#PiùLibri14 Il mondo oggi ha bisogno di scrittori, non di mercanti.

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Alla fine questo resta: una speranza. Che si ricostituisca una “società letteraria” in cui ci si confronti sulle teorie, le idee, il libero pensiero. Un luogo in cui gli scrittori si possano incontrare per riconoscersi come “simili” e raccontare il loro tempo perché ne resti memoria. Il mio resoconto finale di Più Libri Più Liberi 2014 e il mio augurio per tutti che questa speranza diventi realtà.

Cosa resta di Più libri più liberi? Forse una nuova idea di “società letteraria”.

A Fiera ultimata cosa resta di tante parole, sguardi, incontri, intrecci di storie su carta che si sono mescolati per cinque giorni a Roma? Sarà un caso, ma per quanto mi riguarda ho verificato la presenza di un flebile soffio di pulizia, almeno per quanto concerne l’editoria.
Tra gli stand (molti molti di meno delle passate edizioni) erano ancora presenti le EAP (Editori a Pagamento), immancabili foraggiatori di eventi come questo. Ma in fondo loro possono permetterselo, che i fondi per pagare la loro presenza al Palazzo dei Congressi sono generosamente versati dagli incauti autori che pubblicano. (Leggi tutto…)

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La narrazione breve e le sue suggestioni a #PiùLibri14

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Cosa accomuna tutti questi scrittori nel Caffè Letterario di #PiùLibri14? I racconti. Questa narrazione breve che in Italia pare non abbia il grande seguito che ha all’estero, ha invece una sua suggestione e un suo perché molto profondo. Può essere occasionale, come accade agli autori sotto sequestro durante il Festival di Ventotene “Gita al Faro”, e quindi diventa opportunità di introspezione. Oppure può essere una scelta ben precisa, una necessità, un modo per raccontare in uno spazio ristretto le storie e le vite di persone che vivono spazi ristretti, che siano essi luoghi o le loro anime.

In questi due resoconti ho provato a spiegare ciò che ho capito dell’arte del racconto breve. Spero che lo capiate anche voi.

A Più libri più liberi le donne si ritrovano, come nelle sere d’estate, e ci raccontano la loro “Gita al Faro”

Il Caffè Letterario di Più Libri Più Liberi è un luogo di incontri spesso piacevoli, altre volte un po’ noiosi, diciamolo, ma sempre e comunque interessanti. Sabato 6 dicembre ho partecipato a un incontro felice, come fare quattro chiacchiere tra donne, magari amiche, magari complici… E le chiacchiere mi hanno condotta in mezzo al mare. (Leggi tutto…)

 

Più libri più liberi. Gli scrittori di racconti amano “rileggere”. La narrativa breve spiegata da Raimo e Cognetti

Domenica mattina al Caffè Letterario di Più Libri Più Liberi c’era proprio tanta gente ad attendere Christian Raimo e Paolo Cognetti. I due scrittori di racconti avrebbero svelato perché si sceglie la narrazione breve anziché quella più confortevole legata al romanzo.
Io, lo confesso, ero curiosa di vedere Cognetti. Raimo lo avevo già incontrato al Salone del Libro di Torino, lo seguo su Minima&Moralia, quindi potevo ritenermi soddisfatta. (Leggi tutto…)

…allora l’editoria dovrà morire? Il “selfpublishing” a #PiùLibri14

Più Libri Più Liberi 2014 - Palazzo dei Congressi - Roma

Più Libri Più Liberi 2014 – Palazzo dei Congressi – Roma

Certo che no! Ma… viviamo un periodo di transizione, caotico, e moriranno certo, alla fine, gli “editori a strascico”, quelli che fanno del solo business lo scopo del loro pubblicare. Più Libri Più Liberi 2014 comincia col “botto” e si parla anche del selfpublishing, quello di qualità. Ve lo racconto qui, su Art a Part of Cult(ure). A voi i commenti…

A Più libri più liberi 2014 il sonno dell’editoria genera autori.

Prendo in prestito il titolo dell’incontro che si è svolto nella Sala Turchese del Palazzo dei Congressi a Roma, perché credo sia il riassunto perfetto di quanto avviene da diverso tempo ormai nell’editoria italiana. Ma partiamo dal principio.

La kermesse romana di Più Libri Più Liberi  è giunta ormai alla tredicesima edizione: lunga vita alla piccola e media editoria. Eppure la sensazione forte che si ha arrivando al Palazzo dei Congressi, è che la partecipazione sia notevolmente diminuita rispetto allo scorso anno. C’è come un senso generale di desolazione, sicuramente gli espositori sono di meno, le facce sono stanche già il primo giorno e il programma proposto è scarno e non molto accattivante. Si respira “crisi”.  (Leggi tutto….)

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