#Retroscena #Vita da scrittrice – E luce fu

La luce, l’energia elettrica intendo, può mancare essenzialmente per tre motivi: perché hai dimenticato di pagare la bolletta (meglio pagarla dunque), perché è inverno e c’è un nubifragio in corso, oppure perché è estate, fa un caldo pazzesco e tutti accendono ventilatori e simili.
Ecco perché una scrittrice deve conoscere tutti i metodi empirici per continuare imperterrita il suo lavoro.
Ora, io sono fortunata (o forse ho fatto una scelta strategica) perché per scrivere utilizzo un portatile che ha una batteria.
Ma…scrivo di notte, generalmente, e questo dettaglio può vanificare tutte le mie strategie quando manca la corrente.

La scorsa notte ero impegnatissima, tutta presa da una trama coinvolgente che aveva travolto i miei personaggi, concentrata e appassionata perché volevo a tutti i costi sapere come si sarebbero evoluti gli eventi (perché loro, gli eventi, si evolvono da soli), quando mi sono ritrovata al buio. Panico. Il pc era acceso (benedetta invenzione della batteria) ma mi dava un’autonomia di poco più di un’ora.  E comunque c’era un buio del cavolo, quindi ho fatto l’unica cosa possibile:
Ho acceso tutte le candele

Candele

Candele

Gran fatica, ma ne valeva la pena. E poi vuoi mettere l’atmosfera?

 

#Retroscena #Vita da scrittrice – Vintage

Oggi non potrei più fare a meno della tecnologia per scrivere. Mi sentirei persa senza il mio pc o il mio IPhone (che utilizzo indebitamente come block notes). In realtà non mi ricordo quasi più come si scrive con la penna e, quando sono costretta a farlo, non capisco neppure la mia calligrafia. Mi esercito inutilmente a firmare autografi spesso illeggibili (i miei fan accaniti meritano una firma e dedica come si deve visto che comprano i miei libri…), ma la velocità che ho acquisito con la tastiera è impareggiabile.

Eppure…eppure una volta carta e biro erano i miei migliori alleati. Scrivevo ovunque, e ne ho le prove.

Carta intestata degli hotel

Qui ero a Montreal in Canada

Qui ero a Montreal in Canada

 

Block notes e post it

fogli_06 

Comande del ristorante

Quando nelle comande del ristorante c'era scritto:Coperti. Preistoria.

Quando nelle comande del ristorante c’era scritto:Coperti. Preistoria.

Un accumulo di carte di ogni dimensione che conservo come reliquie. E ogni tanto vi attingo, con nostalgia e sorpresa, ritrovando la scrittrice che ero. Romantica, come questi fogli ingialliti dal tempo. Qualcuno direbbe vintage.

Il vintage di una scrittrice

Il vintage di una scrittrice

#Retroscena #Vita da scrittrice #dettagli

Se vuoi scrivere un libro che parla di un periodo storico, c’è poco da fare: ti devi documentare.

Perché puoi star certa che storiografi, esperti di qualcosa, appassionati e, magari, pure qualcuno che in quel periodo c’era, ti faranno le pulci. Non si può barare, insomma.

Quando ho scritto il mio primo romanzo, Colui che ritorna, di ricerche ne ho fatte un sacco in 21 giorni.

Ho passato ore a spulciare libri di storia

Tanti tanti libri di storia

Tanti tanti libri di storia

Ho visitato i luoghi e visto i dipinti dell’epoca

Palazzo Franese di Caprarola (VT). Bello eh? Andateci.

Palazzo Franese di Caprarola (VT). Bello eh? Andateci.

Ho fatto man bassa della grande risorsa virtuale che è Wikipedia con risultati come questi (94 pagine di ricerca solo sul web!!! Un altro libro praticamente)

Due delle 94 pagine di ricerca

Due delle 94 pagine di ricerca

Altre due pagine di ricerca

Altre due pagine di ricerca

Insomma, una gran fatica, ma ne è valsa la pena. La prossima volta magari scriverò un fantasy…

#Retroscena – #Vita da scrittrice

Io scrivo di notte. Anche di giorno in realtà, in luoghi magari inconsueti (ho scritto un libro tutto sull’IPhone in metropolitana), ma la notte è il momento migliore. Non ci sono interferenze tra me, le parole e la storia. Siamo soli e ci diamo alla pazza gioia.

Qui potete vedere i retroscena di una notte passata a scrivere col sostegno indiscusso di alcuni “amici”.

Il mio pc

Il mio pc

Il mio pc

Il mio cantuccio dello scrivano

Qui è dove scrivo

Qui è dove scrivo

E questi sono gli “amici”: caffè (tanto), sigarette (troppe) e occhiali (fanno tanto scrittrice impegnata…)

Le ho contate. Sono 15. Troppe sì.

Le ho contate. Sono 15. Troppe sì.

Trovo che sia tutto molto romantico, in ogni caso. E inoltre ho trovato un nuovo utilizzo per il tappetino del mouse. E questo non è poco.