C’è tempo…

C’è un tempo per amare, c’è un tempo per soffrire. E poi c’è anche un tempo per perdonare. Forse è proprio questa la storia di “Anna”, che arriva adesso, per Natale.

Anna_coverSuggerisco questo ascolto (qui), così vi fate un’idea.

E tanti auguri, a tutti!

 

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#BreakingNews

Breaking_News

Come già precedentemento annunciato su altri canali online, vi informo che l’episodio di oggi de “Lo sguardo vigile di Dio” non andrà in onda per motivi contingenti. In realtà ho cooptato il fumettista Luca Lunati per terminare, a tempo di record, il racconto inedito con vignette a colori (acquarello) “Il Maresciallo innamorato”. Si tratta di uno spin off a puntata unica e, se avete voglia di leggerlo, chiedetemelo via email (basta iscriversi al mio Circolo Letterario, su in cima alla home page del blog a destra, sotto la mia bellissima foto).

Per tutti coloro che si trovano a Roma e dintorni poi, il 19 dicembre, in occasione della presentazione del mio nuovo romanzo “Anna” (Watson Edizioni – Libri & Bar Pallotta/Ponte Milvio – ore 19), regalerò la versione cartacea del racconto. Edizione limitatissima. E ci sarà anche l’autore dei disegni. Ora lo sapete!

 by Luca Lunati

by Luca Lunati

Annapallotta

Quella volta che sono morta

Oggi è nato il mio nuovo romanzo. L’ha pubblicato in versione digitale DuDag, una casa editrice molto innovativa. Pare si siano commossi quando hanno letto il manoscritto. Questo romanzo fa anche sorridere, e ridere. Insomma, è un po’ come uno schiaffo e una carezza, che poi è come la vita, che poi siamo noi. Sto ancora decidendo a che genere appartiene. Sicuramente si tratta di narrativa, poi mi fermo lì. Perché è introspettivo, è divertente, è formativo, è riflessivo, è surreale, è molto ironico. Ecco, ora trovatemelo voi un genere!

coverIntanto costa davvero poco, siamo in tempo di crisi e bisogna essere parsimoniosi. Poi la copertina è in pieno stile NoBrandArt (voi che mi seguite sapete cosa significa). Bisogna solo sfogliarlo. E poi i ragazzi di DuDag hanno questa cosa geniale che si chiama DuDy. Non è una sinossi, e neppure un’anteprima. Si tratta di un invito per un viaggio, come se l’autore vi prendesse per mano e vi aprisse il portello dell’aereo. In ogni caso una novità.

Il libro lo potete scaricare qui
Poi, parlatene in giro, così, per fare dispetto a qualcuno.

 

 

Retroscena – Vita da scrittrice. Cominciare un nuovo romanzo.

In genere io scrivo di getto. Così, come quando mangio. Mi tuffo nella storia e me la godo scrivendola. Quando mangio in questo modo i risultati sono disastrosi. I pentimenti sono tutti contenuti nelle diete che seguono queste mie compulsività.  Quando scrivo invece son soddisfazioni.

Scrivere di getto implica una serie di scelte immediate. La trama deve essere ben presente, sempre, e i personaggi devono essere molto delineati. Le ricerche storiche, se necessarie, si fanno in corsa e si rilegge di continuo e dal principio tutto quanto si è già scritto, per evitare incoerenze, sbalzi temporali, errori narrativi. Sono questi i casi in cui io non dormo. Scrivo di continuo, per non perdere il filo, perché, diciamolo, rileggere tutto ogni volta è davvero palloso. Ma si deve, eh sì. Ovviamente, alla fine, comincia il lavoro vero (sì perché mentre si scrive ci si diverte, diciamolo ): la correzione della bozza e l’editing. Il primo lo faccio sempre io, perché mi vergognerei profondamente di affidare un testo sgrammaticato e illeggibile a un editor “terzo”. Figuriamoci a un editore. Io faccio la scrematura e, a volte, butto tutto nel cestino. Sono un editor terribilmente severo.

Ora ho terminato il mio nuovo lavoro. Stavolta non ho scritto di getto. Forse perché non c’è autobiografia nel testo (quando cominciamo a scrivere ci mettiamo sempre un po’ di noi), forse perché man mano che si scrivono romanzi tendiamo ad allontanarci dagli schemi noti e seguiamo altre derive, anche fantasiose, decisamente creative, che è quello che uno scrittore deve fare.
Ecco, stavolta il mio romanzo è cominciato con una trama che mi si è affacciata alla mente e che ho riassunto in una sorta di “canovaccio”.

CANOVACCIO

Poi mi sono dedicata alle ricerche storiche, alle interviste, e il lavoro è stato importante, perché quando la fonte è viva, reale, bisogna fare attenzione ai dettagli.

RICERCHE_STORICHE

Poi ho cominciato a scrivere. Ho scritto il titolo, ho scelto un brano che  rappresentasse la storia, ho chiuso per un attimo gli occhi per ascoltare le voci arrivare, dentro di me. E con loro è arrivata la storia.

ANNINA_INIZIO

Il seguito alla prossima puntata.

Un #romanzo in 100 parole? Si può.

storie_in_100_parole

Sintetizzare. Abbiamo tutti sempre così tanta fretta che siamo costretti a sintetizzare ogni cosa, contrarre il tempo, misurare le parole. Siamo capaci anche di inventare neologismi (orribili) per poter scrivere più velocemente, come quelli utilizzati nei messaggi sui cellulari (no, non scriverò sms). Il web e i social network ci costringono quasi, a utilizzare un linguaggio conciso, una sorta di codice, per catturare l’attenzione di passaggio, quella di chi ha poco tempo per soffermarsi, per riflettere un momento. La soglia di attenzione è talmente bassa che se non “accorci” anche il pensiero sei fuori dai giochi, ti isolano. Purtroppo a rimetterci spesso è proprio la scrittura. Ma si possono creare cose egregie anche utilizzando poco spazio, poche parole, purché dense, purché significative. Di questo abbiamo parlato ieri sera al Beba do Samba a Roma con l’editore Giulio Perrone, che ha lanciato una sfida a molti scrittori: scrivere una storia, un microromanzo, in 100 parole. E questa sfida l’ho raccolta anche io. Le oltre 100 micro storie sono state raccolte in un’antologia, Storie in 100 parole, in vendita in tutte le librerie, e questa è la mia.

Il peso


“Vorrei una vita leggera per avere la scusa di non doverne sopportare il peso.” Diceva continuamente a chiunque la incontrasse, e si sentiva così colta, intellettuale nel pronunciare questa frase, di cui forse non percepiva il senso. Il fatto è che lei ci credeva. Diede via ogni cosa, un po’ per volta: le case ereditate, i conti in banca, gli abiti firmati, il lavoro ben pagato. Alla fine le restò solo se stessa, il peso più grande da sopportare. Si trascinò sull’orlo del precipizio e si donò al vento. Non chiedetevi ora perché la pioggia è così pesante e greve.

COLUI CHE RITORNA – IL BOOKTRAILER

Ecco in anteprima il Booktrailer di Colui che ritorna, ideato, diretto e prodotto da Alessandro Trigona Occhipinti per Liber-Dogma e interpretato da Daniela Ricci