I bei libri di Fazi: Willa Cather e il “suo” nemico mortale

Il mio primo post di settembre è una recensione. Ho letto questa estate un bellissimo libro ripubblicato da Fazi, “Il mio nemico mortale” di Willa Cather e, come sempre mi accade, mi sono buttata tra le righe alla cieca. Non conoscevo la Cather, non mi ricordavo la sinossi e non avevo ancora visto la copertina. Meglio così, ultimamente questa tecnica folle sta portando ottimi risultati.

Un romanzo davvero molto bello, molto moderno e molto ricco di sfumature. L’unica cosa che mi dispiace è che l’autrice sia morta da tempo, perché mi sarebbe piaciuto dialogare con lei, scoprire come ha vissuto “dentro” il mondo letterario e giornalistico agli inizi del novecento, lei che ha vinto un Pulitzer, lei che si è fatta largo in un ambiente prettamente maschile e ha vinto.

Ma bando alle ciance: eccovi la mia recensione pubblicata, come sempre, su Art a Part of Cult(ure). A proposito, guardate bene la copertina e non lasciatevi trarre in inganno: io la trovo bellissima e assolutamente perfetta per la storia raccontata.

 

Willa Cather e l’inquietudine di vivere nel suo bellissimo romanzo Il mio nemico mortale.

Willa Cather ci ha messo poche righe di incipit a smentirmi, e ne sono lieta. Come già era accaduto con Radclyff Hall e la sua Sesta beatitudine, nel romanzo Il mio nemico mortale, scritto dalla Cather nel 1925 e ripubblicato da Fazi con la traduzione di Stefano Tummolini, si colgono una modernità e una contemporaneità che sembrano stridere con l’immaginario comune relativo a quell’epoca.
La Cather, in questo romanzo breve, si colloca perfettamente in quella corrente letteraria che appartiene al realismo psicologico, raccontando i dolori nascosti, le frustrazioni, di una società in continuo e rapido cambiamento, senza eccessivi pudori ma utilizzando un garbo e una grazia nello stile che rendono la lettura leggera, nonostante tutto. [Continua a leggere…]

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Francesco Muzzopappa mi ha rinfrescato l’estate.

Manco da un po’, nel senso che ad agosto non ho pubblicato nulla, ma sapete che la salute, le vacanze, la vita, richiedono tempo e dedizione. Forza che adesso si recupera! E si comincia alla grande con la recensione, pubblicata oggi su Art a Part of Cult(ure), dell’ultimo romanzo di Francesco Muzzopappa, “Dente per dente”.

Ora, cosa vi posso anticipare? Diciamo che è scritto davvero bene, che si ride e non solo, che ci si immedesima, che i protagonisti sono personaggi che abbiamo sicuramente incontrato almeno una volta nella vita. Diciamo che vi consiglio di leggerlo perché vi farà sentire leggeri. E pure soddisfatti. E diciamo anche che racconta di una vendetta…

Qui le prime righe della recensione.

Dente per Dente di Francesco Muzzopappa. E la vendetta è servita.

In queste giornate infuocate dal perfido Lucifero meteorologico ci voleva proprio la lettura rinfrescante e piccante del nuovo romanzo di Francesco Muzzopappa.
Dente per Dente, pubblicato da Fazi, è il racconto della realizzazione di un sogno biblico, una vendetta programmata, comandamento dopo comandamento, per raggiungere il sacrosanto risarcimento morale, la soddisfazione. Ooohhh!!! In genere, si dice, questo genere di vendette lasciano l’amaro in bocca, ma secondo me sono solo dicerie atte a far desistere chi vuole, giustamente, sfogare la propria ira. [Continua a leggere…]

Leggere e recensire: la Venetia medievale di Tiraboschi è un incanto

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Come sapete scrivo recensioni per una rivista culturale online, Art a Part of Cul(ture). Per questa ragione mi ritengo particolarmente fortunata, perché ho la possibilità di scegliere libri appena usciti o in uscita, proposti alla rivista direttamente dalle CE ma senza alcun obbligo. Insomma, non sono costretta a parlarne bene. Ultimamente mi capitano molti romanzi della Edizioni e/o, che si contraddistingue, a mio avviso, per l’ottima linea editoriale e per l’editing impeccabile.

