Lo sguardo vigile di Dio – #3 episodio

chiacchiere

Alle nove in punto erano tutti fuori, sul sagrato, e inevitabilmente gli sguardi, furtivi o diretti, andarono all’ingresso di palazzo Vincisguerra.
– E se fosse partita ieri sera? Non avevi detto che doveva tornare in città per quella faccenda del notaio? Veronica, non c’era una questione di eredità con quel cugino in Australia? – La signora Liliana Tramacere era la proprietaria della merceria, luogo d’incontro prediletto di tutte le comari. Si faceva vanto di sapere tutto di tutti e, in quella particolare circostanza, proprio non ci stava a non essere al corrente. Ma in fondo era domenica e il suo negozio era chiuso, quindi doveva farsene una ragione e accontentarsi di notizie di seconda mano.
– So che doveva venire in Italia per l’estate. Bel tipo quel Leonardo! È partito vent’anni fa, dopo aver fatto morire di crepacuore quella povera donna di sua madre. Te la ricordi Giovanna Vincisguerra? Come impastava la sfoglia lei… e dire che di persone di servizio ne aveva! Ma lei niente, fino alla morte a impastare. E quel degenerato di suo figlio che si è giocato tutto il patrimonio. E ora vorrebbe mettere le mani sui soldi ereditati dalla cugina… Sarà mica stato lui stanotte? – La domanda, con tutto ciò che sottintendeva, rimase nell’aria calda di metà mattina, sospesa, come il vapore in attesa di un refolo di vento a sospingerlo via. E il refolo di vento arrivò. Trascinò con sé brandelli di frasi, di parole, e si fermò nei pressi di un altro crocchio di persone. Luisa Latella guardava in malo modo in direzione delle due amiche commercianti. Lei era impiegata alla posta e si riteneva superiore, di livello sociale e di cultura. E poi non si sarebbe avvicinata a Veronica neppure sotto tortura. Ancora non le aveva perdonato lo sgarbo di averle rubato il fidanzato, ai tempi della scuola. Mario se l’era sposata, quella sciacquetta vistosa, e lei aveva dovuto accontentarsi di Guido, dal quale aveva avuto due figli, la raccomandazione per il lavoro statale e qualche chilo di troppo intorno ai fianchi. “E lei invece guardala, sempre un figurino, nonostante le brioche e i cappuccini che ingurgita ogni giorno! Non c’è giustizia a questo mondo.” Luisa riuscì a carpire alcune parole dette dalle due signore poco distanti. – Tu che dici moglie mia? Cosa sarà accaduto a Maddalena? – La donna guardò il marito con aria di sufficienza, come lo guardava ogni volta che lui le faceva qualche domanda da lei ritenuta retorica. – È tornato Leonardo dall’Australia stanotte, non lo sapevi? E hanno certamente discusso per i soldi. – Parlò ad alta voce, in modo che i vicini sentissero. Bisognava che fosse chiaro da subito: lei era la custode di tutte le notizie, lei e non quelle due pettegole. Marta Antoniotti prese sotto braccio il marito Giacomo e strattonò la figlia Serena perché la seguisse. Si diresse a passo di marcia verso l’ingresso di palazzo Vincisguerra. Aveva sentito abbastanza. Se Leonardo era lì lei doveva incontrarlo. Avevano un conto in sospeso da oltre vent’anni.

(continua…)

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Lo sguardo vigile di Dio diCetta De Luca è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

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