Adotta una Casa Editrice: questa settimana Miraggi Edizioni

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Questa settimana, per Adotta una casa editrice, voglio parlare di Miraggi Edizioni. Qui le mie motivazioni per l’adozione. Mi aspetto i vostri commenti. Ah, lo dico ora e per sempre: in questo blog non c’è posto per le EAP, quindi ogni CE adottata è rigorosamente non EAP.

CARTA D’IDENTITÀ                                                            logo_miraggi_369x79_due
Nome: Miraggi Edizioni

Nascita: ufficialmente febbraio 2010

Sede: Torino

Pubblicazioni: Narrativa, poesie, libri per ragazzi, saggi, libri di viaggio

Distribuzione: CDA

Come autrice non ho mai avuto alcun rapporto con Miraggi Edizioni (mai dire mai…), ma come lettrice la conosco bene. Si tratta di una CE indipendente, giovane, dinamica e molto professionale. Perché mi piace? Perché si vede subito la passione che c’è dietro ogni libro pubblicato. Editing curatissimo, impaginazione perfetta, copertine straordinarie. E pubblicano anche esordienti. Sì, sono editori che sognano di scovare un talento dietro l’ultimo manoscritto ricevuto. E osano. Tra i loro libri si trovano anche poesie e racconti, e storie di viaggi, e libri per bambini, e manuali sportivi, e saggi romanzati, un po’ diversi dal solito ma forse per questo più accessibili.

Tra i loro autori di punta ho amato e amo tutt’ora Guido Catalano, poeta sui generis che deve essere letto almeno una volta nella vita, per trovare qualche risposta a qualche perché. E per ridere di gusto. Tra i narratori ho assistito all’esordio di Elvio Calderoni e di Alessandro Cinquegrani (finalista al Calvino 2012) e di Arianna Gasbarra, l’autrice di Requiem del Dodo (sì, proprio quello…). Insomma esordi notevoli. Hanno un bel catalogo alla Miraggi. Quelle copertine foderate di carta da pane poi…e hanno anche pubblicato Fenomenologia di Youporn, di Sgambati, forse uno dei pochi saggi che sono riuscita a leggere. Hanno anche pubblicato dei racconti stupendi di Luca Ragagnin, ma questa è un’altra storia perché Luca non è certo un esordiente. Miraggi… che nome. Potrebbe sembrare un controsenso, perché un miraggio è qualcosa che non esiste in realtà, un’illusione. Invece loro trasformano le illusioni, i sogni, in una realtà/libro davvero bella. Ecco, loro sono una Casa Editrice proprio come immaginavo che dovesse essere. Organizzano le presentazioni per i loro autori, pensate un po’. Magari non tantissime, però speciali, sempre con qualcosa di diverso. E poi vanno alle fiere. E fanno comunicati stampa. E poi distribuiscono con CDA (uno dei migliori distributori nazionali), e lo fanno sul serio, anzi, se qualche libreria è sprovvista si fanno in quattro per inviare subito le copie. Da quando hanno cominciato, quattro anni ormai, hanno pubblicato circa 30 titoli. Non tantissimi, ma da sfogliare, uno per uno, per stupirsi sia delle loro scelte, così accorte, così particolari, così felici, sia della cura con la quale questi libri sono confezionati.

Troppo brodo di giuggiole, state pensando? Beh, una volta che si trova qualcosa di realmente valido nell’editoria perché non parlarne? Ma una piccola critica la devo fare (la perfezione non ci piace). Davvero poche, pochissime “quote rosa”. A parte la Gasbarro già citata e un altro paio di nomi, la tendenza pare sia quella di pubblicare prevalentemente libri di maschietti. Ecco, la mia esortazione va all’editor, al direttore editoriale, al direttore commerciale: leggete manoscritti di donne, e non solo per equità, ma per il fatto che le donne sono grandi lettrici…

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da “Innocenza, che mi insegnò la vita”

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Immagine presa da qui

Un piccolo dono per voi, per cominciare l’anno nuovo con “qualcosa di nuovo”, un frammento del romanzo che sto scrivendo.

da “Innocenza, che mi insegnò la vita”

Gli uomini sono creature strane. A volte girano intorno agli eventi senza mai prenderne coscienza. Se c’è qualcuno di loro che va in profondità non lo dà a vedere, quasi che fosse disdicevole mostrare qualcosa di più di una semplice linea retta nel percorso sublime che il pensiero fa dalla testa al cuore. Eppure sono così tante le deviazioni possibili. E così interessanti. Bisognerebbe intercettare le loro elucubrazioni mentali in un qualunque momento della loro vita e provare a decifrarle, sarebbe un esercizio illuminante. “Gli uomini, quelli giovani, quelli che hanno visto comparire il primo solitario pelo sul mento, quelli che hanno superato l’esame pratico per la patente, quelli che dell’acne hanno ormai solo le cicatrici ma ancora portano l’apparecchio per i denti. Gli uomini, quelli adulti, quelli che riescono a distinguere una femmina umana da una animale di altra specie, quelli che hanno deciso che il dopobarba di Kenzo ha l’aroma giusto per l’acchiappo, quelli che hanno sostituito gli slip con i boxer e hanno pure ricambiato idea, quelli che “un weekend ad Amsterdam fa fico e non può mancare nel CV”. Gli uomini, quelli maturi, quelli che hanno trovato un lavoro e sognano di partire ogni fine settimana perché c’è “bisognodirelax” contro lo stress, quelli che scrivono cia’ anziché ciao perché fa giovane, quelli che invitano una donna a prendere il tè perché è elegante e c’è tempo fino a sera per studiare la situazione, quelli che la palestra se la sono comprata perché andarci soltanto non è sufficiente.” 

Lucia si appisolò con queste riflessioni che pian piano sfumavano nell’oblìo della siesta pomeridiana, perdendo consistenza. L’ultimo pensiero cosciente fu “Devo leggere YouPorn di Sgambati. Forse alla fine avrò qualche risposta.”