#PiùLibri2015 chiudiamo in bellezza (e una piccola polemica)

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Partiamo da questa immagine.

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E poi questa.

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E ancora…

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Ops! Scusate, qui è da dove vi scrivo, giusto per rendervi partecipi. Sì, dopo la maratona di cinque giorni di Più Libri Più Liberi avevo decisamente bisogno di riposo…

In ogni caso, le tre immagini precedenti hanno in comune un paio di cose: me e tanti scrittori, giovani e bravi, tutti pubblicati da Watson Edizioni, una casa editrice giovane che punta su nuovi autori. E c’eravamo quasi tutti in fiera! Una bella festa, una bella prova di passione e entusiasmo. Mai visto stand più affollato. Io posso solo augurare una cosa, a me e a loro: di incontrare tanti lettori nella nostra vita, tantissimi, e di avere sempre con loro un confronto leale e onesto.

E veniamo alla piccola polemica (dite che c’entra l’onestà..?). Nel mio post precedente vi avevo detto che ho incontrato la Vanoni e che ne avrei scritto. Ecco, l’ho fatto, e l’articolo è uscito, come sempre, su Art a part of cult(ure). Vi anticipo poche righe, continuando a leggere capirete quale sassolino mi son dovuta togliere…

Più Libri Più Liberi 2015. Il racconto di una “diva”. Ornella Vanoni e i suoi raccontini

A Più Libri Più Liberi ho voluto incontrare Ornella Vanoni. Per diverse ragioni: stima nei confronti dell’artista, curiosità per le sue doti narrative, conoscenza dell’editore Giulio Perrone.
La “diva”, perché di una vera diva si tratta, è arrivata col suo cagnolino e il suo splendido cespuglio di capelli, sempre uguale da che ne ho memoria. [continua a leggere…]

A #PiùLibri15 gli incontri, gli eventi, i resoconti

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Come ogni anno sono di nuovo qui a raccontarvi la mia personalissima edizione di Più Libri Più Liberi. E non è ancora finita.  La novità di quest’anno è che c’è anche “Anna” assieme a tutta l’allegra brigata Watson Edizioni. Non credo si sia mai visto, a una Fiera del Libro, uno stand più animato e stracolmo di autori. E colorato! (le copertine dei libri Watson sono bellissime). La Watson fa due cose davvero interessanti, secondo me: non fa pagare un centesimo ai suoi autori (per lo più esordienti o emergenti) e li coinvolge davvero. A proposito, per chi non lo sapesse ancora, il losco individuo che si cela dietro il più bieco anonimato di “Antipatia gratuita“, la nota e cliccatissima pagina Facebook, ha un volto e un editore (Watson, appunto), e lo potete trovare ogni giorno allo stand T53. Eccolo, è lui, non fatevi ingannare dal cravattino lezioso e dagli straccali… Antonio

C’è gente quest’anno in Fiera? Mah, come sempre, quando l’esposizione dura cinque giorni (cinque giorni!!!) i visitatori se la prendono comoda, specie con un ponte di mezzo e con la primavera incipiente. Fa caldo, dentro e fuori, e siamo tutti più o meno ammalati, e Roma è sotto assedio per il Giubileo, e ci sono lavori in corso ovunque, e stanno coprendo i sampietrini, e… beh, storie di Fiera. Come sempre ci sono tanti espositori, forse qualcuno in meno degli scorsi anni, ma sempre troppi EAP. La vinceremo mai questa battaglia?

Zerocalcare ha intasato corridoi con dei firmacopie originalissimi; Camilleri è dovuto entrare da un passaggio segreto; al Caffè Letterario ci sono stati i The Pills; è venuta la Boldrini; c’era anche la Vanoni (uscirà un mio articolo su questo incontro). E poi c’era Carlotto, The Alligator in persona. Lo avevo già incontrato da Libri & Bar Pallotta e avevo acquistato il suo ultimo libro, ma qui in Fiera si trattava di un reading in salsa blues, imperdibile.

