Facebook: i “mi piace” che non dovresti chiedere mai (e altre bazzecole altrettanto raccapriccianti).

sedcetta:

I Giramenti del lunedì sono oltremodo istruttivi, per tutti i Gennarini e le Gennarine del web.

Originally posted on giramenti:

Ok, ammettiamolo, la richiesta di un “mi piace” non ha mai ucciso nessuno, ma dieci richieste al giorno cominciano a pesare sullo stomaco. Io, mediamente, ne ricevo tra le 30 e le 35. Vanno dalla pagina fan dell’autore alla pagina “mai letto ma mi piace sulla fiducia” del libro, dal festival letterario fatto in casa – in giuria zii e cugini di Gennarino Coccolino Scrittore, e Gennarino Coccolino come guest star – al concorso poetico che chiede venti euro a poesia, e si vincono i libri scritti dai giurati.
Questo post non vuole certo dirvi quando chiedere un “mi piace” ai vostri contatti, vuole solo farvi sapere che molte volte i vostri contatti finiscono per odiarvi. E ne hanno tutte le ragioni.

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Recensione a “tutto tondo”

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D’estate, è risaputo, si legge di più. Le ore di luce aumentano, la voglia di stare svegli anche, e allora bisogna pur riempirlo questo tempo che avanza, no? C’è chi sta fuori fino a tardi, chi si rimbecillisce davanti alla TV e chi, per fortuna, apre un libro e lo legge senza ansie. Leggereonline news è una rivista ormai storica, condotta con maestrìa e competenza da due giornaliste e scrittrici, Flaminia P. Mancinelli e Marinella Zetti.

E questa è la recensione/intervista/articolo che hanno pubblicato su di me e sulle cose che scrivo, con una particolare attenzione all’ultimo romanzo, Quella volta che sono morta, e al mio editore DuDag. Grazie!

Quella volta che sono morta

 

 

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Il romanzo breve di Cetta De Luca è originale e ben scritto. Per conoscere meglio l’autrice le abbiamo rivolto alcune domande sulla sua opera, sul self publishing, sui progetti futuri.

 

 

Ho incontrato Cetta De Luca e le sue scritture sul Web, per caso. È stato all’incirca tre anni fa e io le proposi di leggere il suo Colui che ritorna, il romanzo breve che aveva appena pubblicato. In seguito è stata la volta di Nata in una casa di donne e proprio in questi giorni ho letto il suo ultimo lavoro: Quella volta che sono morta. Questo per dire che con questa autrice ho potuto adottare una metodologia di lettura che mi è particolarmente cara: seguirne l’evoluzione attraverso le scritture. [continua a leggere...]

Cile incontra Italia, e non è una partita di calcio.

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Il Cile mi ha sempre incuriosita, e un giorno capirò il perché, o forse sto già cominciando. Non si tratta di suggestioni paesaggistiche o archeologiche, né di reminiscenze sociali o musicali. Troppo scontato. Quelle informazioni appartengono a me come all’immaginario collettivo, quindi c’è senz’altro di più. Forse vedo nel Cile il fermento, una continua ebollizione culturale pronta ad esplodere, come la lava dei suoi vulcani. Da tre anni seguo con passione e ammirazione il lavoro che una cara amica italiana, Chiara Mambro, e il suo compagno cileno, Christian Castro, stanno portando avanti tra Cile e Italia. La loro Mano de Monja è un ponte artistico e culturale tra due continenti, tra due Paesi che hanno molto in comune, e provo a raccontarlo qui, in questo articolo.

Sinopsis Australis, dove Cile e Italia si incontrano.

Chiara Mambro mi accoglie nella sua casa di Bracciano, alle porte di Roma, poche ore prima del suo rientro in Cile. Una casa che ormai sempre più somiglia a una galleria d’arte eterogenea, quasi una copia conforme di quell’hostal di Valparaiso in Cile che prende il nome dall’associazione culturale di cui è co-fondatrice,  Mano de Monja. E per il terzo anno consecutivo la Mano de Monja ha portato in Italia, per la manifestazione Sinopsis Australis,  artisti cileni che rappresentano il nuovo che avanza oltreoceano. [continua a leggere...]

Storia di un bibliotecario gentile

Crimini_in_capsuleEdoardo Caldarola è stato, credo, il mio primo lettore. Anzi dovrei dire Lettore, con la L maiuscola, per distinguerlo da parenti e amici che, si sa, fanno parte del pacchetto “HoScrittoUnRomanzoCheNePensi?”. Me lo ha detto su twitter che era un mio lettore e la prima cosa che mi ha colpito di questo sconosciuto estimatore è stata la sua gentilezza. Lui su twitter non parlava in 140 caratteri: sussurrava. Per lungo tempo mi ero convinta che vivesse in Puglia (chissà perché) assieme alla sua bellissima famiglia. Poi mi ha detto che no, vive a Perugia e fa il bibliotecario. Forse per questo è abituato a sussurrare… Ho avuto il piacere di conoscere lui, la sua splendida moglie e i suoi figli (l’ultimo era ancora in arrivo) a Roma, all’Auditorium. Un incontro veloce, giusto il tempo di un caffè e quattro chiacchiere, ma sono state chiacchiere dense e significative.