Stavolta ho scelto “La Bottega dello Speziale”, ultimo romanzo di Tiraboschi che, sinceramente, conoscevo più come sceneggiatore che come scrittore. Sono stata attratta per prima cosa dal titolo: tutto ciò che attiene a spezie, intrugli, faccende misteriose che solo una bottega può celare, mi attira, c’è poco da fare. Se poi a questo aggiungiamo che tutta la storia si svolge nella Venetia del 1118… Mi aspettavo un romanzo storico, di quelli poderosi, e ho trovato un noir straordinario. Anzi, un hard boiled.

Leggetelo, tutto d’un fiato, andate oltre l’inizio lento e apparentemente sonnacchioso. Lasciatevi trasportare tra le calli maleodoranti e trasformatevi in detective, sarà un’avventura indimenticabile. Ne parlo qui, su Art a Part of Cul(ture)

Un noir tra le calli della Venetia medievale. Roberto Tiraboschi ci conduce con maestria ne La Bottega dello Speziale.

Roberto Tiraboschi è un eccellente autore e sceneggiatore. Lo si capisce leggendo le sue descrizioni dei luoghi, mai pesanti e noiose, al contrario minuziose, dettagliate, come una fotografia ad alta definizione di luoghi e cose. Descrizioni necessarie per raccontare di epoche lontane, di cui non abbiamo memorie visive se non nei dipinti. La bottega dello Speziale (Edizioni e/o), ideale prosieguo dell’opera precedente del Tiraboschi, La pietra per gli occhi (sempre ed. e/o), ci conduce nella Venezia del 1118, ma attenzione a definirlo semplicemente romanzo storico. Di storico c’è l’epoca, l’ambientazione, il linguaggio, e non oso neppure immaginare la mole straordinaria di ricerca che c’è dietro. Una dovizia di particolari, una tale precisione nel descrivere la città lagunare ai suoi albori, gli odori, l’atmosfera cupa e malsana, che il lettore può certo pensare di aver fatto un salto temporale e di essere lì. O che almeno ci sia stato l’autore. (continua a leggere…)

Anna è in ogni #Sud del mondo

cover_alta-571x800Che strano giorno è oggi. Un giorno in cui il Sud è presente ovunque il mio sguardo decida di posarsi, con la sua poesia, i suoi colori, la sua musica, con la sua gioia e i suoi dolori.

Anna è una donna del sud Italia, ma da nessuna parte, in nessuna frase del romanzo, ho mai scritto dove si svolga la sua storia. Perché chi è nato o ha vissuto abbastanza a lungo nel Sud per capirlo, può decidere di ritrovarsi, di riconoscersi e di fare suoi quei luoghi di cui narro.
Lo scrissi, tempo fa, in un racconto “cos’è” per me un paese del Sud (qui), e ho provato a riproporre quell’emozione in questo romanzo. Non è dunque strano che la prima recensione di “Anna” la collochi in Sicilia. Va bene, se così l’ha interpretata il recensore. Anna è Sicilia, è Calabria, è Puglia, è Campania, è tutto ciò che c’è da Roma in giù. Anna è appassionata e calda, e forse da oggi avrà questo “imprinting” siciliano che non le sta affatto male, anzi… Le storie, i personaggi che le animano, sono di chi li legge.