Un reading è un reading, nient’altro che una lettura ad alta voce di alcuni brani di un libro. Si spezza così la magica intimità tra il lettore e il romanzo, si svelano le emozioni nascoste. Ognuno di noi, quando legge, imprime un carattere personale alle storie, ai personaggi, dona loro una voce, un ritmo, una musicalità, che fanno parte del proprio vissuto. Ascoltare, quindi, quelle stesse storie dalla voce di chi le ha pensate, create, scritte, è sempre un’esperienza notevole. A Più Libri Più Liberi 2015 abbiamo avuto il piacere, noi che c’eravamo, di incontrare l’AlligatoreMassimo Carlotto. Proprio lui, in carne ed ossa, compreso l’alter ego Marco Buratti, presenza invisibile seppure identificabile. [continua a leggere…]

Oggi, lunedì 7 dicembre, ci saranno due eventi di cui vi racconterò: “Nuove vie verso i lettori: librai di oggi e di domani”, e tra i relatori c’è la mia amatissima libraia Carla (l’alter ego femmina di Carmelo Calì), e poi c’è l’incontro con Angelastro, l’autore di Il bel tempo di Tripoli (l’ho recensito qui), che mi ha invitata perché vuole confrontarsi con me. Magari gli farò leggere Anna…

Comunque siete ancora in tempo, fino a domani mattina mi trovate allo stand Watson e dintorni. Io, il mio libro e tanti altri autori di storie belle da leggere.

 

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti. #Libriamoci potrebbe esserlo.

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“Non domandarci la formula che mondi possa aprirti.” Cito Montale perché ieri mi è venuto in mente, a Rieti, durante l’incontro coi ragazzi dell’Istituto Superiore Rosatelli per #Libriamoci a scuola. Non esiste questa formula, e non si conoscono segrete alchimie, ma un libro, una storia, possono essere qualcosa di più di una “storta sillaba e secca come un ramo”. Accade. Ieri ho incontrato questi straordinari ragazzi e ho ricevuto in dono una ricchezza enorme: l’entusiasmo. Eppure abbiamo solo parlato di Anna.

Si sono dati da fare, si sono ingegnati, sono stati creativi e mi hanno stupita. Per una volta io non ho dovuto fare nulla, solo esserci e godere dello spettacolo della loro esistenza. Loro hanno fame e io ho servito a quel banchetto solo un piccolo antipasto. Ma gli incontri, si sa, possono essere anche degli assaggi di sé, l’importante è che siano gustosi.

Erano 120, o giù di lì, nell’aula magna della scuola, e devo ammettere che un po’ di soggezione l’ho provata. Per poco. Perché i giovani, quando non frapponi filtri tra te e loro, sono accoglienti. E i professori gli somigliano, sì, non ho sbagliato. I professori li guardano come guarderebbero il futuro, con la speranza negli occhi. Come solo i giovani sanno fare.

Essere giovani vuol dire
tenere aperto l’oblò della
speranza, anche quando il
mare è cattivo e il cielo si è
stancato di essere azzurro.
(Bob Dylan)

Ho visto laboratori di chimica da far invidia alle migliori Università, aule di fisica che somigliavano a quelle di Harry Potter, un hangar nel quale i ragazzi stanno riproducendo un C.R.1 col progetto originale FIAT di Rosatelli e con le ali originali e hanno intenzione di farlo volare, il laboratorio di meccanica dove i professori smontano cose e gli brillano gli occhi. Ho visto una scuola di eccellenza, e questo mi ha resa felice.

