Il sesto senso

Immagine presa da qui

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A volte lo sentiamo come un campanello, quello delle biciclette, che trilla in lontananza. Altre volte come un soffio di vento improvviso, gelido. Sempre in ogni caso avvertiamo un senso di vuoto improvviso, il cuore che cede un battito al nulla. È il sesto senso che si mette in moto, un dono e una dannazione. E non c’è donna che a un certo punto della vita non lo percepisca, forte. Se dice di no, mente. Io non so perché ci ritroviamo con queste antenne in più, ammennicoli a volte ingombranti, altre volte salvifici.

Certo è che la beata ignoranza fa vivere meglio, con più leggerezza. La consapevolezza ti obbliga a tenerli sempre aperti gli occhi, non puoi far finta di non sapere. E così il dispiacere, o il dolore a volte, arrivano un attimo prima. Una sensazione sgradevole che qualcosa non va, non è al posto giusto. Il fatto straordinario è che il più delle volte si sa anche da dove arriverà questo “qualcosa”. O da chi. Mi è capitato spesso, così, senza una ragione apparente, di fare “quella” domanda, “quella” affermazione. Parole ispirate da un bisogno impellente e profondo. Non ho mai sbagliato. Il sesto senso svela le menzogne, i segreti, le variazioni dei sentimenti. E allora succede che quel colpo al cuore che hai sentito non è altro che l’annuncio di un legame che si è incrinato, spezzato, contaminato.

Così si scoprono i tradimenti, a volte prima ancora che accadano, prima ancora che lui ne prenda coscienza. Gli uomini la chiamano sensibilità femminile. Io credo che invece conserviamo ancora, nelle nostre cellule, il retaggio della nostra natura. In fondo un po’ sciamane lo siamo.

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GLI INCONTRI

Gli incontri sono importanti nella vita. Ne definiscono la consistenza, lo spessore, a volte possono addirittura cambiartela, involontariamente o perché così doveva essere, era scritto, era destino. Io ci credo al destino, perché nulla accade per caso, e questo si sa, ma sapere che c’è uno scopo per questo percorso a volte affannoso che seguiamo, è consolatorio e, diciamolo, anche eccitante. Per questo gli incontri sono importanti, e bisogna farci attenzione, perché inviano segnali subliminali, a volte.
Anche incontrare qualcuno sotto un cielo di stelle, magari con la luna che rende tutto chiaro, come se fosse giorno, può non essere solo un incontro romantico, ma l’inizio di una nuova consapevolezza di se, della propria “cifra”, del potere evocativo che si possiede. Non sempre una conoscenza superficiale è fine a se stessa, anche se si consuma in una sola notte, anche se è significativa solo per te. C’è sempre comunque uno scambio, e bravo è chi da questo scambio raccoglie e conserva. E’ un arricchimento, e ne gode chi lo riconosce.


Poi ci sono gli incontri inattesi, di cui però percepisci l’importanza subito, perché il sangue scorre veloce, la pressione aumenta, le mani sudano, e tu lo sai, lo senti che quella persona, proprio quella, ha un messaggio speciale per te. E questo sentire è “femmina”, non c’è nulla da fare, è intuito, di pancia, di pelle, è l’antico sapere misterioso delle sacerdotesse del tempio, delle sciamane, tramandato di generazione in generazione nel DNA della specie. Noi donne lo sappiamo cos’è. Io lo so cos’è. Un incontro del genere cambia la prospettiva, come se vedessi tutto da un’altra angolazione. E non sto parlando di sentimenti, parlo di energie nascoste che improvvisamente vengono fuori, come un’eruzione. Succede quando mettiamo al mondo un figlio. Succede quando ci innamoriamo. Succede quando amiamo.