Barbante, De Luca, Kundera

Da molti mesi ormai leggo solo saggi – questioni di aggiornamento professionale, che volete farci – e non di argomento letterario. Il tempo se ne va così, e mi tocca ringraziare chi aspetta pazientemente che io legga le sue cose, o gli amici che mi suggeriscono titoli che io riesco a farmi regalare (nuovi) a mesi di distanza. Prometto che ricomincerò a scavare meglio nella mia libreria. Tanto, son promesse da critico letterario. (continua a leggere…)

Recensione a “tutto tondo”

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D’estate, è risaputo, si legge di più. Le ore di luce aumentano, la voglia di stare svegli anche, e allora bisogna pur riempirlo questo tempo che avanza, no? C’è chi sta fuori fino a tardi, chi si rimbecillisce davanti alla TV e chi, per fortuna, apre un libro e lo legge senza ansie. Leggereonline news è una rivista ormai storica, condotta con maestrìa e competenza da due giornaliste e scrittrici, Flaminia P. Mancinelli e Marinella Zetti.

E questa è la recensione/intervista/articolo che hanno pubblicato su di me e sulle cose che scrivo, con una particolare attenzione all’ultimo romanzo, Quella volta che sono morta, e al mio editore DuDag. Grazie!

Quella volta che sono morta

 

 

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Il romanzo breve di Cetta De Luca è originale e ben scritto. Per conoscere meglio l’autrice le abbiamo rivolto alcune domande sulla sua opera, sul self publishing, sui progetti futuri.

 

 

Ho incontrato Cetta De Luca e le sue scritture sul Web, per caso. È stato all’incirca tre anni fa e io le proposi di leggere il suo Colui che ritorna, il romanzo breve che aveva appena pubblicato. In seguito è stata la volta di Nata in una casa di donne e proprio in questi giorni ho letto il suo ultimo lavoro: Quella volta che sono morta. Questo per dire che con questa autrice ho potuto adottare una metodologia di lettura che mi è particolarmente cara: seguirne l’evoluzione attraverso le scritture. [continua a leggere…]

Come conquistare un lettore

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Immagine presa da qui

Quando ho letto questa recensione assolutamente spontanea, ho riso molto. Perché l’antefatto c’è, è tutto vero, ma alcuni dettagli andrebbero interpretati diversamente. Ricordo bene quel pranzo a Firenze: conoscevo solo una persona, gli altri 28 erano amici virtuali (e neppure tutti…). Ho colto l’occasione di incontrare dal vivo le “voci scriventi” con le quali scambiavo opinioni, a volte al vetriolo, sul web, e ne sono stata felice. Il Comizietto era tra loro e si è “beccato” il mio libro. Non ho mai chiesto una recensione (non lo so fare) ma un’opinione sì, magari in privato. Lui (loro) ha fatto di più, e di questo lo ringrazio. Perché con ciò che ha scritto ha scardinato quell’idea preconcetta che molti lettori hanno: questo non lo leggo perché non è il mio “genere”, quindi non mi piace. E questo è molto di più di quanto uno scrittore possa desiderare.

La recensione è questa:

[libro] Nata in una casa di donne

Autrice: Cetta De Luca
Titolo: Nata in una casa di donne
Voto: 7/10

Devo ammettere: ho iniziato a leggere questo libro pieno di pregiudizi. Ma forse è utile sapere come è arrivato sul mio comodino; di certo non l’avrei mai comprato di mia spontanea volontà. (Continua a leggere…)

Video recensione con gallo canterino.

illibrodelmartedì
Il Libro del Martedì (non ho ancora capito perché del martedì) le recensioni le fa così: video recensioni. E’ un gruppo di “grandi lettori”, appassionati e folli, che scelgono, leggono, consigliano e si scambiano libri. E fanno anche recensioni negative! Proprio perché li amano, i libri intendo, trovano giusto evitare ad altri quelle che considerano “cattive esperienze letterarie”. Fanno da filtro insomma.

In questa recensione ci sono alcuni elementi assolutamente da non perdere:
1) Il sottofondo musicale di gallo canterino e cane che abbia (e non morde)
2) Lo speciale punto di vista di Giovanni Garufi Bozza (il lettore che ha recensito)
3) L’incredibile paragone con Calvino
Eccola qui:
Video recensione Nata in una casa di donne