Tra i 120 ragazzi ce ne sono una ventina o poco più che, anche se un giorno saranno ingegneri o medici o chimici, hanno una passione smodata per la letteratura, e hanno creato già da qualche anno un Circolo dei Lettori (coadiuvati e guidati dalla Prof.ssa Loredana Patacchiola)che si dà un gran da fare: giurati per lo Strega giovani, ideatori di un premio letterario, organizzatori di eventi letterari e incontri con gli autori. Come in questo caso per #Libriamoci.
Non c’è una cronaca da fare, solo emozioni da condividere. Ho proposto loro la lettura di due brani tratti da Anna: un dialogo tra Don Gerardo e Angelico, per sottolineare il “linguaggio narrativo” e parlarne insieme, e un racconto di Angelico dall’Africa con una sua riflessione sulla guerra. Voglio riportare qui una piccola parte del primo brano letto:

«A partire da subito tu le farai pervenire ogni giorno un mazzo di fiori a casa.»
«Che fiori?»
«E cosa ne so io? Fiori, quelli che piacciono alle ragazze!»
«Sì, ma i fiori sono importanti, non bisogna sbagliare. Quali sono quelli che Annina preferisce?»
Don Gerardo non ne aveva la più pallida idea. Si ricordò dei ricami che la ragazza faceva, quei tralci sempre uguali, infiniti.
«Azzurri, devono essere azzurri. Le manderai un mazzo di fiori azzurri tutti i giorni per una settimana, senza bigliettino. Anonimi.»
Azzurri. Come se fosse facile trovarne. Mi devo documentare. Ma dove, come?
Intanto Don Gerardo continuava a dare istruzioni.
«Dopo sette giorni comincerai a inviarle un solo fiore azzurro accompagnato da un bigliettino.»
«E cosa devo scrivere?»
«Ma devo dirti proprio tutto io? Scrivile delle cose romantiche no? Che so, per esempio “Siete leggiadra come una cavalla al galoppo” oppure “Sentirvi cantare fa vibrare il mio cuore”, cose così insomma.» [cit. da Anna]

Dopo la lettura c’è stato il momento fatidico delle domande. Il microfono è arrivato in platea ed è stato passato ai ragazzi in prima fila. Sette si sono alzati, uno alla volta, e come nel racconto hanno letto brani scelti da loro, tratti da Anna. Poi si sono avvicinati a me e mi hanno donato un fiore ciascuno, azzurro. Legato a ogni fiore un biglietto col brano che avevano letto. Sette fiori azzurri.

La vita sarebbe infinitamente
più felice se nascessimo a
ottanta anni e ci
avvicinassimo gradualmente
ai diciotto.
(Mark Twain)

Dopo aver tanto parlato del romanzo ho voluto giocare con loro a TwLetteratura. Chissà, forse li ho convinti che twitter non è una cosa così astrusa e che la sintesi può essere esercitata in modi diversi. Quando ho detto loro di non usare, per favore, quelle abbreviazioni orribili (xché, tt, anke, giusto per citarne alcune), si sono alzati in piedi e hanno applaudito. C’è speranza allora! Comunità di Twitteratura, avremo presto un’altra scuola che parteciperà ai nostri progetti.

Io voglio solo dire grazie. Grazie al mio editore Watson che mi ha coinvolta in questa iniziativa straordinaria che è #Libriamoci a scuola, grazie a Loredana Patacchiola che mi ha invitata a Rieti, grazie alla Preside e agli insegnanti che hanno partecipato all’iniziativa, ma soprattutto grazie a ognuno dei 120 ragazzi presenti, senza di loro la mia presenza non avrebbe avuto alcun senso. Una menzione speciale va ai magnifici venticinque del Circolo dei Lettori, diretti magistralmente da Ludovica Aleandri (16 anni…) che hanno organizzato e pensato tutto. E che hanno letto e amato Anna.