Lui scrive da sempre ma, a differenza di molti aspiranti scrittori o lettori scriventi, non lo sbandiera ai quattro venti, anzi, non crede che i suoi scritti siano così meritevoli. E invece no. Ho letto anche io i suoi racconti e ho provato in tanti modi a convincerlo di proporli per una pubblicazione. Lui ha una penna scorrevole e evocativa, un modo di scrivere che ti cattura dalle prime parole: lui ha il dono dell’incipit. E poi c’è anche il resto, ovviamente.

Vi chiederete perché ne parlo. Finalmente ha deciso di uscire allo scoperto. Tempo fa mi fece leggere un suo racconto, un piccolo noir, così, per vedere se altri due occhi avrebbero scorto qualche imperfezione. Un noir straordinario, a mio avviso, che ha partecipato a un concorso e che…HA VINTO. Anzi, ha stravinto. Oggi mi ha comunicato tutto questo, e anche che questo racconto “La traccia” fa parte di un eBook (potete trovarlo qui gratuitamente) dal titolo “Crimini in capsule”, e che esiste anche la versione audio (molto ben fatta) che potete ascoltare qui su youtube.

Vi regalo qui l’incipit di questo racconto e vi invito a scaricare l’intero libro, perché secondo me ne vale la pena. Oppure asoltatelo.

«I capelli. Vanno tirati con forza. Deve sentire lo strappo, una lama in mezzo alla fronte. Così gli fiacchi il collo. Conti fino a tre e gl’infili la testa sotto. Spingi: gli devi togliere la speranza di poter respirare anche solo un’ultima volta nella vita». [da La Traccia di Edoardo Caldarola]

Come conquistare un lettore

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Immagine presa da qui

Quando ho letto questa recensione assolutamente spontanea, ho riso molto. Perché l’antefatto c’è, è tutto vero, ma alcuni dettagli andrebbero interpretati diversamente. Ricordo bene quel pranzo a Firenze: conoscevo solo una persona, gli altri 28 erano amici virtuali (e neppure tutti…). Ho colto l’occasione di incontrare dal vivo le “voci scriventi” con le quali scambiavo opinioni, a volte al vetriolo, sul web, e ne sono stata felice. Il Comizietto era tra loro e si è “beccato” il mio libro. Non ho mai chiesto una recensione (non lo so fare) ma un’opinione sì, magari in privato. Lui (loro) ha fatto di più, e di questo lo ringrazio. Perché con ciò che ha scritto ha scardinato quell’idea preconcetta che molti lettori hanno: questo non lo leggo perché non è il mio “genere”, quindi non mi piace. E questo è molto di più di quanto uno scrittore possa desiderare.

La recensione è questa:

[libro] Nata in una casa di donne

Autrice: Cetta De Luca
Titolo: Nata in una casa di donne
Voto: 7/10

Devo ammettere: ho iniziato a leggere questo libro pieno di pregiudizi. Ma forse è utile sapere come è arrivato sul mio comodino; di certo non l’avrei mai comprato di mia spontanea volontà. (Continua a leggere…)

Viaggiare ti allunga la vita, e se lo dice Javier Reverte…

palazzo torlonia

Il 19 giugno sono andata a Palazzo Torlonia, a Roma. Per chi conosce il centro della capitale e almeno una volta ha bighellonato per le vie storiche e celebri che da Piazza di Spagna portano a via del Corso, per chi si è fermato a guardare le vetrine di via Condotti e, magari, si è fermato a sbirciare dentro al Caffè Greco, beh costoro sapranno che Palazzo Torlonia si trova in quei pressi e che è possibile visitarlo solo su invito.

Ho dunque accolto subito l’invito di partecipare alla fase finale della II edizione del Premio Letterario Quaderni Ibero Americani, che ha visto protagonista lo scrittore spagnolo Javier Reverte e la scrittrice italiana Candida Morvillo. Ho raccontato le mie impressioni da “cronista per caso” in questo articolo, pubblicato oggi da Art a part of Cult(ure).

Viaggiare ti allunga la vita e scriverne lo testimonia. La seconda edizione del Premio Letterario Quaderni Ibero Americani

“Viaggiare ti allunga la vita, la riempie di volti e di paesaggi, di canti e di suoni e di orizzonti che ignoravi. Conosci dei vigliacchi che devono vivere da coraggiosi, e uomini coraggiosi costretti a vivere da vigliacchi. Le tue vecchie
idee crollano e ne nascono di nuove. [...] E viaggiare è ballare,come giustamente dicono i Chichewa, adattare il tuo passo a quello degli altri, girando nel vuoto seguendo suoni e ritmi che non conoscevi, sordo a tutto quanto non sia la melodia di una canzone fino ad allora sconosciuta”

 [Javier Reverte - Vagabondo in Africa]

Palazzo Torlonia una sera di giugno, la stessa che vede per la prima volta salire al trono di Spagna Felipe VI, ospita la seconda edizione del premio letterario Quaderni Ibero Americani. Penso a quanti nomi illustri hanno collaborato con questa rivista dal 1946 in poi. Premi Nobel come Juan Ramón Jimenéz, Pablo Neruda, Camilo José Cela o dall’Italia Benedetto Croce, Cesare Segre, Carmelo Samonà. Si resta in silenzio davanti a personaggi come questi, anche se non sono qui,  perché la loro storia invece è presente. (continua a leggere…)