se mai dire mai. È una questione di capacità espressiva, di linguaggio, di trovarsi bene indossando un certo abito piuttosto che un altro, non si può davvero essere scrittori omnicomprensivi. La questione che invece si è affrontata si è rivelata più interessante. Non ricordo chi dei due autori – credo entrambi – abbia affermato che il gusto del lettore cambia, periodicamente, e questo è inevitabile considerando la vasta offerta editoriale che c’è oggi. Ci sono periodi in cui i best sellers sono prevalentemente fantasy, altri in cui si legge solo fantascienza, altri ancora in cui i thriller la fanno da padroni. Poi si ricomincia, e le classifiche – da prendere con le pinze – sono espressione di questi gusti mutevoli. Mai pensare che una classifica possa essere indice di qualità. Ecco, mi è piaciuta molto questa dichiarazione che colloca la posizione di una certa editoria italiana, quella preda delle fascette e dei premi pilotati, esattamente dove deve stare: sull’orlo di un baratro. Perché un fatto è certo, ci saranno sempre autori che scriveranno i diversi generi letterari e che, per un caso, per la situazione contingente, perché hanno pubblicato il loro libro in quel momento lì e non in un altro, riusciranno a vendere migliaia di copie e si griderà al fenomeno. Quanto poi queste storie – e coloro che le hanno scritte – potranno durare nel tempo, beh questa è un’altra faccenda, che attiene a quella qualità in mancanza della quale, fino a prova contraria, il lettore punisce severamente.

Ringrazio queste due rockstar (o blues star, come qualcuno ha sottolineato) per essersi lasciati andare a queste chiacchiere tra amici, perché questo sono state, e concludo con due notizie non ufficiali trapelate a fine serata. Ci sarà un seguito de Il Turista? Carlotto ha chiosato un po’, ma pare che sia quasi inevitabile proprio per il genere letterario che ha affrontato. La seconda notizia, ventilata, sussurrata da de Cataldo, è che potrebbero esserci “aperture” televisive o cinematografiche. E noi facciamo partire il toto-attori.

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