Ecco solo alcuni nomi di chi c’era:

IL CIRCOLO DEI LETTORI
Ludovica Aleandri; Andrea Bianchi; Anna Maria Braconi; Beatrice Pariboni; Simone Capalbo; Carlo Fiorillo; Andrea Catia Mattozza; Chiara Cicolani; Clarissa Tavani; Federica Conenna; Giada Bei; Mara Verzilli; Giordana Zamurri; Giuseppe Poscente; Lodovico Caruso; Lorenzo Hofmann; Luca Bresciani; Martina di Rienzo; Martina Nucci; Preet Singh Kailay; Valerio Arabi; Victoria Garziano; Serena Ratini; Tiziano Mattei; Aurora Linguari

I DOCENTI
Dirigente Scolastico:Prof.ssa Mariantoni Daniela; Loredana Patacchiola; Claudia Moscatelli; Daniela Benedetti; Sandro Anselmicchio; Rosaria Spagnoli; Franca Lelli; Rosella Pasquali; Fausto Poles

E qui c’è la fotogallery e il tweetbook che ho voluto creare per loro.

I luoghi dove nascono i libri

Anna

Anna è acquistabile da Libri& Bar Pallotta – Roma -Ponte Milvio, in tutte le librerie su ordinazione, dal sito di Watson Edizioni.

Qualcuno potrebbe dire “Nella testa dello scrittore”. No, nella testa dello scrittore, e nel suo cuore, e tra le sue dita nascono le storie. I libri, quegli oggetti magici che le contengono, nascono presso chi li pubblica, cioè chi li rende fruibili: parlo di case editrici e dintorni. E poi questi libri neonati finiscono in altri luoghi, reali o virtuali, che sono la nursery, il giardino zoologico, il museo in cui vengono esposti: le librerie.

Ieri sono stata spettatrice di questo magico incontro. Editore e libraio che mostravano con orgoglio l’ultimo nato al pubblico, e io ero solo una spettatrice, come gli altri, forse solo con un po’ più di emozione. “Anna” vi racconterà la sua storia con la sua voce, adesso. Io ho fatto la mia parte.

Di cosa parla.

“Quando il profumo si spandeva ovunque, nelle case, per la strada, nell’aria tersa e neutra del mattino, allora se ne aveva la certezza: era giorno di festa, il pane era nato.” Le radici della storia di Anna affondano nei riti antichi, quelli che le donne si tramandano per generazioni, quelli della natura che fa il suo corso, anche nei rapporti umani. E c’è sempre un destino segnato da combattere o assecondare per far sì che il rito sia propiziatorio. Quando però al destino si sommano gli eventi di una guerra, allora la storia spariglia.
Annina Lojacono non è una ragazza qualunque. Caparbia, ribelle, mal si adatta alle convenzioni di una famiglia del Sud, tanto meno quando le viene imposto un fidanzamento e un matrimonio con uno sconosciuto. Ma il cuore percorre strade misteriose per compiere le sue scelte, e Angelico Buonomo, più per fortuna che per merito, riesce a compiere il miracolo e a sposare la donna che ama. Fortuna che durerà ben poco. Il giovane si ritroverà ben presto a doversi separare dalla novella sposa, proprio nel momento in cui la loro vita stava per intraprendere un nuovo corso, e da quel momento ogni evento contribuirà a rendere la separazione più lunga e dolorosa. La guerra, la prigionia, la distanza saranno solo alcuni degli ostacoli che si frapporranno alla riunificazione dei due giovani, dopo dieci anni. E Annina non è certo una Penelope che attende il suo Ulisse tessendo la tela. Trame ben più fitte dovrà districare, segreti da tenere ben custoditi, rivelazioni che rischieranno di distruggere il fragile equilibrio che, nonostante tutto, bisogna mantenere, specie durante un conflitto di portata mondiale. E a legare tutto ci saranno le lettere, memorie epistolari da custodire per mantenere vivo il ricordo e desta l’attenzione.
Dal 1937 al 1947, sullo sfondo dell’Italia fascista e della guerra nelle colonie, un viaggio che sorvola Africa, India e Australia, e una storia d’amore e di guerra il cui finale non è affatto scontato.